<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Pensieri &#187; Religione</title>
	<atom:link href="http://www.npensieri.it/index.php/category/filosofia/religione/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.npensieri.it</link>
	<description>Pensieri di filosofia,scienza,matematica,vita,religione e società</description>
	<lastBuildDate>Sat, 17 Apr 2010 17:35:34 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.9.1</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>Stretta è la porta, larga è la via: chi ha orecchi per intendere  intenda</title>
		<link>http://www.npensieri.it/index.php/filosofia/stretta-e-la-porta-larga-e-la-via-chi-ha-orecchi-per-intendere-intenda/</link>
		<comments>http://www.npensieri.it/index.php/filosofia/stretta-e-la-porta-larga-e-la-via-chi-ha-orecchi-per-intendere-intenda/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 17 Apr 2010 14:54:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nabladue</dc:creator>
				<category><![CDATA[Filosofia]]></category>
		<category><![CDATA[Religione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.npensieri.it/?p=319</guid>
		<description><![CDATA[Nabla: «Vorrei riprendere il dialogo del precedente pensiero, per spostarci dal piano scientifico alla tradizione religiosa e spirituale. A parte i problemi del nostro paese, abbiamo detto che la scienza è un validissimo strumento di conoscenza, e a noi piacerebbe estendere il metodo scientifico a tutti gli ambiti del sapere umano. Il problema è che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nabla: «Vorrei riprendere il dialogo del precedente pensiero, per spostarci dal piano scientifico alla tradizione religiosa e spirituale. A parte i problemi del nostro paese, abbiamo detto che la scienza è un validissimo strumento di conoscenza, e a noi piacerebbe estendere il metodo scientifico a tutti gli ambiti del sapere umano. Il problema è che il metodo scientifico rigoroso, quello che si basa sulla matematica, attualmente è applicabile solo alla fisica. Se ci spostiamo su altre scienze, come la biologia e la medicina, un’applicazione del metodo scientifico basato sulla matematica non è ancora pensabile. A maggior ragione, non possiamo neanche concepire un utilizzo di tale metodo alla cosiddette scienze umane o dello spirito.<br />
 	D’altro canto, oltre il sapere scientifico, non possiamo negare che ci sono tematiche care ed importanti per l’essere umano, che non possono essere ignorate: la giustizia, l’anima, l’etica, la vita in relazione alla morte. Il problema è che in tali ambiti brancoliamo quasi nel buio. In tal senso, gli antichi pensavano che tali concetti fossero conoscibili con diversi strumenti:</p>
<p>•	Ragione (vedi Platone)<br />
•	Esperienza mistica (vedi Buddha)<br />
•	Rivelazione divina (vedi profeti)</p>
<p>Seppure non possiamo negare la validità di tali metodi d’indagine, che comunque ci hanno condotto fin qui, da lì ad oggi ne è passata di filosofia sotto questi ponti. La cosa che più mi stupisce è che molte persone non prendono in considerazione l’evoluzione che ha subito il pensiero e ripropongono passivamente idee antiche ed antiquate, senza neanche considerare tutto quello che c’è stato dopo. In sintesi, <em>l’atavismo è un rifugio attraente, ma lontano da un atteggiamento di ricerca aperto e costruttivo</em>. Soprattutto in ambito religioso-spirituale c’è una forte volontà a non guardare avanti, adagiandosi sulla comoda certezza di una tradizione antica che pretende di avere il monopolio della conoscenza. Oggi è facilissimo parlare di Buddha, Cristo (e anch’io lo faccio a volte) poi mi chiedo: ma chi era Gesù Cristo? Chi era Buddha? Qual era veramente il loro messaggio? È effettivamente quello dei testi sacri? Devo ammettere che ci sono parti di questi testi che – per dirla in maniera delicata – mi convincono ben poco. D’altronde è innegabile che molte pagine di tali scritti sono una fonte d’ispirazione insostituibile».<br />
Marco: «In ogni caso qual era il messaggio autentico non lo sapremo mai. Però mi chiedo anche dov’è la liberazione che avevano promesso?».<br />
Nabla: «Non sono d’accordo su questo punto. Penso che l’umanità si sia salvata grazie a queste persone. Se non ci fossero stati i santi, gli illuminati e Gesù Cristo, le parti oscure dell’uomo avrebbero preso il sopravvento e l’umanità si sarebbe già autodistrutta da tempo».<br />
Marco: «Bada bene che io non sto criticando Buddha, ma alcuni modi di interpretare il buddhismo: quello che ha insegnato Buddha realmente non lo conosceremo mai. Noi abbiamo solo un’onda smorzata, filtrata e distorta dei suoi insegnamenti. Difatti – come accennavi tu prima &#8211; proprio per questo bisognerebbe guardare avanti. Prendere spunto dall’antichità va benissimo, ma &#8211; a mio avviso &#8211; dovremmo metterci qualcosa noi stessi. In pratica, l’insegnamento va accettato come fonte di ispirazione, ma poi ragioniamo con la nostra testa e sottoponiamo le fedi al vaglio della nostra vita psichica e relazionale. Al contrario, sembra che spesso la razza “intelligente” preferisca farsi automa, invece che ricercare la propria strada. Piuttosto che apprendere, preferiamo copiare. Piuttosto che cercare noi stessi, preferiamo identificarci in altre entità. Pochi riescono veramente ad essere “<em>artefici della propria esistenza</em>” e, paradossalmente, <em>la pietra filosofale è proprio conoscere la nostra vera natura ed esprimerla pienamente</em>. La filosofia e le religioni devono liberare, non intrappolare. Mi sono reso conto che, spesso, assorbiamo le ideologie passivamente, senza capire ciò che è meglio per noi. Alla fine, non è la dottrina che conta, ma l’uomo stesso che ha insegnato e vissuto. Non sono le parole che rendono grande un maestro, ma il suo comportamento, il suo semplice essere così com’è. Questa è la cosa più difficile da tramandare e noi dobbiamo accontentarci di un eco affievolito. Purtroppo molti scambiano questa labile vibrazione con il suono originario. Quindi, tornando a ciò che dicevamo nel precedente pensiero, il problema è sempre lo stesso: le scritture degli antichi sono una fonte di ispirazione, non un modello da seguire che escluda completamente la nostra autonomia. Insomma, la fede e la sapienza antica ci guidano, ma smettiamola di ripararci dietro lo scudo delle dottrine per non metterci in gioco veramente. Quando osservo comportamenti assurdi, che gli operatori d’iniquità giustificano con la fede cieca in una religione, sono costretto a dare ragione a quelli che vedono nelle religioni solo un mezzo per dominare le masse o un rifugio per non vivere veramente. Forse annichilirle è la soluzione».<br />
Nabla: «Però potremmo affermare la stessa cosa a riguardo della scienza. Perché non abbandonarla dato che gli scienziati hanno creato le bombe atomiche? Inoltre, ci sono scienziati che hanno compiuto e, continuano a compiere, esperimenti orribili pur di far avanzare il progresso scientifico.<br />
