“La vita è un’ombra” – afferma Shakespeare. Se si vive in modo inconsapevole questa è una legge eterna a cui non si può sfuggire. Questo mondo illusorio, a cui l’uomo appartiene non solo per costrizione, ma anche per libera scelta, non è l’unica condizione possibile. Qualcosa può sempre accadere, se abbiamo il coraggio di uscire dalla caverna delle illusioni per aprire gli occhi alla vera essenza del mondo e della vita.
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“Che cosa c’è in un nome? Ciò che noi chiamiamo con il nome rosa, anche se lo chiamassimo con un altro nome, serberebbe pur sempre lo stesso dolce profumo.” Si chiede Giulietta nella famosa tragedia di Shakespeare.
La stessa domanda ha occupato ed occupa ancora le menti e gli scritti di filosofi,linguisti e persino [...]
La parola è infetta. Che fare? L’impossibilità per il Buddhismo di determinare la trama ontica (dell’essere) porta alla completa sospensione del giudizio in ambito filosofico speculativo: la filosofia dev’essere azione non parola. Tutta la dottrina è incentrata sul raggiungimento di uno stato di imperturbabilità. Ma non basta. Ciò che si vuole è l’annullamento dei desideri [...]
Io sto con Siddharta: il nostro saggio amico d’Oriente, che una volta disse: «Le parole non fanno bene al senso segreto: ogni cosa diventa subito un po’ diversa, un po’falsata,un po’strampalata anzi, eppur questo è bene, anche con questo sono d’accordo,ciò che per un uomo è tesoro e saggezza, per l’altro ha sempre un tono [...]
“Alla Musica è propria qualsiasi mancanza di urbanità,specialmente per la proprietà, che hanno i suoi strumenti, di estendere la loro azione al di là di quel che si desidera, (sul vicinato) , per cui essa in certo modo s’insinua e va a turbare la libertà di quelli che non fanno parte del trattenimento musicale (…) [...]
Un villaggio ha tra i suoi abitanti un solo barbiere. Egli è un uomo ben sbarbato che rade tutti e unicamente gli uomini del villaggio che non si radono da soli. Se i fatti stanno in questo modo sorge immediatamente la domanda: “Chi rade il barbiere?”. (Russell) Qui ci sono tre enunciati falsi. a. 1+1=2 [...]
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"Finirai per trovarla la Via...se prima hai il coraggio di perderti."
(Tiziano Terzani)
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