Aforismi sull’amore
L’amore nei versi di Shakespeare
Romeo e Giulietta
Ah,questo amore così gentile alla vista che debba essere poi così tiranno alla prova!
Romeo e Giulietta,Shakespeare
Qui l’odio ci fa molto combattere, ma di più, l’amore. O amore attaccabrighe,odio amoroso – o tutto, fatto di nulla. O severità vanesia! O seria vanità! Deforme caos di forme leggiadre – piuma di piombo – lucida caligne – fuoco di gelo- inferma sanità- insonne sonno che non è quel che è.
Romeo e Giulietta,Shakespeare
L’amore senza una tenera essenza? Ma è uno screanzato villano,strepitoso,puntuto come un pruno.
Romeo e Giulietta,Shakespeare
Se l’amore non ha creanza con te, tu non averne con lui. Pungilo se ti punge, e mettilo spalle a terra.
Romeo e Giulietta,Shakespeare
Il mio unico amore sbocciato dal mio unico odio. O ignoto, troppo presto perduto e troppo tardi conosciuto. O prodigiosa alba d’amore, questa, per me, costretta ad amare un odiato nemico.
Romeo e Giulietta,Shakespeare
Le gioie violente hanno violenta fine, e muoiono nel loro trionfo, come il fuoco e la polvere da sparo, che si distruggono al primo bacio. Il più squisito miele diviene stucchevole per la sua stessa dolcezza, e basta assaggiarlo per levarsene la voglia. Perciò ama moderatamente: l’amore che dura fa così.
Romeo e Giulietta,Shakespeare
Come e dimmi, perché, sei entrato qui dentro?Con le leggere ali d’amore ho superati questi muri, poiché non ci sono limiti di pietra che possano vietare il passo ad amore: e ciò che amore può fare, amore osa tentarlo;
L’amore corre ad incontrar l’amore con la gioia con cui gli scolaretti fuggon dai loro libri; ma l’amore che deve separarsi dall’amore ha il volto triste degli scolaretti quando tornano a scuola.
Amore è un fumo levato col fiato dei sospiri; purgato, è fuoco scintillante negli occhi degli amanti; turbato, un mare alimentato dalle loro lacrime. Che altro è esso? Una follia discreta quanto mai, fiele che strangola e dolcezza che sana.
Ancora Shakspare
«Essere saggio e amare eccede le capacità dell’uomo.»
William Shakespeare
Con la tua immagine e con il tuo amore, tu, benchè assente, mi sei ogni ora presente. Perchè non puoi allontanarti oltre il confine dei miei pensieri; ed io sono ogni ora con essi, ed essi con te.
William Shakespeare
L’amore non è amore che cambia quando incontra qualcosa che cambia. È un’impronta incancellabile che combatte tempeste e non si agita mai. L’amore non si trasforma in poche ore o in settimane… ma resiste… anche sull’orlo della morte.
Ma l’amore è cieco e gli amanti non possono vedere le graziose follie ch’essi commettono.
Questa è la mostruosità dell’amore, signora, che infinito è il volere ma limitata è la sua attuazione.
Se tu non ti ricordi la più piccola follia a cui ti ha condotto l’amore, tu non hai amato.
Dubita che le stelle siano fuoco, dubita che il sole si muova, dubita che la verità sia mentitrice, ma non dubitare mai del mio amore.
Se l’amore è cieco, tanto meglio si accorda con la notte.
È un amore miserabile quello che si può misurare.
L’amore può dar forma e dignità a cose basse e vili, e senza pregio; ché non per gli occhi Amore guarda il mondo, ma per sua propria rappresentazione, ed è per ciò che l’alato Cupido viene dipinto col volto bendato.
L’amore è la più saggia delle follie, un’amarezza capace di soffocare, una dolcezza capace di guarire.
William Shakespeare
Negli occhi nasce amore.
Da uno sguardo zampilla,
E s’alimente e brilla
di vivido splendore.
E come è nato muore.
Langue nella pupilla,
si spegne in una stilla
di pianto, e buio è il cuore.
William Shakespeare
Amore guarda non con gli occhi, ma con l’anima.