	Non è la religione in sé, è l’interpretazione e l’uso che ne facciamo a renderci virtuosi o meschini. Voglio dire, se prendiamo le scritture di qualsiasi religione troviamo tutto ed il contrario di tutto. Purtroppo, alcune parti della Bibbia sono pregne dalla durezza del Dio ebraico pre-cristiano, che fa uso di un linguaggio aggressivo e minaccioso. Sulla stessa linea, le epistole dei padri della chiesa sono un’interpretazione successiva del messaggio di Gesù Cristo. Il Vangelo è molto vicino alle parole del Maestro, ma sicuramente non possiamo identificarlo totalmente con il Suo messaggio. Perfino i discepoli più vicini a Lui erano uomini, e dunque  soggetti a tutte le insidie della imperfezione umana, infatti “… Gesù, voltatosi, disse a Pietro: “Vattene via da me, Satana! Tu mi sei di scandalo. Tu non hai il senso delle cose di Dio, ma delle cose degli uomini”. Questo fu detto al principale erede della città di Dio nel mondo. Si capisce bene come Gesù stesso nutrisse dei dubbi sui suoi discepoli, anche sugli apostoli che Egli stesso ha scelto. È sensato ritenere che i rappresentanti religiosi debbano avere il diritto di parola per quanto riguarda le leggi basilari sulla salvaguardia dei diritti umani, l’errore è nell’imposizione del dogma».<br />
 	Marco: «Il problema è che noi diamo troppa importanza al pensiero ed alle parole. Mi sono reso conto di quanto le persone siano attaccate ai libri ed alle tradizioni dogmatiche. Il libro può essere il ponte che ci fa attraversare la vallata, ma le gambe dobbiamo metterle noi. A mio parere, <em>non è stata la dottrina ad aver fatto grande l’ispirazione divina, quanto le opere sociali che questi maestri, ed i loro seguaci più autentici, hanno compiuto</em>. Ad esempio, sia la teologia cristiana che le scritture buddhiste sono piene di contraddizioni. Ma c’è un fattore ha accomunato i due maestri: sia Gesù Cristo che Buddha si sono battuti per l’uguaglianza sociale, hanno difeso i più deboli, senza dimenticarsi di rispettare anche i più potenti. Non hanno mai avuto preconcetti sugli uomini, era solo il modo di agire delle persone che li interessava. Non volevano offrire migliaia di libri e dogmi sterili su cui discutere e litigare, il loro unico desiderio era rendere gli uomini migliori! Perché non hanno scritto? Le regole e gli scritti devono esserci, ma la religione non si esaurisce in ciò. Il pericolo del fariseismo è sempre presente, ma Gesù stesso ci  ha ammoniti per l’eternità:<br />
“Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei. 3Quanto vi dicono, fatelo e osservatelo, ma non fate secondo le loro opere, perché dicono e non fanno. 4Legano infatti pesanti fardelli e li impongono sulle spalle della gente, ma loro non vogliono muoverli neppure con un dito. 5Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dagli uomini: allargano i loro filattèri e allungano le frange; 6amano posti d&#8217;onore nei conviti, i primi seggi nelle sinagoghe 7e i saluti nelle piazze, come anche sentirsi chiamare maestro dalla gente. 8<br />
…<br />
 25Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che pulite l&#8217;esterno del bicchiere e del piatto mentre all&#8217;interno sono pieni di rapina e d&#8217;intemperanza. 26Fariseo cieco, pulisci prima l&#8217;interno del bicchiere, perché anche l&#8217;esterno diventi netto!<br />
 27Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che rassomigliate a sepolcri imbiancati: essi all&#8217;esterno son belli a vedersi, ma dentro sono pieni di ossa di morti e di ogni putridume. 28Così anche voi apparite giusti all&#8217;esterno davanti agli uomini, ma dentro siete pieni d&#8217;ipocrisia e d&#8217;iniquità.  Matteo 23,1-28 “».</p>
<p>Nabla: «Gesù certamente non tollerava gli ipocriti o chi si riparava dietro le istituzioni e le scritture religiose per portare avanti degli interessi personali».<br />
Marco: «Un altro problema fondamentale è l’interpretazione dell’Antico testamento. Infatti, ci sono delle parti di questo testo sacro, che non sono certo monumenti di compassione e pacifismo. Mi riferisco ai passi che inneggiano alla lapidazione delle donne adultere, degli infedeli e ad altre brutture simili».<br />
Nabla: «Però non dobbiamo neanche giudicarli in modo troppo severo. Semplicemente, questi messaggi appartengono al passato. Le divinità antiche erano più violente perché l’uomo era in grado di accogliere solo quel messaggio. Certe fasi della religione sono state indispensabili, pur nella loro negatività, per approdare ad un  sentimento religioso più evoluto.  Nel Vangelo stesso, Cristo dice più volte: “per la durezza dei vostri cuori Mosè vi ha obbligato ciò” oppure “per la durezza dei vostri cuori Mosè vi ha permesso ciò”. In primo luogo, questo significa che c’è una notevole differenza tra Antico e Nuovo Testamento. Secondo, viene evidenziato che anche i cuori degli uomini subiscono un’evoluzione e, quindi, la religione deve accompagnare e promuovere tale crescita.<br />
 	Purtroppo, ci sono ancora fedeli che rimangono fermi nelle loro posizioni intransigenti ed assolutistiche. A causa della loro chiusura mentale, si ostinano ad ignorare l’ampliamento della conoscenza e della coscienza umane. Pensare che il modello di comportamento umano vada desunto unicamente da un libro, interpretabile e, a tratti, contraddittorio, è, quantomeno, discutibile. Infatti, ammettendo che chi scrive possa essere ispirato da Dio, chi legge sempre umano è. L’errore e la confusione – a mio avviso – nascono quando si ritiene di avere l’unica ed indiscutibile interpretazione della “parola di Dio”. Se ovviamente leggiamo le scritture in modo simbolico, allegorico e comprendiamo che, come nasce lo scritto, sorge anche l’interpretazione, il significato che possiamo attribuire alle scritture è quello di “parole che ispirano”. Mentre  la parola di Dio non si potrebbe perdere nella temporalità, la comunicazione umana deve comunque avvenire su supporti materiali. Quindi, dovremmo al limite dire che la scrittura rappresenta la “parola di Dio” tradotta per uno specifico popolo che vive in un determinato periodo storico. In questo modo, non saremmo portati a pensare che la parola di Dio sia un immutabile ed esclusivo possedimento di una ristretta cerchia di persone.<br />
 	Insomma, le scritture vanno lette in modo allegorico e valutate con l’occhio della storia.  Come insegna Jung, i miti e le parabole religiose sono di vitale importanza per l’uomo. Il problema è quando non sappiamo leggerli. Allora li sfruttiamo per fare del male, anziché utilizzarli per comprendere come possiamo tenere a freno le parti più meschine di noi stessi! Ci sentiamo pii solo perché andiamo in chiesa, perché leggiamo e sbandieriamo le scritture. In realtà, nessuno si può adagiare sulla certezza della fede:<br />
21Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. 22Molti mi diranno in quel giorno: Signore, Signore, non abbiamo noi profetato nel tuo nome e cacciato demòni nel tuo nome e compiuto molti miracoli nel tuo nome? 23Io però dichiarerò loro: Non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da me, voi operatori di iniquità. Matteo 7,21-23</p>
<p>Non ci accorgiamo della palese contraddizione che incarniamo e così si crea la solita frattura tra essere ed apparire. Non solo, abbiamo creato un crepaccio anche tra essere e sapere: le persone sanno tantissimo, tuttavia non riescono a trasformare quella conoscenza in essenza. Immagazziniamo informazioni, eppure non sappiamo usarle: è questo il problema più grave della nostra civiltà.<br />
 	In linea generale, nello sviluppo di una religione  si tende sempre a sostituire la parabola con il dogma, la ricerca con la certezza, l’elevazione spirituale con il rito, la compassione con le leggi, la carità con la vanità. Per evitare travisamenti paradossali, occorrerebbe capire una solo cosa: le dottrine sono il mezzo e non il fine. Questo vale sia per gli intelligenti che per gli ingenui. Esse sono come una spazzola che pulisce le incrostazioni della nostra anima. Oppure possiamo vederle come la scala che ci permette di salire.<br />
