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	<title>Pensieri &#187; Racconti Filosofici</title>
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	<description>Pensieri di filosofia,scienza,matematica,vita,religione e società</description>
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		<title>05/05/2007 Un sabato sera particolare: un viaggio nell&#8217;anima.</title>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2007 17:46:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nabladue</dc:creator>
				<category><![CDATA[npensiero]]></category>
		<category><![CDATA[Racconti Filosofici]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>È sabato… Che facciamo stasera? Andiamo in disco. Non lo so, non mi va; sempre le stesse cose. Dai ci siamo tutti. Poi c’è anche quella ragazza. Sì è carina, ma non è proprio il mio tipo. Vabbè noi siamo lì a mezzanotte. Ok, non mi aspettate, ci penso; se decido di venire a mezzanotte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>È sabato…<br />
Che facciamo stasera?<br />
Andiamo in disco.<br />
Non lo so, non mi va; sempre le stesse cose.<br />
Dai ci siamo tutti. Poi c’è anche quella ragazza.<br />
Sì è carina, ma non è proprio il mio tipo.<br />
Vabbè noi siamo lì a mezzanotte.<br />
Ok, non mi aspettate, ci penso; se decido di venire a mezzanotte sono lì.</p>
<p>Che faccio: vado o non vado?</p>
<p>Mah…mi sembra sempre tutto così scontanto, impersonale, noioso…non si riesce neanche a parlare con la musica alta…e se ci si riesce dopo un po’ cominci a pensare che è meglio farsi stordire dalla musica…</p>
<p>Forse dovrei adeguarmi, dovrei pensare (anzi, non pensare) come molti. La mattina avevo pensato di lasciare la Filosofia. Dove ti porterà?<br />
Capire è sofferenza. Troppa. Non riesco a sopportarla.<br />
Abbandonarsi al piacere, cercare ossessivamente il successo, i soldi…potrei provarci…<br />
Ho la testa che mi scoppia. <em>Dubbi, poche certezze, solo vecchi Maestri da seguire.</em><br />
E se avessero sbagliato tutto? Se l’uomo dovesse cercare solo il piacere, il successo, il potere…<br />
Forse dovrei andare in discoteca… non pensare…e poi c’è sempre quella ragazza…</p>
<p>Ore 7.30.<br />
Apro un vecchio e prezioso regalo impolverato. Inizio a leggere…</p>
<p>“Provai un’impressione stranissima dentro di me, stando<br />
vicino a Socrate in quel momento: non provai compassione,<br />
sebbene assistessi alla morte di un amico, perché,<br />
sia nelle parole sia nel modo di fare, egli mi pareva felice; e, anzi, morì<br />
in maniera così intrepida e nobile, da dare la netta impressione di uno che,<br />
andandosene all’Ade, ci vada non senza il volere divino, e che, giunto colà,<br />
sarebbe vissuto felice, come mai visse qualcun&#8217; altro.”</p>
<p>…un brivido percorre la mia schiena…</p>
<p>Il <a href="http://www.filosofiaedintorni.net/fedone.htm" title="fedone di platone" target="_blank">Fedone di Platone</a>. Non riesco a smettere di leggere…Alzo la testa sono le 23.30. Ormai è tardi, come direbbe Vasco…</p>
<p>Si parla di Amicizia, di Amore, coraggio, virtù, ricerca del giusto: <em>stasera sono veramente nel posto in cui volevo essere. </em></p>
<p>Mi ricordo che, anche se sono molto lontano da quello che vuole, non posso lasciare Platone:</p>
<p>“Infatti, il corpo ci procura innumerevoli preoccupazioni per la necessità  del nutrimento; e poi le malattie, quando ci piombano addosso, ci impediscono la ricerca dell’essere. Inoltre, esso ci riempie di passioni, di paure, di fantasmi di ogni genere e di molte vanità, di guisa che, come suol dirsi, veramente, per colpa sua, non ci è neppure possibile pensare in modo sicuro alcuna cosa. In effetti, guerre, tumulti e battaglie non sono prodotti da null’altro se non dal corpo e dalle sue passioni. Tutte le guerre si originano per brama di ricchezze e le ricchezze noi dobbiamo di necessità procacciarle a causa del corpo, in quanto siamo asserviti dalla cura del corpo.”</p>
