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	<title>Comments on: LEZIONE DI ETICA: IL TEOREMA DI PITAGORA</title>
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	<description>Pensieri di filosofia,scienza,matematica,vita,religione e società</description>
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		<title>By: Pina</title>
		<link>http://www.npensieri.it/index.php/filosofia/filosofi/lezione-di-etica-il-teorema-di-pitagora/comment-page-1/#comment-24781</link>
		<dc:creator>Pina</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Jul 2008 13:22:45 +0000</pubDate>
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		<description>Cominceró dall´alfa perché questo blog merita . Il primo anno di filosofia,il mio professore diceva continuamente :
&quot; il bene é l frutto della sapienza
il male é il frutto dell´ignoranza.&quot;
Non ricordo bene se citasse qualcuno o fossero sue parole.
Ogni volta che rimembro questa frase,non so perché ma penso contemporaneamente ad Andreotti.
Allo stesso modo a Platone che dopo aver teorizzato concetti come democrazia e Repubblica,rinunció di fatto a cariche pubbliche.
Suo il &quot; é piú facile convincere un tiranno ,che le masse&quot;.
Non so se sono andata fuori tema ma quando sento parlare di etica,poi finisco sempre col parlare di politica.
Buona giornata.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Cominceró dall´alfa perché questo blog merita . Il primo anno di filosofia,il mio professore diceva continuamente :<br />
&#8221; il bene é l frutto della sapienza<br />
il male é il frutto dell´ignoranza.&#8221;<br />
Non ricordo bene se citasse qualcuno o fossero sue parole.<br />
Ogni volta che rimembro questa frase,non so perché ma penso contemporaneamente ad Andreotti.<br />
Allo stesso modo a Platone che dopo aver teorizzato concetti come democrazia e Repubblica,rinunció di fatto a cariche pubbliche.<br />
Suo il &#8221; é piú facile convincere un tiranno ,che le masse&#8221;.<br />
Non so se sono andata fuori tema ma quando sento parlare di etica,poi finisco sempre col parlare di politica.<br />
Buona giornata.</p>
]]></content:encoded>
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	<item>
		<title>By: ashley97</title>
		<link>http://www.npensieri.it/index.php/filosofia/filosofi/lezione-di-etica-il-teorema-di-pitagora/comment-page-1/#comment-23507</link>
		<dc:creator>ashley97</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Jul 2008 15:33:57 +0000</pubDate>
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		<description>bellissimo il tuo blog hai msn mi dai il tuo contatto??</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>bellissimo il tuo blog hai msn mi dai il tuo contatto??</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: nabladue</title>
		<link>http://www.npensieri.it/index.php/filosofia/filosofi/lezione-di-etica-il-teorema-di-pitagora/comment-page-1/#comment-23306</link>
		<dc:creator>nabladue</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Jun 2008 18:38:25 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao Vittorio, anche se il post è vecchi, l&#039;argomento è sempre attuale.
Io penso che la discussione si sia  sviluppata in questi termini (a cui anche tu hai accennato): partire da un intellettualismo etico per poi capire che la sola ragione non basta, e che quindi richiede l&#039;appello a questa strana, ma reale e potente forza, che è la volontà. In concreto ciò che distingueva Socrate da un bruto, era sì la ragione, ma in modo più determinante era il carattere di Socrate:egli era un uomo di buona volontà e sapeva ben ragionare proprio perchè la sua volontà era indirizzata verso il Bene. In un ribaltamento delle tesi platoniche, non è la ragione che ci fa trovare il Bene (da cui tutto deriva) , ma è la volontà che, se buona (o orientata correttamente ) si dirige verso il Bene.
ciao</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Vittorio, anche se il post è vecchi, l&#8217;argomento è sempre attuale.<br />
Io penso che la discussione si sia  sviluppata in questi termini (a cui anche tu hai accennato): partire da un intellettualismo etico per poi capire che la sola ragione non basta, e che quindi richiede l&#8217;appello a questa strana, ma reale e potente forza, che è la volontà. In concreto ciò che distingueva Socrate da un bruto, era sì la ragione, ma in modo più determinante era il carattere di Socrate:egli era un uomo di buona volontà e sapeva ben ragionare proprio perchè la sua volontà era indirizzata verso il Bene. In un ribaltamento delle tesi platoniche, non è la ragione che ci fa trovare il Bene (da cui tutto deriva) , ma è la volontà che, se buona (o orientata correttamente ) si dirige verso il Bene.<br />
ciao</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Vittorio</title>
		<link>http://www.npensieri.it/index.php/filosofia/filosofi/lezione-di-etica-il-teorema-di-pitagora/comment-page-1/#comment-23274</link>
		<dc:creator>Vittorio</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Jun 2008 10:57:59 +0000</pubDate>
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		<description>Forse nn è cosi&#039; utile tentare di discutere un post inserito più di un anno prima ed in tal caso me ne scusi il lettore. 