 	Ammettiamo che devo arrivare in cima ad un grattacielo, per entrare in una stanza che si trova sul piano più elevato. Senza scale sarebbe certamente impossibile arrivare lì su, con le mie sole forze. Però se salissi tutti i gradini, uno per uno, fino all’ultimo, e, alla fine, prima di entrare nella stanza mi fermassi sul pianerottolo, avrei faticato inutilmente. La dottrina è la scala, tuttavia il fine non è la scala. La scala mi permette di salire. La strada che percorro per arrivare in cima, mi trasforma. Non è il percorso stesso a contare, ma la trasformazione che la mia anima subisce durante il tragitto. Se necessario aggrappiamoci anche alla disciplina, camminiamo su dei binari che permettano di concentrarci sulla crescita, però dobbiamo almeno lasciare entrare qualcosa all’interno. Ma se camminiamo come degli zombi, e, seppur capendo in modo razionale, non lasciamo che ciò ci tocchi interiormente, allora nella stanza finale non riusciremo mai  ad entrare: posso fare, dire, parlare, urlare, seguire centinaia di regole severe, leggere e scrivere i testi più complessi, sottopormi alle privazioni più dure, ma, senza coinvolgimento interiore, tutto è semplicemente un’inutile illusione o una fuga. La mèta finale è il raggiungimento di un stato interiore, che si manifesta all’esterno mediante il comportamento. Il credo ci aiuta, senza di esso a stento saliamo e rischiamo di perderci nel tragitto: la debolezza ed i vizi sono demoni molto forti. Se ci attacchiamo troppo alla legge, diventiamo scribi e farisei. Se siamo eccessivamente lascivi, rischiamo di cadere nell’edonismo e nel qualunquismo».<br />
Marco: «Il problema è che la vera liberazione è per pochi:  “Entrate per la porta stretta, poiché larga è la porta e spaziosa la via che mena alla perdizione, e molti son quelli che entrano per essa. Stretta invece è la porta ed angusta la via che mena alla vita, e pochi son quelli che la trovano” (Matteo 7:13-14)».<br />
Nabla: «A pensarci bene, è  vero che la porta è stretta,  tuttavia il messaggio di Gesù tiene anche conto dei vari livelli di comprensione. Proprio perché i filosofi greci ritenevano che la felicità e la beatitudine fossero destinate a pochi, il Cristianesimo ha aperto la strada anche ai “non filosofi”, “ai non scienziati”. “La massa non sarà mai filosofa” – disse Platone. Per questo motivo, i pensatori greci svilupparono progressivamente l’idea che i più fossero uno strumento per permettere ai filosofi di realizzarsi. Al contrario, Gesù Cristo è sceso per le strade, in mezzo ai peccatori, ai semplici, alle persone che non avevano la possibilità di studiare: “Non sono venuto per i sani, ma per gli ammalati. Non sono venuto per i giusti ma per i peccatori”. Quindi non è venuto per Platone, ma per le persone comuni. Tutti devono avere la possibilità di vedere, anche le persone semplici che tendono a far coincidere la spiritualità con i miracoli e che non comprendono i problemi filosofici:<br />
10Gli si avvicinarono allora i discepoli e gli dissero: «Perché parli loro in parabole?».<br />
 11Egli rispose: «Perché a voi è dato di conoscere i misteri del regno dei cieli, ma a loro non è dato. […] Per questo parlo loro in parabole: perché pur vedendo non vedono, e pur udendo non odono e non comprendono. 14 Matteo (13,10-13)<br />
La salvezza dev’essere offerta a tutti, non è un privilegio di pochi uomini superiori. Il Cristianesimo autentico insegna ad apprezzare i valori all’uomo che sa comprenderli nel profondo. Le persone più semplici non hanno bisogno di capire, ma solo di mettere in pratica. Per di più, non è detto che un teologo geniale sia più degno di un credente ingenuo. Gesù Cristo ha insegnato che abbiamo una facoltà superiore alla ragione: il cuore. Gesù Cristo conosceva a fondo sia i misteri della ragione che del cuore, e per questo era il Figlio di Dio».<br />
Marco: «<em>La parabola è un insegnamento vivo</em> ed in perenne movimento, non potrebbe mai ridursi ad un dogma, anzi, è proprio l’esatto contrario. I teologi dogmatici hanno pietrificato un processo di apprendimento che non ha nulla di statico. Essi hanno tentato di trasportare sul piano razionale, ciò che era scritto con la voce del sentimento e della fede. Ma la teologia deve servire il cuore. Se diventa un ragionamento arido, allora è pura speculazione fine a se stessa, utile solo a riempire tonnellate di carta e ad inorgoglire l’ego individualista».<br />
Marco: «C’è anche da dire che, spesso, chi si dichiara fedele autentico di una religione è talvolta molto lontano dall’esserlo.  L’apprendimento per imitazione e per assorbimento passivo di idee comporta dei rischi. Se l’animo viene plasmato da modelli, che permettono ai potenti di conseguire interessi politici, spacciandoli per messaggi divini, l’ingenuo li segue senza porsi domande».<br />
Nabla: «Per questo non si può colpevolizzare la rivelazione profetica o divina, ma la turpitudine di quelli che riescono a sfruttare qualsiasi cosa a loro vantaggio».<br />
Marco: «Riguardo ciò, ho  recentemente visto  un documentario in cui venivano illustrati i risultati di un’importante esperimento scientifico. Mi sono reso conto di come la specie umana sia legata all’apprendimento per semplice imitazione. Veniva addirittura dimostrato che le scimmie sanno discriminare e valutare in maniera migliore un insegnamento rispetto a dei bambini umani. In sintesi, l’esperimento era il seguente. Un uomo adulto mostrava ad una scimmia e ad un bambino come prendere del cibo in una scatola trasparente. Essendo la scatola trasparente, si notava facilmente che i primi gesti dell’insegnante erano inutili ai fini dell’ottenimento del cibo. In modo sorprendente, le scimmie saltavo le fasi inutili, compiendo soltanto l’azione necessaria a raccogliere il cibo dalla scatola. I bambini di 6-7 anni ripetevano, come degli automi, quello che aveva fatto l’insegnate, anche se le prime azioni erano palesemente inutili. Ciò dà l’idea di quanto l’essere umano sia forgiabile attraverso l’educazione sociale, scolastica e religiosa».<br />
Marco: «Alla fine cadiamo sempre nel problema del rapporto tra chi educa e chi è educato».<br />
Nabla: «O tra chi domina e chi è dominato.  Ciò nondimeno, quando si tratta di spiritualità e religione starei attento a non adagiarmi su conclusioni prettamente scientifiche e razionali, nessuno sa con quale misterioso strumento può agire il divino. Sant’Agostino affermò che, per quanto  i rappresentanti umani del verbo divino siano corrotti, c’è sempre un raggio di luce che riesce a far breccia nei cuori dei credenti».<br />
Marco: «Spero sia vero».</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.npensieri.it/index.php/filosofia/stretta-e-la-porta-larga-e-la-via-chi-ha-orecchi-per-intendere-intenda/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La Bibbia è il libro di Dio?</title>
		<link>http://www.npensieri.it/index.php/filosofia/religione/la-bibbia-e-il-libro-di-dio/</link>
		<comments>http://www.npensieri.it/index.php/filosofia/religione/la-bibbia-e-il-libro-di-dio/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 28 Feb 2009 12:39:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nabladue</dc:creator>
				<category><![CDATA[Religione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.npensieri.it/?p=219</guid>