<p><em>Forse abbiamo perso di vista qualcosa.</em> Stiamo scordando una parte di noi: l’<strong>anima</strong>.<br />
Non so definire la parola “anima”, ma trovatemi una parola che la possa sostituire e la sostituirò.<br />
Siamo carne, ossa, desideri e passioni, ma anche anima. La vita è armonia, armonia tra anima e corpo. Uno non esclude l’altro. Vanno nutriti entrambi.<br />
Così mentre oggi sono qui in cerca di una cura per l’anima, domani sarò da qualche parte cercando di soddisfare un bisogno del corpo (per esempio Lunedì devo andare a lavorare) ma, mentre col tempo il corpo si può solo logorare, il nostro spirito si può anche elevare. </p>
<p>Non serve credere nella vita eterna: l’Inferno, il Purgatorio ed il Paradiso sono qui da noi.<br />
Lo stesso Dante li ha attraversati in vita, la Commedia è un percorso di vita, un travaglio interiore, una crescita spirituale che lo porta all’elevazione dello spirito. </p>
<p> “Nel ciel che più de la sua luce prende fu&#8217; io” (Dante Paradiso, Canto I)<br />
Non  lo può motivare con l’intelletto, lo dice lui stesso, ma afferma di aver visto la luce divina. Cosa intendeva?</p>
<p>Posso credere a Dante oppure no, posso credere in Dio o no, ma la fede altrui è difficile da comprendere. </p>
<p>Forse siamo troppo arroganti per credere: anche se non possiamo spiegare tutto oggi, potremmo farlo domani. Perché credere? È da sciocchi. Non è dimostrato.<br />
E che importa?</p>
<p><em>Se io non riesco a vedere la verità, non significa che nessuno l’ha potuta vedere.</em> </p>
<p>&#8220;L’intelligenza è invisibile per l’uomo che non ne possiede.&#8221; (<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Arthur_Schopenhauer" title="Schopenhauer" target="_blank">Schopenhauer</a>)</p>
<p>Si potrebbe dire la stessa cosa a riguardo della verità.  </p>
<p>Non capisco perché, per molti, il credere sia in contrasto con la ragione. Non è necessariamente così. I contrasti tra <a href="http://www.npensieri.it/index.php/filosofia/scienza-e-religione/zichichi-o-odifreddi-fede-o-scienza-questo-e-il-dilemma/" title="scienza o fede">scienza e religione </a>li trovo spesso inutili.<br />
Scienza e religione si occupano di due ambiti completamente diversi: non posso applicare leggi fisiche per spiegare certi lati umani che hanno bisogno di nutrirsi di fede e di amore, mentre la fede non può spiegare se la terra è al centro dell’Universo oppure è solo uno dei tanti pianeti che abitano un Universo infinito.</p>
<p><em>Una scienza umana che possa spiegare tutto non è umana per definizione.</em></p>
<p>Non capisco neanche perché altri vogliano imporre la propria fede: la fede che si vuole imporre non è vera fede. Se credi veramente in qualcosa non hai bisogno di imporlo agl’altri. Perché credi? Per vera fede o per interessi terreni?<br />
Perché, spesso, quelli che definiamo o si definiscono “religiosi” si interessino di molte cose, tranne che della salute dell’anima?</p>
<p>Si è fatto tardi vado in cucina a bere. Penso ai miei amici in discoteca. La musica assordante mi riporta al silenzio della mia casa. La folla alla mia solitudine. Chissà cosa staranno facendo?<br />
Strano il caso: perché oggi sono qui e non lì?</p>
<p>Stavolta il caso mi mette tra le mani un DVD:<br />
“I colori dell’anima – Avete mai provato l’amore, quello Vero?”<br />
Non lo so. Magari mi può far capire. Vediamo dove finirà questo viaggio nell’anima.</p>
<p>Qui si parla di artisti, di artisti folli.<br />
Questa volta la vita è assaporata in tutta la sua crudezza. Sono le passioni che hanno il sopravvento: </p>
