C’era una volta l’Alto Volta, un paese africano che i francesi conquistarono nel 1896, sottomettendo il regno Mossi. Il regno divenne un protettorato e, nel 1898 l’intera regione fu trasformata in una colonia francese. Nel 1904, il protettorato fu annesso all’Africa Occidentale Francese, insieme agli odierni Senegal e Niger.

L’Alto Volta ottenne l’indipendenza nel 1960. Come per molti altri stati africani, il periodo successivo all’indipendenza fu caratterizzato da una forte instabilità politica. Il vuoto di potere e lo smarrimento culturale lasciato dai colonizzatori rese il paese talmente turbolento che avvennero colpi di stato a catena.
Nel 1983, una serie di rivolte popolari portarono al potere un certo Thomas Sankara. Egli fu il primo leader ad avere un consenso popolare molto ampio.

Thomas Sankara, in effetti, fu un leader illuminato per il suo popolo. Fu il primo che voleva veramente fare gli interessi del suo popolo, senza scendere a compromessi con lo strapotere delle potenze occidentali.
Sankara cercò di cambiare radicalmente la situazione della sua terra sia dal punto di vista culturale che dal punto di vista sociale. In primis cambiò il nome del paese da Alto Volta a Burkina Faso che ha il significato di “la terra degli uomini integri” nella lingua more e nella lingua bamanankan parlate rispettivamente dall’etnia mossi e dell’etnia dioula.

Sankara aveva compreso che, anche se l’Occidente non era più presente fisicamente sul territorio come un tempo, ancora dominava e influenzava i paesi dell’Africa con ingerenze di ogni tipo. La cosa più grave per lui era che l’Occidente era riuscito ad imporre una sorta di di dominazione che aveva cancellato l’identità culturale dei paesi colonizzati.

«Per l’imperialismo è più importante dominarci culturalmente che militarmente. La dominazione culturale è la più flessibile, la più efficace, la meno costosa. Il nostro compito consiste nel decolonizzare la nostra mentalità.»
Thomas Sankara.

Egli si batté per l’emancipazione del suo popolo e fece notare a più riprese che l’insaziabilità dell’Occidente avrebbe continuato a schiacciare i paesi africani dal punto di vista economico:

«Parlo in nome delle madri che nei nostri Paesi impoveriti vedono i propri figli morire di malaria o di diarrea, senza sapere dei semplici mezzi che la scienza delle multinazionali non offre loro, preferendo investire nei laboratori cosmetici o nella chirurgia plastica a beneficio del capriccio di pochi uomini e donne il cui fascino è minacciato dagli eccessi di assunzione calorica nei loro pasti, così abbondanti e regolari da dare le vertigini a noi del Sahel (“bordo del deserto” )»
Thomas Sankara.

Sankara sarà ricordato anche per essere stato il primo presidente africano ad aver denunciato la piaga dell’AIDS oltre che per le sue numerose critiche ai paesi più sviluppati sul problema del debito estero degli stati africani.
Sankara attaccò a più riprese il presidente francese Mitterand, reo di appoggiare il governo di Pieter Willem Botha, fiero e cruento sostenitore dell’apartheid in Sudafrica.

Che fine ha fatto Thomas Sankara?

Sankara venne ucciso il 15 ottobre 1987 insieme a dodici ufficiali in un colpo di Stato organizzato dal’ex-compagno d’armi e collaboratore Blaise Compaoré con l’appoggio di Francia, Stati Uniti d’America e militari liberiani.

Thomas Sankara non era islamico, non era un terrorista, non era un mostro, non era un oppressore, era solo una persona che voleva la libertà ed il benessere del suo popolo!

Era uno dei pochi uomini in grado di credere nei sogni e di realizzarli, un sogno spezzato dall’avidità, il cinismo e l’opportunismo di paesi come Francia e Stati uniti.

        

* …e lo sfruttamento continua…

 
Raffinato in Svizzera l’oro estratto dai bambini del Burkina Faso
 

Il sogno di Thomas Sankara ultima modifica: lunedì,30 novembre 09:24, 2015 da nabladue
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