		<description><![CDATA[Ho spesso ammirato la figura di Gesù Cristo così come la dipingono i Vangeli. Non si può mettere in dubbio che i Vangeli  abbiano ispirato molti santi. Forse, hanno anche aiutato alcune persone a diventare più tolleranti,più aperte verso il prossimo. Parlano di un Gesù buono, caritatevole,che non fa distinzioni su basi etniche o [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho spesso ammirato la figura di <strong>Gesù Cristo</strong> così come la dipingono i <a href="http://www.bibbiaedu.it/versionecei_1974/nt/vangeli/index.html" title="Vangeli" target="_blank">Vangeli</a>. Non si può mettere in dubbio che i <strong>Vangeli</strong>  abbiano ispirato molti santi. Forse, hanno anche aiutato alcune persone a diventare più tolleranti,più aperte verso il prossimo. Parlano di un <em>Gesù</em> buono, caritatevole,che non fa distinzioni su basi etniche o sociali. Egli parla con la prostituta, come con il re: considera tutti gli uomini uguali tra loro. Ritiene  le ricchezze spirituali di grande valore e scredita quelle materiali. È il padre dell’amore universale.  Difende la giustizia,perdona,è compassionevole.<br />
<em>D’altro canto, vorrei dire perché spesso dubito che la <a href="http://www.laparola.net/" title="Bibbia" target="_blank">Bibbia</a> sia il libro di Dio.</em></p>
<p>Prima di tutto, sebbene ci siano parti del Vangelo che educano e spingono alla santità, ci sono alcuni passi del Nuovo Testamento che creano un certo imbarazzo (per non parlare di altri che sono nel Vecchio).  </p>
<p>Ci sono stati dotti che hanno passato decenni a studiare ed interpretare le <strong>Sacre Scritture</strong>. Praticamente, durante tutto il medioevo, non c’era uomo di cultura che non dedicasse la vita alla risoluzione degli enigmi interpretativi della <a href="http://www.bibbiaedu.it/bibbia/versioneCEI_1974/" title="Bibbia" target="_blank">Bibbia</a>. I problemi sono stati risolti? Siamo giunti ad una visione e ad una interpretazione unitarie?</p>
<p>No, anzi, le divisioni sono aumentate. Assodato che non ho neanche una goccia delle capacità e dell’intelligenza di queste persone  che,oltretutto, hanno dedicato la vita allo studio della <strong>Bibbia</strong>, sarei ancora più sciocco se tentassi di dare un’ interpretazione definitiva. Piuttosto, dato che lo ritengo impossibile, voglio cercare di capire, a partire da questa convinzione, che uso dovremmo fare del <em>libro dei libri</em>.<br />
Penso che sarebbe bello far nascere una discussione serena e franca anche con i credenti che, per onestà nei confronti della loro fede, dovrebbero quantomeno prendere in esame le mie considerazioni. Dunque, esprimo le mie opinioni in modo schematico e laconico per non perdermi in ricerche di stile o in orazioni retoriche:</p>
<p>1)	<em>Dio non è in alcun libro</em>. Il libro può essere il ponte che ci fa attraversare la vallata,ma l’altro tratto di strada dobbiamo percorrerlo noi.</p>
<p>2)	<em>Il Dio delle Bibbia è un Dio troppo umano</em>. Si arrabbia, punisce, impermalisce, cambia idea, è contraddittorio,parla una lingua umana.</p>
<div class="aforismi">
<p>12La mattina seguente, mentre uscivano da Betània, ebbe fame. 13E avendo visto di lontano un fico che aveva delle foglie, si avvicinò per vedere se mai vi trovasse qualche cosa; ma giuntovi sotto, non trovò altro che foglie. Non era infatti quella la stagione dei fichi. 14E gli disse: &#8220;Nessuno possa mai più mangiare i tuoi frutti&#8221;. E i discepoli l&#8217;udirono.<br />
….<br />
20La mattina seguente, passando, videro il fico seccato fin dalle radici. 21Allora Pietro, ricordatosi, gli disse: &#8220;Maestro, guarda: il fico che hai maledetto si è seccato&#8221;. 22Gesù allora disse loro: &#8220;Abbiate fede in Dio! 23In verità vi dico: chi dicesse a questo monte: Lèvati e gettati nel mare, senza dubitare in cuor suo ma credendo che quanto dice avverrà, ciò gli sarà accordato. 24Per questo vi dico: tutto quello che domandate nella preghiera, abbiate fede di averlo ottenuto e vi sarà accordato. 25Quando vi mettete a pregare, se avete qualcosa contro qualcuno, perdonate, perché anche il Padre vostro che è nei cieli perdoni a voi i vostri peccati&#8221;. 26.</p>
<p><a href="http://www.corsobiblico.it/marco.htm" title="Vangelo di Marco" target="_blank">Marco</a>
</div>
<p>Questo passo è un esempio di come, in poche righe, ci sia una maledizione ingiustificata e una contraddizione enorme.<br />
Perché <strong>Dio</strong> dovrebbe arrabbiarsi se un fico, la cui natura è quella di dare frutti solo in una stagione, non ha i frutti che Dio desidera nello stesso momento in cui il fico non può averli?<br />
E allora, è meglio estirpare il fico che non può dare frutti. Se questi frutti sono la fede e il fico è chi non crede, rendiamoci conto della pericolosità di questo passo. In sintonia con questo,il nostro poeta Dante Alighieri, che ritengo sia uno dei più grandi interpreti della <em>Bibbia</em>, non apre le porte del paradiso a chi nacque prima di Gesù: non importa che il frutto della fede non poteva essere colto, le <em>Scritture</em> ci dicono che l’infedele è comunque colpevole. La loro colpa è quella di essere semplicemente nati prima della nascita di <em>Cristo</em>, non conta quanto siano stati pii nella vita, saranno sempre meno degni dell’amore di Dio di quelli nati dopo Gesù. Considerando che Dio è onnipotente, e quindi, potrebbe decidere chi far nascere e quando farlo nascere, l’onnipotenza implicherebbe una certa dose di sadismo.</p>
<p>Successivamente, dopo aver incitato alla maledizione, c’è un cambiamento repentino di umore:   misericordia e carità hanno il sopravvento e si incita a perdonare in qualsiasi caso.<br />
Bisogna essere sordi per non sentire la stranezza di queste parole.</p>
<p>3)	<em>Nella Bibbia c’è scritto tutto, ed il contrario di tutto</em>. Infatti, dalla Bibbia sono nate tantissime dottrine e religioni differenti tra di loro. Questo fa capire che l’interpretazione gioca un ruolo troppo rilevante in quella che vorrebbe essere la parola di Dio.</p>
<p>Qui sono riportare alcune contraddizioni tratte direttamente dai testi: <a href="http://xoomer.virgilio.it/cosimama/" title="Contraddizioni nella Bibbia" target="_blank">Contraddizioni nella Bibbia </a></p>
<p>4)	<em>Ci sono esortazioni orribili nella Bibbia</em> (Soprattutto nel Vecchio Testamento, ma anche nel Nuovo ne troviamo qualche traccia).</p>
<div class="aforismi">
<p>« Se si troverà in una delle città che l&#8217;Eterno, il tuo Dio, ti dà un uomo o una donna che faccia ciò che è male agli occhi del tuo Dio, trasgredendo il suo patto e che vada serva gli altri dèi e si prostri dinanzi a loro, [...] quando ciò ti sia riferito e tu l&#8217;abbia saputo, informatene diligentemente: e se è vero, se il fatto sussiste, se una tale abominazione è davvero stata commessa in Israele, farai condurre alle porte della città quell&#8217;uomo o quella donna che avrà commesso quell&#8217;atto malvagio e lapiderai a morte quell&#8217;uomo o quella donna. Colui che dovrà morire sarà messo a morte sulla deposizione di due o di tre testimoni; non sarà messo a morte sulla deposizione di un solo testimone. La mano dei testimoni sarà la prima a levarsi contro di lui; poi la mano di tutto il popolo; così allontanerai il male da te. Quando il giudizio di una causa sarà troppo difficile per te, sia che si tratti di un omicidio o di una contestazione o di un ferimento, di materie da processo entro le tue porte, [...] andrai dai sacerdoti levitici e dal giudice in carica; li consulterai ed essi ti faranno conoscere ciò che dice il diritto e tu ti conformerai a quello che essi dichiareranno [...]. » <a href="http://it.encarta.msn.com/encyclopedia_761575400/Deuteronomio.html" title="Deuteronomio" target="_blank">Deuteronomio</a>