William Shakespeare
Da Eloisa ad Abelardo:
Quei piaceri ai quali entrambi ci dedicammo totalmente quando eravamo amanti, furono tanto dolci per me che non posso dispiacermene, né essi possono svanire dalla mia memoria, nemmeno un poco. […]Queste visioni non mi risparmiano nemmeno quando dormo. Persino durante la solennità della messa, quando la preghiera deve essere più pura, le immagini oscene di quelle voluttà si impossessano della mia infelicissima anima al punto che penso più ai piaceri sensuali che alla preghiera.
Abelardo e Eloisa, Lettere d’amore
Io, che dovrei piangere su quello che ho fatto, sospiro invece per ciò che ho perduto, e non solo quello che abbiamo fatto insieme, ma i luoghi, i momenti in cui l’abbiamo fatto sono talmente impressi nel mio cuore che li rivedo con te in tutti i particolari e non me ne libero nemmeno durante il sonno.
Abelardo e Eloisa, Lettere d’amore
« Tutti si precipitavano a vederti quando apparivi in pubblico e le donne ti seguivano con gli occhi voltando indietro il capo quando ti incrociavano per la via [...] Quale regina, quale donna potente non invidiava le mie gioie e il mio letto? Avevi due cose in particolare che ti rendevano subito caro: la grazia della tua poesia e il fascino delle tue canzoni, talenti davvero rari per un filosofo quale tu eri [...] Eri giovane, bello, intelligente »
Abelardo e Eloisa, Lettere d’amore
Talvolta anche i movimenti del corpo rivelano i pensieri dell’anima ed esse si tradiscono con parole involontarie. Come sono infelice e come ho diritto di ripetere quel lamento di un’anima gemente: ”Me sventurata chi mi libererà da questo corpo di morte?”
Abelardo e Eloisa, Lettere d’amore
«Al mio signore, anzi padre, al mio sposo anzi fratello, la sua serva o piuttosto figlia, la sua sposa o meglio sorella… ti ho amato di un amore sconfinato… mi è sempre stato più dolce il nome di amica e quello di amante o prostituta, il mio cuore non era con me ma con te».
«quante lacrime verserebbero coloro che amano la filosofia a causa del matrimonio… cos’hanno in comune le lezioni dei maestri con le serve, gli scrittoi con le culle, i libri e le tavolette con i mestoli, le penne con i fusi? Come può chi medita testi sacri e filosofici sopportare il pianto dei bambini, le ninne nanne delle nutrici, la folla rumorosa dei servi? I ricchi possono sopportare queste cose perché hanno palazzi e case con ampie stanze appartate, perché la loro ricchezza non risente delle spese e non è afflitta dai problemi quotidiani».
«Il piacere che ho conosciuto è stato così forte che non posso odiarlo».
«Perché la sublimazione si dovrebbe raggiungere soltanto annichilendo i sensi e il sentimento d’amore che si prova verso un’altra persona?»
Da Abelardo ad Eloisa
«Col pretesto delle lezioni ci abbandonammo completamente all’amore, lo studio delle lettere ci offriva quegli angoli segreti che la passione predilige. Aperti i libri, le parole si affannavano di più intorno ad argomenti d’amore che di studio, erano più numerosi i baci che le frasi; la mano correva più spesso al seno che ai libri… il nostro desiderio non trascurò nessun aspetto dell’amore, ogni volta che la nostra passione poté inventare qualcosa di insolito, subito lo provammo, e quanto più eravamo inesperti in questi piaceri tanto più ardentemente ci dedicavamo ad essi senza stancarci».
«Per me l’amore che ci avviluppava entrambi, nelle catene del peccato, era soltanto concupiscenza, e non merita il nome di amore. Soddisfare su di te la mia miserabile passione; ecco tutto quello che amavo».
«Tu dici di aver sofferto per me; può essere vero, ma sarebbe più giusto dire che io ho sofferto, e mio malgrado, per te. Ho sofferto non per amore tuo ma per la violenza esercitata contro di me, non per la tua salvezza ma per la tua disperazione. [...] E’ per la tua salvezza invece, e in piena libertà che Gesù Cristo ha sofferto per te, Gesù le cui sofferenze guariscono ogni malattia , cancellano ogni dolore. Volgi dunque verso di lui, te ne scongiuro tutta la tua comprensione e la tua compunzione».
