Indice

  1. Introduzione allo yoga
  2. La via dello yoga
  3. L’ ottuplice sentiero dello yoga
  4. Lo yoga e la mente

Introduzione allo Yoga

Lo yoga è uno tra i sei sistemi filosofico-religiosi ortodossi tollerati dall’Induismo.

Tutte le correnti dello yoga condividono quattro aspetti essenziali:

1) Il Cosmo e la vita dell’uomo è regolata dalla legge della causalità universale (il karman).
La struttura del tempo non è lineare, ma ciclica. L’ universo si muove secondo una legge circolare in cui tutto ritorna. Questo influisce sulla condizione umana: il Karman è l’eterno ciclo in cui si alternano vita e morte (Samsara).

2) Il ciclo dell’eterno ritorno esiste solo perché l’uomo è offuscato dal velo di Maya, dall’illusione generata dall’ignoranza (avidya). Infatti, è l’uomo stesso che nutre e supporta il Samsara con la sua ignoranza che si manifesta nell’adesione e nella valorizzazione dell’illusione.

3) Al di là dell’illusione, esiste una realtà assoluta: l’essere puro, l’assoluto. Nel mondo Occidentale, questo è stato riconosciuto per la prima volta da Parmenide e si identifica con l’Uno metafisico. In Oriente viene detto (Atman) che rappresenta proprio l’unità, l’incondizionato, l’assoluto, la trascendenza, l’immortalità.

4) A cosa serve lo yoga? Lo scopo dello yoga è la riunificazione con il Sé assoluto, con l’essere. Per conquistare la liberazione (moksa) lo yogin deve morire come uomo intrappolato nel Karman e rinasce come illuminato: il Nirvana (utilizzando una terminologia cara al Buddhismo) consiste proprio nella unione con l’assoluto (infatti il termine yoga significa “Unione”). In buona parte della mistica yoga, questo assoluto è stato identificato con Dio (Icvara). Bisogna precisare però che – non necessariamente – l’Essere coincide con Dio. Nello yoga ortodosso originario, Icvara stesso era diverso dall’Atman. Ciò nonostante, Egli viveva nella contemplazione statica di se stesso nell’Atman. Dunque, in questo caso, lo yogin non tende all’unione con Dio, ma alla sua imitazione, in quanto vorrebbe raggiungere lo stesso stato in cui si trova Dio stesso. Oltre le sfumature, le coppie di concetti “imitazione di Dio” / “unione con Dio” e “Dio = Atman” / “Dio puro spirito contemplatore di se stesso nell’Atman”, sono molto simili.

Riassumendo lo yoga dà al fedele le tecniche, le pratiche, gli insegnamenti e i comandamenti per raggiungere l’unione con un’altra forma di realtà, quella assoluta e immateriale.

La filosofia yoga ha origine circa tre millenni fa, ed il Buddhismo – di molto successivo – è una corrente religiosa – filosofica che ha ereditato molte pratiche e idee dello yoga. Gli stessi maestri di Siddharta erano Yogin. Successivamente, lo stesso Buddhismo ha influenzato lo yoga ortodosso.
Riassumendo,abbiamo visto che lo yoga ha una funzione soteriologia: l’uomo si può salvare solo mediante la conoscenza della npensieri.it/index.php/npensiero/verita/" title="verità” target=”_blank”>verità e la pratica che questa verità ispira ed impone. Liberarsi equivale a conquistare un altro piano di esistenza, ad unirsi con l’Essere, abbandonando la condizione umana (puro divenire). Lo yoga implica dunque il distacco dal mondo, dalla materia e la rinascita in un mondo che è immateriale, essere e puro spirito. Come abbiamo già detto, nelle varie correnti yoga questo Essere assoluto è stato interpretato spesso come Dio, ma non lo è necessariamente. In ogni caso, per lo Yogin esiste Dio e può avere due diverse forme: o coincide con l’Atman (l’Essere) oppure ne partecipa essendo lo spirito più puro. Per generalità, nel resto della trattazione continuerò a chiamarlo Essere, Atman o Assoluto.

La prima grande opera indiana che descrive e sistematizza le tecniche dello yoga è lo Yoga Sutra (Aforismi sullo Yoga), redatto da Patanjali, che raccoglie 185 aforismi. Gli studi tradizionali indiani identificavano Patanjali con l’omonimo grammatico vissuto nel III secolo a.C. ma studi filologici più moderni hanno postdatato la redazione dell’opera ad un’epoca presumibilmente altomedievale.
Patanjali non è l’inventore dello yoga. Egli ha solo messo per iscritto ciò che veniva tramandato oralmente e mediante gli insegnamenti fin dall’antichità.
Vediamo più da vicino qual’è il percorso dello Yogin. Dal nostro punto di vista,questa via potrebbe sembrare eccessivamente dura e dolorosa. Egli deve cominciare abbandonando il mondo profano e tutto quello che ad esso appartiene: la famiglia la società, i beni materiali, gli affetti. In questo modo, libero da ogni legame con il mondo, lo yogin si affida alla guida di un maestro Guru che, da quel momento in poi, diviene suo padre spirituale.

Lo Yoga ultima modifica: venerdì,1 maggio 18:28, 2009 da nabladue
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