</div>
<p>Possiamo immaginare quali danni possa provocare un testo del genere, se preso alla lettera, o magari usato con scopi turpi.</p>
<p>Un altro passo nefasto (forse il più nefasto della Bibbia) è il seguente:</p>
<div class="aforismi">
<p>&#8221; 34Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra; non sono venuto a portare la pace, ma la spada. 35Sono venuto infatti a separare il figlio dal padre, la figlia dalla madre,la nuora dalla suocera:36e i nemici dell&#8217;uomo saranno quelli della sua casa.<br />
37Chi ama il padre o la madre più di me non è degno di me; chi ama il figlio o la figlia più di me non è degno di me; 38chi non prende la sua croce e non mi segue, non è degno di me. 39Chi avrà trovato la sua vita, la perderà: e chi avrà perduto la sua vita per causa mia, la troverà.” (Matteo 10 34-39)
</p></div>
<p>Questo penso non abbia bisogno di commenti.</p>
<p>5)	<em>O Dio è infinitamente buono oppure non è quello della Bibbia</em>: non c’è sofisma che tenga. Ma ancora di più, sarebbe quasi impossibile definire il concetto di bontà assoluta. È infinitamente buono chi perdona tutti o chi punisce i Malvagi e premia i Buoni? Penso che la questione sia pressoché irrisolvibile.</p>
<p>6)	Sottolineo che non parlo di alcuna religione in particolare, ma di tutte: <a href="http://www.christianismus.it/" title="Cristianesimo" target="_blank">Cristiana</a>, <a href="http://it.encarta.msn.com/encyclopedia_761556154/Ebraismo.html" title="Ebraismo" target="_blank">Ebraica</a>, <a href="http://cronologia.leonardo.it/storia/tabello/tabe1550.htm" title="Islamismo" target="_blank"> Mussulmana</a>. È interessante notare che le più importanti religioni del mondo hanno alcuni testi sacri in comune. La religione <em>Mussulmana</em> e quella <em>Cristiana</em> condividono il Vangelo. Quella <em>Ebraica</em> e quella <em>Cristiana</em> gran parte del <em>Vecchio Testamento</em>. Nonostante ciò &#8211; come sappiamo &#8211; divisioni,conflitti ed odi hanno caratterizzato i rapporti tra i fedeli di queste religioni. Ancora più interessante è notare che anche all’interno di tali credi, ci sono divisioni profonde. Ognuno, ovviamente, pensa di avere la Verità e l’interpretazione corretta.</p>
<p>7)
<div class="aforismi">
<p>1In quello stesso tempo si presentarono alcuni a riferirgli circa quei Galilei, il cui sangue Pilato aveva mescolato con quello dei loro sacrifici. 2Prendendo la parola, Gesù rispose: &#8220;Credete che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei, per aver subito tale sorte? 3No, vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo. 4O quei diciotto, sopra i quali rovinò la torre di Sìloe e li uccise, credete che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme? 5No, vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo&#8221;.<br />
Luca 13,1-9
</p></div>
<p>In questo passo la fede è molto più importante della redenzione dei peccati: &#8220;Credete che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei, per aver subito tale sorte? 3No, vi dico,” . Riassumendo, Dio ci dice:”O credi in me, oppure ne pagherai le conseguenze”. Questo è il tema che ricorre più frequentemente in tutta la <strong>Bibbia</strong>. Ci sono tantissimi pezzi come il precedente, e altri ancora più duri e lampanti di questo.  Il <em>Corano</em> è ancora più severo su questo: l’uomo è tenuto ad assoggettarsi, senza distinzione e senza possibilità di scelta, al dettato coranico. In senso letterale, la parola <em>&#8220;Islàm&#8221; significa infatti sottomissione, abbandono o obbedienza a Dio</em>.</p>
<p>Personalmente, non ho mai accettato questo modo di concepire la religione e la fede. Infatti, a mio avviso, la <strong>fede</strong> dovrebbe essere un atto di amore, e non estorta con minacce. È come se amassi una persona solo perché altrimenti sarei punito/a. È vero amore? È vera fede?</p>
<p>8 )
<div class="aforismi">
<p>18 Servi, siate con ogni timore sottomessi ai vostri padroni, non solo ai buoni e giusti, ma anche agli ingiusti, 19 perché è cosa lodevole se uno, per motivo di coscienza davanti a Dio, sopporta afflizioni soffrendo ingiustamente. Che gloria sarebbe infatti se sopportate pazientemente delle battiture, quando siete colpevoli? Ma se sopportate pazientemente delle battiture quando agite bene, questa è cosa gradita a Dio. 21<br />
1Pietro 2,11-3,12
</p></div>
<p>In questo passaggio, viene supportata la <em>schiavitù</em>. Non solo, ma si dice che gli schiavi dovrebbero rassegnarsi a qualsiasi turpitudine. Sembra che questo tipo di passi siano stati pensati per tenere le classi inferiori sottomesse. Non so qual’era l’obbiettivo, ma, di certo,potrebbero essere usati dalle classi dominanti per mantenere il predominio.</p>
<p>Un altro problema, collegato a questo, è il <em>conservatorismo di tutte le religioni</em>. Tutte le religioni non accettano cambiamenti. Sono contro il progresso e l’evoluzione. Siamo sicuri che <strong>Dio</strong> voglia questo? Infatti, se l’errore umano è quello di aver mangiato la mela della conoscenza, l’unica soluzione resterebbe quella dell’estinzione della specie (visto che ormai la coscienza la abbiamo, pur perdendo la conoscenza, la prima farebbe rinascere la seconda).</p>
<p>Altre soluzioni potrebbero essere:</p>
<p>a)	riscatto attraverso la bontà e le opere. Non tutti i religiosi sono d’accordo:come abbiamo visto nel Luteranesimo non c’è libero arbitrio. Per molte altre fedi, senza la Grazia divina l’uomo non può nulla. Mi sembra che, in nessuna religione, l’uomo sia completamente <em>libero di scegliere</em> in piena indipendenza dalla divinità.</p>
<p>b)	Accettare il <em>peccato originale</em> per cercare di estirparlo. Ad esempio, alcune filosofie Orientali tentano di condurre all’abbandono dei pensiero e della coscienza. </p>
<p>c)	Accettare la <em>contraddittoria condizione umana</em>. Infatti, l’uomo è un essere tra il finito e l’infinito, tra il nulla e l’onnipotenza, tra la libertà e la necessità, tra la vita e la morte. Per alcuni, questo è il fardello più grande da sopportare,per altri, questo è l’inizio del riscatto.</p>
<p>Getto questi spunti di riflessione per mostrare che la risposta delle religioni nasce spontaneamente con il sorgere della cultura simbolica, ma non è l’unica risposta possibile.</p>
<p>9)	Concludo con una domanda: sarà mai possibile avere un Dio senza religioni?</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.npensieri.it/index.php/filosofia/religione/la-bibbia-e-il-libro-di-dio/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>12</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il Tibet e l&#8217;autoritarismo della Cina</title>
		<link>http://www.npensieri.it/index.php/filosofia/religione/tibet/</link>
		<comments>http://www.npensieri.it/index.php/filosofia/religione/tibet/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 30 Mar 2008 11:40:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nabladue</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Religione]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.npensieri.it/index.php/societa/tibet/</guid>
		<description><![CDATA[Patto internazionale sui diritti civili e politici 
ONU &#8211; Organizzazione delle Nazioni Unite
Articolo 1
1. Tutti i popoli hanno il diritto di autodeterminazione. In virtù di questo diritto, essi decidono liberamente del loro statuto politico e perseguono liberamente il loro sviluppo economico, sociale e culturale.
&#8230;.
Statuto delle Nazioni Unite.