Non è abbastanza dire: «Io amo Dio».
Io devo amare anche il mio prossimo.
Nelle Scritture San Giovanni dice che
è bugiardo colui che dice di amare Dio
ma non ama il suo prossimo.
Come si può amare Dio, che non si
vede, se non si ama il proprio prossimo
che si vede, che si tocca, con il quale
si vive? E usa una parola molto grossa,
«bugiardo». È una di quelle parole
che spaventa quando le si legge,
eppure è proprio la verità.
Madre Teresa di Calcutta
15Non amate né il mondo, né le cose del mondo! Se uno ama il mondo, l’amore del Padre non è in lui; 16perché tutto quello che è nel mondo, la concupiscenza della carne, la concupiscenza degli occhi e la superbia della vita, non viene dal Padre, ma dal mondo. 17E il mondo passa con la sua concupiscenza; ma chi fa la volontà di Dio rimane in eterno!
…
16Da questo abbiamo conosciuto l’amore: Egli ha dato la sua vita per noi; quindi anche noi dobbiamo dare la vita per i fratelli. 17Ma se uno ha ricchezze di questo mondo e vedendo il suo fratello in necessità gli chiude il proprio cuore, come dimora in lui l’amore di Dio? 18Figlioli, non amiamo a parole né con la lingua, ma coi fatti e nella verità.
…
23Questo è il suo comandamento: che crediamo nel nome del Figlio suo Gesù Cristo e ci amiamo gli uni gli altri, secondo il precetto che ci ha dato. 24Chi osserva i suoi comandamenti dimora in Dio ed egli in lui. E da questo conosciamo che dimora in noi: dallo Spirito che ci ha dato.
4
7Carissimi, amiamoci gli uni gli altri, perché l’amore è da Dio: chiunque ama è generato da Dio e conosce Dio. 8Chi non ama non ha conosciuto Dio, perché Dio è amore. 9In questo si è manifestato l’amore di Dio per noi: Dio ha mandato il suo unigenito Figlio nel mondo, perché noi avessimo la vita per lui. 10In questo sta l’amore: non siamo stati noi ad amare Dio, ma è lui che ha amato noi e ha mandato il suo Figlio come vittima di espiazione per i nostri peccati.
11Carissimi, se Dio ci ha amato, anche noi dobbiamo amarci gli uni gli altri. 12Nessuno mai ha visto Dio; se ci amiamo gli uni gli altri, Dio rimane in noi e l’amore di lui è perfetto in noi. 13Da questo si conosce che noi rimaniamo in lui ed egli in noi: egli ci ha fatto dono del suo Spirito. 14E noi stessi abbiamo veduto e attestiamo che il Padre ha mandato il suo Figlio come salvatore del mondo. 15Chiunque riconosce che Gesù è il Figlio di Dio, Dio dimora in lui ed egli in Dio. 16Noi abbiamo riconosciuto e creduto all’amore che Dio ha per noi. Dio è amore; chi sta nell’amore dimora in Dio e Dio dimora in lui.
17Per questo l’amore ha raggiunto in noi la sua perfezione, perché abbiamo fiducia nel giorno del giudizio; perché come è lui, così siamo anche noi, in questo mondo. 18Nell’amore non c’è timore, al contrario l’amore perfetto scaccia il timore, perché il timore suppone un castigo e chi teme non è perfetto nell’amore.
19Noi amiamo, perché egli ci ha amati per primo. 20Se uno dicesse: “Io amo Dio”, e odiasse il suo fratello, è un mentitore. Chi infatti non ama il proprio fratello che vede, non può amare Dio che non vede. 21Questo è il comandamento che abbiamo da lui: chi ama Dio, ami anche il suo fratello.
Prima lettera di Giovanni
« L’amore è paziente, è benevolo; l’amore non invidia; l’amore non si vanta, non si gonfia, non si comporta in modo sconveniente, non cerca il proprio interesse, non s’inasprisce, non addebita il male, non gode dell’ingiustizia, ma gioisce con la verità; soffre ogni cosa, crede ogni cosa, spera ogni cosa, sopporta ogni cosa. L’amore non verrà mai meno. » (1cor 13:4-10)
Scrive Paolo, nella Prima lettera ai Corinzi.