<p>Vite che si distruggono per <a href="http://www.npensieri.it/index.php/sentimenti-vari/amore-ma/" title="amore" target="_blank">amore</a>. Vite che vogliono assaporare tutto fino in fondo: droga, alcolismo,passioni sfrenate, amori ossessivi, distruttivi. Quando non c’è nessun controllo, quando ci si abbandona completamente al volere del corpo, agli istinti, quando non si cerca la crescita, l’autodistruzione è inevitabile. Mi tornano in mente le parole di Platone.<br />
Ma il vero Amore è poi tutto questo? Bisogna assaporare il fango per amare.<br />
No. L’amore è anche crescita, non opposizione, ma fusione degli opposti, è migliorarsi, è essere in equilibrio con sé stessi per stare bene con l’altra persona. L’amore come annullamento non è  amore. <em>L’Amore vero è crescita non distruzione, è passione, ma anche incontro di anime. </em></p>
<p>Sono le 3 di notte i miei amici staranno uscendo dalla discoteca, mentre io concludo questo piccolo viaggio. </p>
<p>Ora capisco perché non posso lasciare la filosofia: <em>anche se la Filosofia non ha ancora salvato il mondo, è un buon inizio per migliorare se stessi, e migliorare se stessi è un buon inizio per migliorare il mondo…</em><br />
<br/><br/><br/></p>
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		<title>AL DI LÀ DELLE APPARENZE</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Jan 2007 09:13:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nabladue</dc:creator>
				<category><![CDATA[Racconti Filosofici]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>L’inverno era la stagione che più amava. Aria fredda e sole, proprio come quella giornata. I vetri appannati dell’Autobus 791, direzione Trastevere, non gli impedivano di guardare fuori dai finestrini. La vita che scorre tra le strade, tra la gente, le macchine ed i Tram, per cui il tempo sembra non passare mai. Per loro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’inverno era la stagione che più amava. Aria fredda e sole, proprio come quella giornata. I vetri appannati dell’Autobus 791, direzione Trastevere, non gli impedivano di guardare fuori dai finestrini. La vita che scorre tra le strade, tra la gente, le macchine ed i Tram, per cui il tempo sembra non passare mai. Per loro sembra tutto così facile, si muovono su dei binari: rettilinei, curve, ma non pensano mai che potrebbero percorrere strade diverse; è proprio questa la loro bellezza. Tutte le mattine, sempre la stessa strada, ripassando per gli stessi punti. Loro sì che non sentono lo scorrere del tempo. Invece Marco lo sente, quello scorrere, che un po’ pesa, un po’ piace: lui cerca sempre itinerari diversi..<br />
Ha un libro tra le mani. «Mi devo ricordare di alzare gli occhi ogni 5 pagine» &#8211; pensa.<br />
Spesso gli era successo di saltare la sua fermata.  Leggere per lui era come entrare in un&#8217;altra dimensione, uno sparire dal mondo, annullarsi. Certe volte si chiedeva se la realtà non fosse poi quella del libro.<br />
Ventesima pagina, è ora di scendere.<br />
Cammina su viale Trastevere e su di un lato, ai margini di una banca, nota due barboni: uno giovane, alto, riccio, capelli lunghi; l’altro, più anziano, sdraiato sul marciapiede con due cani bianchi vicino.<br />
Marco è già pronto a dire: «no, non ho soldi» che il barbone giovane con aria dolce e rassicurante gli dice: «fai un offerta, quello che vuoi, monete, anche contanti, non ci offendiamo». Marco ripensa «anche contanti, non ci offendiamo», e inizia a ridere.<br />
Si ferma, lo guarda negli occhi e intravede un uomo con un aria innocente,occhi dolci e voglia di comunicare. Prende gli spicci che ha nel portafogli,glieli dà, e va avanti per la sua strada.<br />
Camminando continua a ripensare «anche contanti, non ci offendiamo».<br />
Compra un paio di calzini ad una bancarella e ripensa «anche contanti, non ci offendiamo. Geniale!».<br />
Si mette in tasca i 5 euro che gli danno di resto e decide di tornare dai suoi amici.<br />
«Fai un offerta, quello che vuoi, anche contanti non ci offendiamo».<br />