Adottato dall’Assemblea Generale il 16 dicembre 1966. Entrato in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Patto internazionale sui diritti civili e politici </strong></p>
<p>ONU &#8211; Organizzazione delle Nazioni Unite</p>
<p>Articolo 1<br />
1. Tutti i popoli hanno il diritto di autodeterminazione. In virtù di questo diritto, essi decidono liberamente del loro statuto politico e perseguono liberamente il loro sviluppo economico, sociale e culturale.<br />
&#8230;.</p>
<p>Statuto delle Nazioni Unite.<br />
Adottato dall’Assemblea Generale il 16 dicembre 1966. Entrato in vigore il 23 marzo 1976.</p>
<p>Testo integrale <a href="http://www.centrodirittiumani.unipd.it/a_strumenti/testoit/21003it.asp?menu=strumenti" title="principio di autodeterminazione" target="_blank">Patto internazionale sui diritti civili e politici </a></p>
<p>Il <strong>principio di autodeterminazione dei popoli </strong>sancisce il diritto di un popolo sottoposto a dominazione straniera ad ottenere l&#8217;indipendenza, associarsi a un altro stato o comunque a poter scegliere autonomamente il proprio regime politico.<br />
Alcuni <strong>tibetetani</strong> vogliono dalla <strong>Cina</strong> il diritto di autodeterminarsi.<strong> Il Dalai Lama</strong> è stato insignito del premio nobel per la pace per il suo atteggiamento di estremo <em>pacifismo</em> nei confronti degli oppressori. Non chiede una completa secessione, ma semplicemente una maggiore autonomia. Ha messo da parte il diritto di autodeterminazione, per amore della pace.<br />
Mentre la Cina lo accusa di istigare il popolo alla violenza. </p>
<p>Non molto tempo fa ho avuto il piacere di partecipare ad una cerimonia in onore di sua Santità il <em>Dalai Lama</em>. </p>
<p><img src="http://www.npensieri.it/immagini/Dalai_Lama.jpg" alt="Dalai Lama" /></p>
<p>Mi ricordo che una ragazza italiana gli chiese:<br />
“Santità potremmo organizzare degli incontri frequenti tra giovani tibetani e giovani italiani, qui da noi molti apprezzano il buddismo tibetano, che ne pensa?”<br />
Il Dalai Lama ha risposto:”Ci farebbe piacere. Ma penso che i ragazzi italiani dovrebbero rimanere fedeli alla loro tradizione. Ritengo che ogni popolo dovrebbe trovare se stesso nelle proprie origini,ovviamente sempre nel rispetto di quelle altrui”.</p>
<p>La richiesta del Dalai Lama è semplicemente quella di lasciar vivere il popolo tibetano con le tradizoni del Tibet.<br />
Sono arretrati? Non spetta a noi giudicare. Ogni popolo deve essere libero di decidere del proprio futuro. </p>
<p>Ricordiamoci che la <strong>Cina</strong> è il paese che:</p>
<p>Perseguita i praticanti del <a href="http://www.tuttocina.it/mondo_cinese/105/105_vann.htm" title="Falun Gong" target="_blank">Falun Gong</a><br />
(per avere un’idea, è un’attività simile alloYoga)</p>
<p>Ha il terribile primato per la <a href="http://www.asianews.it/view.php?l=it&#038;art=1188" title="censura su internet" target="_blank">censura su internet</a>: (anche <a href="http://www.repubblica.it/online/scienza_e_tecnologia/google/google/google.html" title="censura google" target="_blank">google</a> e <a href="http://www.repubblica.it/online/scienza_e_tecnologia/google/google/google.html" title="censura internet cina" target="_blank">skype</a> sono censurati.)</p>
<p>Permette che siano scuoiati vivi cani e gatti per le pellicce: <a href="http://www.lastampa.it/lazampa/girata.asp?ID_blog=164&#038;ID_articolo=184&#038;ID_sezione=339&#038;sezione=News" title="cani e gatti in Cina" target="_blank">animali domestici in Cina</a>. </p>
<p>Se il <em>governo cinese</em> censura internet e la stampa, c&#8217;è motivo di pensare che esistano altre atrocità che tiene nascoste. </p>
<p>In questa situazione penso che la popolazione cinese non vada colpevolizzata.<br />
Sono lo stato e la <strong>politica cinese</strong> che devono diventare più civili.<br />
Solo con la pressione dei paesi che hanno permesso alla Cina di diventare una della maggiori potenze economiche, si può fare qualcosa.<br />
Probabilmente lo sviluppo politico e civile della <em>Cina</em> non ha saputo tener il passo del veloce sviluppo economico della Cina degli ultimi 10 anni.<br />
Qualcosa possiamo farlo anche noi.<br />
Possiamo “Come cittadini del mondo chiedere di esercitare moderazione e rispetto nell&#8217;affrontare le proteste in Tibet e di dialogare in modo costruttivo con il Dalai Lama per risolvere la questione Tibetana. Soltanto dialogo e riforme porteranno a una stabilità duratura. Il futuro della Cina e le sue relazioni con il resto del mondo dipendono da uno sviluppo armonioso, dal dialogo e dal rispetto.”</p>
<p><a href="http://www.avaaz.org/it/tibet_end_the_violence/" title="Petizione Tibet" target="_blank">Firma Petizione</a> </p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.npensieri.it/index.php/filosofia/religione/tibet/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La scommessa di Pascal</title>
		<link>http://www.npensieri.it/index.php/filosofia/la-scommessa-di-pascal/</link>
		<comments>http://www.npensieri.it/index.php/filosofia/la-scommessa-di-pascal/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 15 Jan 2008 15:24:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nabladue</dc:creator>
				<category><![CDATA[Filosofia]]></category>
		<category><![CDATA[Religione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.npensieri.it/index.php/filosofia/la-scommessa-di-pascal/</guid>
		<description><![CDATA[Credere o non credere? Cosa accade quando questa domanda viene posta ad un matematico?
Calcoliamo quale utilità possiamo ricevere dall’avere fede in Dio e confrontiamola con quella calcolata nel caso in cui non abbiamo fede. In questo modo potremmo stabilire matematicamente in che misura sia utile (conviene) credere o no.
Non è un pazzo ad aver avuto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Credere o non credere? Cosa accade quando questa domanda viene posta ad un matematico?<br />
Calcoliamo quale utilità possiamo ricevere dall’avere fede in Dio e confrontiamola con quella calcolata nel caso in cui non abbiamo fede. In questo modo potremmo stabilire matematicamente in che misura sia utile (conviene) credere o no.<br />
Non è un pazzo ad aver avuto questa idea, bensì il matematico,scienzato,filosofo Blaise Plascal.</p>
<p><img src="http://www.npensieri.it/immagini/Blaise_Pascal.jpg" alt="Blaise Pascal" /><br />
<em>Ritratto di Blaise Pascal</em></p>
<p>Assumiamo:<br />
P (E) = probabilità che Dio esista<br />
P (NE) = probabilità che Dio non esista<br />
U (E) = convenienza nel credere che Dio esista<br />
U (NE)  = convenienza nel credere che Dio non esista</p>
<p>Ammettiamo di non avere alcun indizio sull’esistenza di Dio.<br />
Possiamo assumere P(E)  = P(NE)=0.5 , cioè la probabilità che Dio esista è uguale alla probabilità che Dio non esista.</p>
<p>Consideriamo invece, l’utilità che deriva dalle differenti scelte. I valori dell’utilità sono una misura della convenienza della scelta. La scelta è ovviamente credere o non credere.<br />
In sostanza se credo che esiste Dio, ed esiste,avendo guadagnato la vita eterna, ho una convenienza infinita; mentre in tutti gli altri casi avrò sempre una misura dell’utilità finita indicata con i valori incogniti x,y,z.</p>
<p>Se credo, e Dio esiste ho un’utilità infinita.<br />
Se credo, e Dio non esiste ho un&#8217; utilità di valore x.<br />
Se non credo, e Dio esiste ho un&#8217; utilità di valore y.<br />
Se non credo, e Dio non esiste ho un&#8217; utilità di valore z.</p>
<p>Avrò la seguente tabella:</p>
<table border="1">
<tr>
<td> </td>
<td> Dio Esiste </td>
<td> Dio Non Esiste </td>
</tr>
<tr>
<td> Credo </td>
<td> Utilità = ∞ probabilità = 1/2</td>
<td> probabilità =1/2 Utilità = x </td>
</tr>
<td> Non credo </td>
<td> probabilità =1/2 Utilità = y</td>
<td> probabilità =1/2 Utilità = z</td>
</tr>
</table>
<p>Trascuriamo per ora la differenza quantitativa tra x, y e z.<br />
L’utilità di una decisione è definita come prodotto delle probabilità per l’utilità che deriva da quella decisione. </p>
<p>Utot = P1 * U1 + P2 * U2 + … + …</p>
<p>Nel nostro caso abbiamo:</p>
<p>U1(E) = ∞, U2(E) = x, U1 (NE)  = y, U2 (NE) = z<br />
P1(E) = P2(E) = P2(NE)=P1(NE)= 1/2</p>
<p>L’utilità di credere è:</p>
<p>Utot (E) = P1(E) * U1(E) + P2(E) * U2(E)  = 0,5 (x + ∞) = ∞</p>
<p>L’utilità di non credere è:</p>
<p>Utot (NE) = P1(NE) * U1(NE) + P2(NE) * U2(NE)  = 0,5 (y+z)</p>
<p>Utot (E) è infinita, e quindi è in ogni caso molto maggiore di Utot (NE).</p>
<p>Quindi conviene credere.</p>
<p><strong>Problema Teologico</strong></p>
<p>Iniziamo subito con il dire che la ragione non basta: solo la fede può dare la salvezza. Sebbene Blaise Pascal abbia trasposto un ragionamento matematico, ideato in occasione dei suoi studi relativi ai giochi d’azzardo, non si abbandona ad una rassicurante certezza geometrica, ma si lancia verso una sofferta e vissuta ricerca di Dio, non il Dio dei sapienti, ma il Dio di Gesù, Gesù Cristo stesso.<br />
Lo scienziato era una delle figure principali dell’ abbazia Giansenista di Port-Royal, dove la sorella Jaqueline aveva deciso di intraprendere la vita monastica.  L&#8217;attività teologica principale di Pascal s&#8217; inquadra  nella disputa con i Gesuiti sul legame tra libertà e grazia divina. Le Provinciali (1656 circa), testi pascaliani in prosa francese pubblicati in forma anonima, sono il frutto di questi scontri.<br />
