amore
  1. L’amore
  2. L’amore Platonico
  3. L’amore nell’ Induismo
  4. L’amore Buddhista
  5. L’amore Cristiano
  6. Aforismi e frasi d’amore

L’amore

L’amore, un sentimento capace di ispirare i versi dei più grandi poeti, e non solo di essi. Anche il più rozzo e freddo degli individui si può trasformare in un dolce poeta sotto l’effetto di questo incantesimo. Leopardi sarebbe stato il poeta che conosciamo senza Silvia? Spingendoci oltre, possiamo chiederci: sarebbe stato poeta se il suo amore fosse stato appagato? O l’amore che aveva dentro si è potuto esprimere solo tramite la poesia, non avendone la possibilità nella vita reale?

Le poesie d’amore sono spesso commoventi, belle ma tristi. Le canzoni d’amore dei più grandi cantautori sono malinconiche e parlano di amori traditi o finiti. La poesia nasce soprattutto dal dolore provocato dall’amore, o meglio, dal desiderio di esso: l’amore come desiderio di qualcosa che non abbiamo e vorremmo avere a tutti i costi.
Chi di noi non è mai stato innamorato? Chi non ha mai pensato di non poter vivere senza l’amato? Chi non si è mai sentito pieno di vita pensando all’amato e svuotato senza di esso? Chi non ha mai sofferto amaramente per amore? La freccia di Cupido è talmente forte che nessuno ne è immune.
Sguardi che si incontrano per un solo istante e rimangono legati da un filo invisibile più resistente di qualsiasi fune mai realizzata dall’uomo. Fremere per una semplice parola, tremare di gioia, sentirsi pieni di vita, appagati ed invincibili: quante rose ha l’amore! Nonostante la sua bellezza e purezza, le spine fanno sempre parte dello stelo che sorregge il bocciolo dell’amore.
L’amore è quel sentimento capace di riempire la vita di un individuo, di renderlo in grado di compiere azioni che, senza di esso, non avrebbe mai potuto realizzare, ma farlo sentire fragile come un sottile strato di vetro, debole come non lo era mai stato fino all’estremo che la sua vita perda di significato senza l’amato: questa è la reale essenza dell’amore passionale. Esso ha una forza prorompente: non è sempre stata la più forte delle tentazioni?
Sull’altra sponda c’è l’amore universale, spirituale, l’amore verso il prossimo. L’amore che dà senza chiedere. Quello che viene considerato da molte religioni e filosofie come il punto di arrivo dell’elevazione spirituale: è l’unica porta che permette l’accesso diretto al mondo della santità. La forza di quest’amore è sostenuta dalla spinta verso la perfezione, l’eternità, la fusione con ciò che unisce e trascende tutto: Dio. Spingendoci oltre, si potrebbe dire che l’Amore è Dio stesso.
In questo piccolo tragitto cercheremo di viaggiare sulle ali dell’amore, accompagnati dai soliti giganti che spesso ci guidano in questo cammino, per capire un po’ meglio che cosa sia l’amore e quali siano le sue manifestazioni.

Amore Platonico

Iniziamo con la prima forma di amore, quella che nell’immaginario collettivo viene definita amore platonico. In realtà vorrei subito evidenziare che non esiste l’ amore platonico. Esiste il Simposio di Platone. Nel Simposio, invero, si parla proprio di Lui, Amore.
Siamo circa nell’anno 416 a.C., il convito è stato indetto da Agatone per festeggiare la sua vittoria ad una competizione tra poeti tracici, gli agoni delle Lenee. Ciascuno degli invitati – uomini di rilievo nell’Atene del tempo – espone la propria teoria sull’Eros (Amore). Inizia a parlare Fedro. Per lui Eros è una delle divinità più antiche.

“Per primo si generò Caos, e poi Gaia dall’ampio senso, di tutte le cose sede sicura ed Eros”(Esiodo) .

La longevità del dio è sintomo della sua importanza. Eros era presente fin dall’inizio dei tempi. È difficile pensare un universo in cui abiti l’uomo, senza che prima sia stato generato Amore. La grande civiltà greca è stata sempre sorretta da questo imponente pilastro. Fedro aggiunge che l’amore ispira ardimento. Infatti gli amanti accettano di morire per gli amati, come Achille ha fatto per Patroclo.
Dopo Fedro, è il turno di Pausania. L’ Amore non è solo buono e positivo. Bisogna distinguere due tipi di amore: Eros celeste e Eros volgare (così come per Afrodite).
Eros celeste si rivolge all’anima e rende migliore la persona colpita dalla freccia di cupido. Esso permette di coltivare la virtù. È nobile ed ha una natura puramente maschile. Ma per onorarlo bisogna amare la persona ed il carattere sopra la bellezza fisica. L’amore tra gli uomini è bello solo se porta alla virtù, se migliora amante e amato. Questo tipo di amore implica anche una forte amicizia.
Eros volgare, invece, non è nobile. Esso si rivolge al corpo. Come sappiamo, però, la bellezza fisica vola via. È l’amore che si concede per avere in cambio dei favori. L’amato si lascia conquistare dalla ricchezza e dalla potenza dell’amante. Questo amore ha una natura femminile.
Pausania conclude dicendo che è brutto concedere i favori ad un uomo malvagio ed intemperante ed in modo scellerato, invece è bello darsi ad un uomo buono e temperante in modo onorevole.
Sulla scia di Pausania, Erissimaco inizia dicendo che non bisogna concedersi in modo indecente. L’amore è attrazione dei contrari: il dissimile desidera e ama cose dissimili. L’amore è quindi proprio ciò che porta armonia tra gli opposti. Per tale motivo, la musica è scienza dell’ amore, perché porta armonia nella diversità. Difatti, la musica è armonia tra toni acuti e gravi, corti e lunghi, suoni bassi e alti. E l’eufonia musicale nasce da cose discordi che, fondendosi assieme diventano armoniose ed equilibrate. Così, nella mente di Erissimaco, anche la medicina è amore perché cerca di rendere amiche le parti del corpo che sono nemiche.

“Dunque, e nella musica e nella medicina, e in tutte le altre cose umane e divine, per quanto è possibile bisogna cercare di cogliere l’una e l’altra forma di Eros (amore), perché sono presenti ambedue in tutte le cose.”

Amore ultima modifica: sabato,14 marzo 15:19, 2009 da nabladue
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