«Sono passato 2 minuti fa».<br />
«Ah, è vero».<br />
«La battuta è troppo bella».<br />
Il giovane barbone ride.<br />
E Marco stupidamente: «che razza sono i cani?»<br />
«sono cani, che importa».<br />
«Hai ragione».<br />
Poi si ricorda perché era tornato lì.<br />
Sta per prendere i soldi, che pensava di aver messo in tasca, ma non li trova, e comincia a cercare, a frugare, ma conoscendosi, inizia a rendersi conto di…<br />
«…soldi, tu hai perso dei soldi, la signora!»<br />
«cosa?»<br />
Il barbone vecchio si alza, è curvo e zoppicante, in maniera goffa inizia a correre, ferma una signora e torna con i cinque euro.<br />
«Tieni sono tuoi. Ti sono caduti e la signora li ha raccolti».<br />
«Forse non ha visto che mi cadevano».<br />
«No, l’ha visto, ed avrà pure tanti soldi».<br />
«Io li avevo portati per voi, perché mi era piaciuta la battuta».<br />
Si guardano negli occhi, il vecchio sembra quasi commuoversi e lo abbraccia.</p>
<p>Nel Menone di Platone, Socrate accompagna uno schiavo, che non sapeva nulla di matematica, nella dimostrazione di un difficile teorema di geometria, e con stupore di tutti i presenti, lo schiavo riesce nella dimostrazione.<br />
La critica vuole che Platone ci racconti questo per dimostrare che le idee sono innate, a me piace pensare che Socrate, in un tempo in cui gli schiavi erano considerati poco più che oggetti, lo avesse fatto per dimostrare che gli uomini possono avere capacità, indipendentemente dal ruolo che hanno nella società. </p>
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		<title>Senza inizio&#8230;e senza fine</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Jan 2007 21:41:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nabladue</dc:creator>
				<category><![CDATA[Racconti Filosofici]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>È una sera tra tante. Ce ne stiamo seduti su un piccolo divano. L’atmosfera è calma, la musica bassa, l’ambiente è illuminato da una gradevole luce soffusa, l’orologio nella sala segna le nove e mezza di sera. Riusciamo ancora ad apprezzare la tranquillità del locale quasi vuoto, attendendo che la calca ci sommerga. Prendiamo qualcosa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>È una sera tra tante. Ce ne stiamo seduti su un piccolo divano. L’atmosfera  è calma, la musica bassa, l’ambiente è illuminato da una gradevole luce soffusa, l’orologio nella sala segna le nove e mezza di sera. Riusciamo ancora ad apprezzare la tranquillità del locale quasi vuoto, attendendo che la calca ci sommerga. Prendiamo qualcosa da bere, iniziamo a parlare del più e del meno quando, non mi ricordo da dove ci siamo arrivati, il mio amico mi fa:<br />
Marco: «… e sì, lì sul Gran Sasso c’è <em>Zichichi</em> che sta giocando con le particelle».<br />
Nabla: «Non so se sotto il Gran Sasso c’è sepolto Zichichi a lavorare. So che stanno conducendo, in collaborazione col <em>Cern di Ginevra</em>, un importante esperimento con i neutrini: l’obiettivo è quello di far viaggiare un fascio di neutrini dal Cern al Gran Sasso».<br />
Marco: «Ma cosa diavolo sono questi “<strong>neutrini</strong>”?».<br />
Nabla: «Be’, sono particelle elementari con delle caratteristiche molto particolari. I <em>neutrini</em> hanno la capacità di attraversare qualsiasi tipo di ostacolo senza essere assorbite o schermate dalla materia. La cosa interessante è che non siamo ancora riusciti a quantificare la massa di queste bizzarre particelle».<br />
Marco: «va be’, ma a cosa serve studiarle? Queste sono le solite cavolate dei fisici!».<br />
Nabla: «mah… in primo luogo potremmo capire qualcosa di più sull’origine e sul destino dell’<em>universo</em> e, poi, da studi puramente teorici, spesso nascono innovazioni tecnologiche che diventano oggetti in grado di trasformare le nostre esistenze».<br />