Per i Gesuiti l’uomo può salvarsi da solo, e mantiene la sua libertà nei confronti di Dio anche dopo il peccato originale: il pentimento è sufficiente a garantire la salvezza. La volontà  non è stata irrimediabilmente corrotta dal peccato originale:l’uomo possiede libertà di agire. Attraverso il sacrificio del Figlio, Dio dà a tutti la possibilità di salvarsi. Il pentimento, necessario alla redenzione, può nascere in qualsiasi momento, anche in fin di vita . Possiamo definire i Gesuiti “progressisti”, in quanto cercavano di conciliare istanze e le spinte umanistiche con i tradizionali problemi teologici. Anche i padri della chiesa (ricordiamo tra tutti, i Santi, Tommaso ed Agostino) avevano fatto il loro tempo. Non che andassero ignorati, ma si doveva procedere ad una fusine con la cultura coeva.<br />
Molto più conservatori, i Giansenisti ritenevano non discutibili le opere dei Padri: dovevano essere applicate così come erano state ideate, bisognava solo comprenderle. La loro morale era rigida e non lasciava troppo spazio alle libere interpretazioni. L’uomo, con il peccato originale, ha perso ogni diritto,corrotto in maniera definitiva, non ha nessuna possibilità di salvarsi senza l’intervento della Grazia divina (ricorda molto da vicino S. Agostino). Solo Dio può scegliere chi salvare, senza che l’uomo possa permettersi di sentenziare. Quindi unicamente la Grazia può orientare la volontà sulla giusta rotta. Una Grazia, che una volta concessa non può garantire la perseveranza, ed anche al giusto può essere sottratta secondo la volontà di Dio in qualsiasi momento (come successe a Pietro quando rinnegò il Maestro).<br />
Per chiudere con una nota più leggera, dobbiamo dire che all’estremo rigore e durezza della morale Giansenista, Pascal fonde un amore caritatevole ed incondizionato per il prossimo.<br />
<Br /><br />
<Br /> </p>
<p>Per quelli che hanno voglia di matematica consiglio il mega compendio di post matematici di <a href="http://www.appuntiecontrappunti.splinder.com/post/15515709" target="_blank">appuntiecontrappunti</a><br />
<Br />  </p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.npensieri.it/index.php/filosofia/la-scommessa-di-pascal/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>24</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>The MATRIX</title>
		<link>http://www.npensieri.it/index.php/filosofia/the-matrix/</link>
		<comments>http://www.npensieri.it/index.php/filosofia/the-matrix/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 25 Apr 2007 22:05:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nabladue</dc:creator>
				<category><![CDATA[Filosofia]]></category>
		<category><![CDATA[Religione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.npensieri.it/?p=56</guid>
		<description><![CDATA[«Una volta Zhuang Zhou (cioè Zhuang-zi nella sua qualifica di “maestro”, “zhou”) sognò che era una farfalla, svolazzante e soddisfatta della sua sorte e ignara di essere Zhuang-zi. Bruscamente si risvegliò e si accorse con stupore si essere Zhuang-zi. Non seppe più allora se era Zhou che sognava di essere farfalla, o una farfalla che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>«Una volta <strong>Zhuang Zhou</strong> (cioè Zhuang-zi nella sua qualifica di “maestro”, “zhou”) sognò che era una farfalla, svolazzante e soddisfatta della sua sorte e ignara di essere Zhuang-zi. Bruscamente si risvegliò e si accorse con stupore si essere Zhuang-zi. Non seppe più allora se era Zhou che sognava di essere farfalla, o una farfalla che sognava di essere Zhou.» </p>
<p>Zhuag-zi  (Taoismo- Cina &#8211; IV secolo a.c.)</p>
<p><a href="http://www.npensieri.it/index.php/filosofia/platone/" title="platone" target="_blank">Platone </a>immagina un mondo in cui  gli uomini sono incatenati dall’infanzia. Il mondo,  una caverna aperta alla luce solo sulla parete di fondo, la luce proviene da un “grande fuoco” come il sole.  Dietro l’apertura della caverna un muro, alto come un uomo. Gli uomini fuori la caverna portano delle statue che vengono proiettate sulla parete di fondo della grotta come ombre.<br />
Nella caverna gli uomini incatenati sono rivolti verso la parete di fondo senza poter guardare dietro: possono vedere sole ombre che sono le proiezioni delle statue (quindi proiezioni di qualcosa che già è una proiezione della realtà), e credono, che la realtà sia quella. </p>
<p>«Hai mai fatto un <strong>sogno</strong> tanto realistico da sembrarti vero? E se da un sogno così non ti dovessi più svegliare? Come potresti distinguere il mondo dei sogni da quello della realtà?»<br />
 (Morpheus)</p>
<p>Qual è realtà? Quella che percepiamo?</p>
<p>Questa domanda è stata riproposta oggi, in un film: <a href="http://whatisthematrix.warnerbros.com/italiano/" title="matrix" target="_blank">Matrix</a>.<br />
Trovo geniale e decisamente calzante la rappresentazione della realtà percepita con un mondo virtuale (in cui un po’ siamo rinchiusi anche noi bloggers).</p>
<p>Questo mondo, proiezione di quello reale, a cui l’uomo appartiene, non solo per costrizione, ma anche per scelta.”So che non è carne, ma mi piace”: scelgo di non sapere.<br />
La scelta che è dettata dalla consapevolezza di scegliere un mondo in cui non si è realmente liberi, perché la libertà presuppone la coscienza. Ma la libertà e il pensiero cosciente hanno un prezzo da pagare: devono essere difese continuamente, anche da se stessi.<br />
Il <a href="http://www.filosofico.net/bene.html" title="Bene platonico" target="_blank">Bene</a> vero si conquista solo con la conoscenza e la consapevolezza. Il vero bene è UNO. </p>
<p>Il cuore dev’essere puro: libero da passioni, brama, desideri, esaltazione del sè. Io non sono io, ma sono parte del tutto. Io sono te e tu sei me. </p>
<p>Allontana il piacere dei sensi. Attraversa il deserto. Eleva lo spirito.  Esci dalla caverna:</p>
<p>Apri gli occhi lentamente. Inizia a vedere i contorni, le ombre si fanno luce, gli oggetti sempre più chiari, nitidi, reali… <em>“Alla fine, credo, potrà osservare e contemplare quale è veramente il sole, non le sue immagini nelle acque o su altra superficie, ma il sole in se stesso, nella regione che gli è propria. – Per forza, disse. – Dopo di che, parlando del sole, potrebbe già concludere che è esso a produrre le stagioni e gli anni e a governare tutte le cose del mondo visibile, e ad essere causa, in certo modo, di tutto quello che egli e i suoi compagni vedevano” (Platone,<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mito_della_caverna" title="Mito della caverna" target="_blank">Mito della caverna</a>, Repubblica)</em></p>
<p>Scegliere di attraversare il mondo in modo inconsapevole, facendosi <strong>ingannare dalle apparenze</strong>, da ciò che non è reale e scegliere di mentire a sé stessi per non soffrire, ma anche per non vivere.</p>
<p>Chi vive in modo <strong>consapevole</strong> non ha paura degli altri, forse sono gli altri che hanno paura di Lui: Socrate lo sapeva ed ha pagato, come hanno pagato dopo di lui:</p>
<p>«Andarono quindi i farisei con gli erodiani a dirgli: “Maestro, sappiamo che sei veritiero e insegni la via di Dio secondo verità, e non hai soggezione di nessuno perché non guardi all’apparenza degli uomini. » (Matteo 22)</p>
<p>come pagheranno in futuro.</p>
<p>Tanti cloni, tutti uguali, che combattono colui che è consapevole, che ha scelto di svegliarsi.</p>
<p>Non vi sembra che tutti gli “illuminati” volessero tutti la stessa cosa?</p>
<p>«Il bramino Dona vide il <a href="http://www.npensieri.it/index.php/filosofia/il-buddhismo-del-buddha-siddhartha/" title="Buddha" target="_blank">Buddha</a> seduto sotto un albero e fu tanto colpito dall&#8217;aura consapevole e serena che emanava, nonché dallo splendore del suo aspetto, che gli chiese:<br />
– Sei per caso un dio?<br />
– No, brâhmana, non sono un dio.<br />
– Allora sei un angelo?<br />
– No davvero, brâhmana.<br />
– Allora sei uno spirito?<br />
– No, non sono uno spirito.<br />
– E allora, che cosa sei?<br />
– Io sono sveglio.»<br />
(Anguttara Nikaya)</p>
<p>Sinceramente io non ho ancora capito se sono sveglio o se sto sognando? Siamo noi che dormiamo o gli “illuminati”? Esiste la realtà o è tutta un’illusione? O è inutile chiederselo? </p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.npensieri.it/index.php/filosofia/the-matrix/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>22</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il bisogno di Dio</title>
		<link>http://www.npensieri.it/index.php/filosofia/religione/il-bisogno-di-dio/</link>
		<comments>http://www.npensieri.it/index.php/filosofia/religione/il-bisogno-di-dio/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 06 Mar 2007 22:12:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nabladue</dc:creator>
				<category><![CDATA[Religione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">wp-splinder:http://nabladue.splinder.com/post/11248947</guid>
		<description><![CDATA[Perché l’uomo non potrà mai smettere di alzare gli occhi al cielo e chiedersi: cosa c’ è oltre questo?
