The road (La strada) si svolge in un ambiente post apocalittico che è la messinscena dell’aforisma latino Homo homini lupus (che tradotto significa l’uomo è lupo per l’uomo).
The_Road

La lotta per la sopravvivenza è rappresentata in modo diretto ed è il nucleo attorno a cui ruota la trama del film (tratto dall’omonimo libro). Togliendo tutte le sovrastrutture e gli strati rappresentativi ed ideologici che riempiono la mente di noi moderni, l’autore ci mostra come alla base delle nostre esistenze rimangano comunque le necessità prime: mangiare, ripararci dal freddo, difenderci. Una realtà sottostante alle nostre vite troppo spesso ignorata dalla cultura borghese e da ogni ideologia che proclama la possibilità di raggiungere facilmente un’ astratta, pacifica ed utopica felicità condivisa da tutto il genere umano.

Seppur a tratti sembra mettere in dubbio perfino “la necessità e il senso dello staro nel mondo”, il film non ci abbandona comunque ad un pessimismo totale. In una realtà pieno di sofferenza e di brutalità l’autore ci consola con una piccola parte del genere umano che è portatrice del “fuoco”. Questa forza interiore è la bontà, che viene identifica con la ricerca estrema ed esasperata di mezzi di sussistenza alternativi a quelli che comportano lo sfruttamento dell’essere umano sull’essere umano. La vita dei buoni è dura, piena di pericoli e non è mai a riparo dalle insidie dell’ambiente. A costo di perdere la propria vita, i portatori del fuoco non sono disposti a sacrificare quella dei loro simili. Tutto ciò non è significativo solo in uno scenario post apocalittico: metaforicamente può essere trasposto senza forzature al mondo che ci circonda.

Approfondimenti:

Treccani, l’enciclopedia italiana:

Homo Homini Lupus

homo homini lupus <òmo òmini ...> (lat. «l’uomo è lupo per l’uomo»). – Proverbio pessimistico, derivato dall’Asinaria di Plauto, II, 4, 88 (lupus est homo homini, non homo), che vuole alludere all’egoismo umano, e assunto dal filosofo T. Hobbes, nella sua opera De cive, per designare lo stato di natura in cui gli uomini, soggiogati dall’egoismo, si combattono l’un l’altro per sopravvivere.

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Homo homini lupus significa letteralmente “l’uomo è un lupo per l’uomo”. Nello stato di natura, cioè uno stato in cui non esista alcuna legge, ciascun individuo, mosso dal suo più intimo istinto, cerca di danneggiare gli altri e di eliminare chiunque sia di ostacolo al soddisfacimento dei suoi desideri.

Antonio Gramsci ha sottolineato che durante il medioevo era in uso la formula latina: Homo homini lupus, foemina foeminae lupior, sacerdos sacerdoti lupissimus» cioè “L’uomo è un lupo con l’uomo, la donna è ancora più lupo con la donna, il prete è il più lupo di tutti con il prete”.

Il filosofo Thomas Hobbes ha posto l’espressione Homo homini lupus al centro della sua filosofia politica.
Hobbes parte da due postulati sulla natura umana: il primo afferma che vi è una bramosia naturale per cui ogni uomo pretende di godere da solo dei beni comuni; questo postulato esclude che l’uomo sia un animale sociale e socievole, buono per natura e orientato naturalmente alla mediazione. Al contrario, afferma Hobbes, l’uomo è un lupo verso l’altro uomo. Se vigesse lo “stato di natura” ci sarebbe una guerra incessante di tutti contro tutti: bellum omnium contra omnes. Non vi è nulla di giusto o ingiusto in sé: ognuno avrebbe diritto su tutto e tutti senza una società basata sulle norme e sulla politica. Nell’uomo esiste un istinto naturale che porta ciascuno a far di tutto per prevalere sugli altri. Di conseguenza l’uomo tende naturalmente a essere sulla difensiva per paura di essere sopraffatto e di morire di morte violenta.

La condizione di guerra totale non si è mai potuta realizzare in maniera perché gli uomini hanno costituito un patto sociale e politico. Hanno rinunciato alla loro piena libertà per salvaguardare la loro stessa esistenza. Se l’uomo fosse stato privo di ragione, la condizione di guerra totale sarebbe stata inevitabile. Per Hobbes la ragione umana è la capacità di prevedere e di provvedere, mediante un calcolo, alle esigenze umane. Dunque è la ragione stessa che ha spinto l’uomo a darsi le norme e i principi generali da cui derivano gli ordinamenti sociali e politici del vivere civile. Infatti le norme proibiscono a ciascun uomo di fare ciò che arrecherebbe danno o distruzione alla vita stessa. La legge sociale e la politica sono quindi per Hobbes un prodotto della ragione umana e non hanno nulla a che vedere con Dio e la trascendenza. Gli ordinamenti della società civile sono una scelta umana dettata da una sorta di opportunismo sociale: è una tecnica calcolatrice che permette all’uomo di salvaguardare la propria vita e quindi quella dell’intera specie.

Homo homini lupus ultima modifica: giovedì,17 aprile 18:23, 2014 da nabladue
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