Marco: «Per quanto riguarda la tecnologia ben venga; ma tutto il resto, perché dovrebbe interessarci? Noi non ci saremo più in ogni caso. Cerchiamo di cogliere l’attimo, di vivere senza porci troppe domande, amico».<br />
Nabla: «Se per vivere il momento intendi non sprecare il tempo, mi va benissimo. Però chi pensa di poter cogliere l’attimo in senso “godereccio” è un folle. Non lo vedi che quello che sto dicendo è già passato!».<br />
	Intuiamo il guaio in cui ci stiamo cacciando. Mi fermo un momento a bere, vorrei tornare alle frivolezze della sera&#8230; ma<br />
Nabla: «Ti rendi conto che devono attraversare 732 chilometri  nel sottosuolo senza che nulla li possa schermare!».<br />
Marco: «Devo ammettere che è una cosa incredibile. Però non riesco a capire come questi neutrini possano aiutarci nella comprensione della vita dell’<em>universo</em>».<br />
Nabla: «Tu conoscerai sicuramente il <em>Big Bang</em>?».<br />
Marco: «Sì. L’esplosione, l’inizio».<br />
Nabla: «Il problema è che non si sa come finirà, se ci sarà una fine e se c’è stato veramente un inizio».<br />
Marco: «Come se c’è stato un inizio?».<br />
Nabla: «Probabilmente l’<em>universo</em> continua a contrarsi ed espandersi all’infinito: <em>niente inizio e niente fine</em>, in un percorso ciclico vittima dell’eterno ritorno».<br />
Marco: «Sì ma… se fosse così, verrebbe meno lo stesso concetto di creazione».<br />
Nabla: «forse è così».<br />
Marco: «E Dio?».<br />
Nabla: «Questo non negherebbe la Sua esistenza, cambierebbe solo il Suo ruolo».<br />
	Tutto si ferma per un momento. Dopo qualche istante riesco a vedere negli occhi di Marco una  meraviglia taciuta, ma le sue parole lo tradiscono e insiste:<br />
Marco: «Ancora non capisco però che funzione hanno i neutrini in tutto ciò».<br />
Nabla: «È semplice, in questo momento l’<em>universo</em> è in espansione: tutti si allontanano da tutti, non c’è un punto centrale. Tuttavia non sappiamo<br />
se, prima o poi, inizierà a contrarsi».<br />
Marco: «E da che dipende?».<br />
Nabla: «Probabilmente proprio da loro, dalla loro massa. Come ti ho detto, ancora non siamo riusciti a quantificarla. Il problema è che la loro massa – seppur piccolissima &#8211; potrebbe dare un contributo decisivo alla forza di attrazione gravitazionale tra gli elementi dell’<em>universo</em>… Aspetta, forse sto correndo troppo. Facciamo un passo indietro. Tu sai che due corpi dotati di massa si attraggono secondo la legge di gravitazione universale?».<br />
Marco: «Ma è la famosa legge della mela di Newton: due corpi si attraggono con una forza di intensità direttamente proporzionale al prodotto delle loro masse».<br />
Nabla: «Sì, proprio quella. Ora, considerando che i neutrini sono presenti in gran numero nell’<em>universo</em>, anche se la loro massa è piccola, potrebbero sviluppare una forza attrattiva che, sommata alle altre forze presenti nell’<em>universo</em>, ne cambierebbe il destino. In poche parole, se la forza di attrazione gravitazionale fosse d’intensità tale da vincere la velocità con cui si allontano i corpi, l’<strong>universo</strong> inizierebbe a contrarsi di nuovo, diminuendo progressivamente le sue dimensioni: accadrebbe ciò che i fisici chiamano Big Crunch (grande contrazione). Praticamente, al termine di questo ciclo, tutta la materia dell’<em>universo</em> si condenserebbe fino a poter essere racchiusa in un piccolo guscio di noce».<br />
Marco: «Ma dai?! ci pensi? Tutti noi, le nostre case, il sole e le stelle in una piccola noce. E poi?».<br />
Nabla: «Un altro Big Bang e poi un altro <em>Big Crunch</em>, e così via senza <em>fine</em>».<br />
	Qualcosa distrae la nostra attenzione, passano due ragazze e mi chiede:<br />
«che ne pensi?».<br />
«molto carine».<br />
 	Ci guardiamo, mi fa un cenno e andiamo verso di loro …</p>
]]></content:encoded>
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