Mi dicono che siamo evoluti ormai. La scienza ha fatto passi da gigante; in alcuni casi sfiora la fantascienza, in altri l’ha addirittura superata: è vero. Il nostro secolo è quello della scienza e del suo trionfo. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Perché l’uomo non potrà mai smettere di alzare gli occhi al cielo e chiedersi: cosa c’ è oltre questo?</p>
<p>Mi dicono che siamo evoluti ormai. La scienza ha fatto passi da gigante; in alcuni casi sfiora la fantascienza, in altri l’ha addirittura superata: è vero. Il nostro secolo è quello della scienza e del suo trionfo. Niente di nuovo.<br />
La storia ha esaltato e abbattuto qualsiasi cosa. Basti pensare a romanticismo e illuminismo, <strong>scetticismo</strong>(assenza di verità) e <strong>platonismo</strong> (verità unica).</p>
<p>Un tempo, un matematico ha detto: “datemi le condizioni al contorno e vi descriverò il mondo”.<br />
Tradotto, significa che avendo a disposizione dati corretti, un’equazione può spiegare come funziona l’universo in ogni sua parte. Questa <strong>certezza</strong>, per ora, è stata abbandonata.</p>
<p><strong>Dio</strong> è sempre lì. Nella storia ha cambiato forme, aspetti, popoli. Ma è sempre lì: eterno, inconoscibile, impalpabile. C’è per le nazioni più progredite del mondo, come per le tribù; per i ricchi, come per i poveri. Nessuna epoca ne ha fatto a meno.<br />
Non penso che l’uomo potrà mai abbandonare il bisogno di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dio" title="Dio" target="_blank">Dio</a> . Per quanto la specie umana possa evolversi, ci sarà sempre un cielo a cui guardare senza saperlo spiegare; che sia quello della terra, di Marte, o di una galassia lontana. Per la scienza l’universo non è infinito?<br />
Se non esistesse un <strong>disegno universale divino</strong>, un’armonia superiore, che si manifesta proprio nella possibilità di spiegare i fenomeni attraverso equazioni matematiche, la natura, non si sarebbe scomodata per permettere a l’uomo di dire: “cogito ergo sum”; di dargli una coscienza, strumento che serve per farsi domande sulla propria esistenza e sulla propria finalità. Qual è il fine? Il progresso scientifico? No, non illudiamoci,  quello è solo un mezzo. Che senso avrebbe?</p>
<p>Il progresso della scienza dovrebbe, secondo me, trascinarci nella direzione opposta, quella che qualcuno ha scoperto molti secoli fa: “so di non sapere”. Più sappiamo, e più ci rendiamo conto che dobbiamo sapere ancora. Si aprono nuovi scenari, nuovi campi d’indagine, sempre più vasti e complicati, in una catena che sembra infinita.<br />
La <strong>religione</strong> serve, ancora di più <strong>Dio</strong>. Bisogna ripartire da loro: <em>Gesù, Buddha</em> ed altri (anche sconosciuti, a volte). Cioè da chi, non so se fosse <em>Dio</em> , ma certamente a Dio si è avvicinato.<br />
Se ci sbarazzassimo delle differenze, che l’interpretazione umana ha dato ai loro messaggi, ci accorgeremmo che poi tanto diversi non erano, o quantomeno, cercavano la stessa cosa in modi differenti.<br />
Lo stesso <strong>Nietzsche</strong> , l’anticristo intellettuale, suo malgrado, ha dedicato la vita alla <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Religione" title="religione" target="_blank">religione</a>: è stato perfetto nel demolire ma, non nel costruire. Probabilmente è più facile distruggere che costruire. Qual è la sua alternativa? Il <em>nichilismo</em> (la distruzione), il “non senso” e la follia a quanto pare. La storia, gli ha regalato la possibilità di essere accostato a movimenti politici contro la vita stessa (vedi nazismo), e non so, quanto lo stesso Nietzsche ne sarebbe contento.<br />
Il “non senso” non annichilisce solo la vita futura, ma, anche quella presente, in un’ idiosincrasia della felicità.<br />
In passato anche Nabla (e forse, a volte, ancora oggi) ha perso tempo con <em>Nietzsche</em>, cercando di sradicare quest’ideale, da sé, e dal mondo. Dopo molto “pensare”, ha capito che è impossibile. </p>
<p>Anche in questo caso, l’unica via è il dialogo, il fine la ricerca.<br />
Perché le chiese si svuotano? Perché non abbiamo più fiducia in chi dovrebbe porsi come intermediario, tra noi e la nostra ricerca. Non abbiamo fiducia in chi dovrebbe aiutarci, invece di dare risposte preconfezionate, <strong>dogmi</strong> o, peggio ancora, manipolazione e conflitti. È il momento che “le <a href="http://chiesa.espresso.repubblica.it/" title="chiesa" target="_blank">Chiese</a>” del mondo si spoglino di quegli abiti terreni di cui si sono vestite ed inizino a cercare quello per cui sono nate.<br />
Mi dicono che ci sono persone disposte ad uccidere ed uccidersi, per quello che credono il più alto degli ideali.<br />
Vorrei sapere qual è, in realtà, questo ideale. Per cosa uccidono. Per “il più alto degli ideali”? No. Per interessi terreni.<br />
Non mi sembra che Gesù Cristo abbia detto: va e uccidi; e ricordo che, tra i credenti, c’erano anche Madre Teresa di Calcutta e missionari sconosciuti che hanno dedicato la loro vita, agli altri.<br />
Le autorità ecclesiastiche devono ricominciare a farsi domande, ad avanzare, a disinteressarsi delle questioni terrene, o meglio, ad interessarsi ma nell’ottica della ricerca di Dio. <em>Gesù non era contro il cambiamento: é stato colui che ha portato il più grande cambiamento</em>, riuscendo addirittura ad azzerare le lancette della storia. Non gli fanno paura le rivoluzioni ideologiche, Lui, l’ha creata.<br />
Il fine è la ricerca e lo strumento la teologia. Ripartiamo dalle Scritture, guardando avanti, Dio è il nostro fine, non il mezzo per arrivare a qualcosa. È giusto chiedersi, se, e come, ha creato il mondo, ma, è più importante chiedersi: cosa vuole da noi?</p>
<p><em>“La scienza senza la religione è zoppa. La religione senza la scienza è cieca”</em></p>
<p>A. Einstein</p>
<p>Aggiungo: l’unica cura il pensiero libero, il punto di contatto la filosofia.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.npensieri.it/index.php/filosofia/religione/il-bisogno-di-dio/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>36</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