Cmq credo dapprima convenga distinguere due definizioni di sentimento, e spero renda il discorso + chiaro: in un primo caso ci riferiamo al senso di &quot;piacere&quot;, x un cibo gradito, una ventata di aria fresca, eccetera; nel secondo caso il sentimento di &quot;bontà&quot;, verso il prossimo, gli oppressi, di &quot;finalità&quot; o altro: ebbene, se è chiaro che nel primo caso parliamo di un dato &quot;impulso&quot; che giunge alle cellule nervose e cosi&#039; genera una sensazione di piacere alieno dall&#039;esprimere giudizi o volontà (possiamo quindi escluderlo da questo problema di &quot;etica&quot;), nel secondo caso (esempio: sentimento di &quot;bontà&quot; verso il prossimo) trattasi di una serie di connessioni di cellule celebrali e nn so che altro, quindi simili a quelle che ci permettono di pronunciare giudizi ma tanto + semplici e, nel complesso, di + breve durata tanto da apparirci di natura diversa, &quot;intuitive&quot; appunto. Di queste ci possiamo servire utilmente quando si richiede una &quot;risposta&quot; immediata (stiamo x essere investiti, ustionati, ecc..): il &quot;difetto&quot; possiamo dire, seppure in modo piuttosto improprio, rispetto a quello che indichiamo come &quot;ragionamento&quot; proprio o &quot;logico&quot; sta nella minore numero di connessioni, capacità di reagire a dati, impulsi, ottenuti dall&#039;esterno = minore capacità di considerare fattori reali, quindi, ne deriva, di dedurre a partire da quelli cio&#039; che è inerente alla realtà. Se allora parliamo di una (nn esatta) grande differenza &quot;quantitativa&quot; o &quot;di grado&quot; tra la &quot;sensazione&quot; e la &quot;logica&quot;, x quale motivo un problema, inerente x altro un concetto di grande &quot;estensione&quot;, dovrebbe riguardare il &quot;grado minore&quot; (la sensazione)? Notiamo infatti, ad esemio, che sebbene &quot;inconsciamente&quot; la pietà verso un simile che vediamo sofferente può consistere (grossolanamente, e me ne scuso) in questo: essere vivente a me simile = me, soffre - soffrire = male ecce,ecc (nn continuo x puro senso del ridicolo). Se poi ci soffermiamo su di esso, consideriamo + &quot;logicamente&quot; cause, entità, conseguenza del proprio dolore. Altro è, come è gia stato detto nei precedenti commenti il  comportamento di date menti considerate, come dire, superiori alla media: se nn ci appare che questi abbiano &quot;eticamente&quot; agito in modo proporzionale al proprio sapere &quot;tecnico&quot; si consideri che gli stessi avrebbero potuto essere &quot;ignoranti&quot; di altri fatti, problemi, + o - etici (in alternativa siamo noi a sbagliare, nn attribuendogli una buona condotta, forse poichè sono &quot;sbagliati&quot; i nostri principi etici). Diremo poi che le questioni etiche sono cosi &quot;generali&quot; da nn poter essere (ancora ?) formalizzate, cosicchè, a dispetto di quanto avviene nelle scienze esatte, nn è possibile affermare un&#039; idea come universalmente valida - se ordinassimo le seguenti &quot;scienze&quot; dalla più esatta e via decrescendo diremmo: matematica, fisica, storia, etica (mi scuso ancora x l&#039;esempio banale). Riguardo alla volontà, sostengo (ma la questione è forse irrisoria) possa essere una definizione  piuttosto &quot;impropria&quot;: secondo la formula dell&#039; &quot;intellettualismo etico&quot; al quale ci rifacciamo, ognuno decide di agire (o no) secondo in proprio pensiero - ognuno fa cio che ritiene il proprio bene, la volontà, in questo caso, è un concetto &quot;piatto&quot; o del quale si potrebbe forse fare a meno. Potremmo utilizzare il termine x indicare una condotta + o - improntata all&#039;azione, ma questo è iun altro paio di maniche.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Forse nn è cosi&#8217; utile tentare di discutere un post inserito più di un anno prima ed in tal caso me ne scusi il lettore.<br />
Cmq credo dapprima convenga distinguere due definizioni di sentimento, e spero renda il discorso + chiaro: in un primo caso ci riferiamo al senso di &#8220;piacere&#8221;, x un cibo gradito, una ventata di aria fresca, eccetera; nel secondo caso il sentimento di &#8220;bontà&#8221;, verso il prossimo, gli oppressi, di &#8220;finalità&#8221; o altro: ebbene, se è chiaro che nel primo caso parliamo di un dato &#8220;impulso&#8221; che giunge alle cellule nervose e cosi&#8217; genera una sensazione di piacere alieno dall&#8217;esprimere giudizi o volontà (possiamo quindi escluderlo da questo problema di &#8220;etica&#8221;), nel secondo caso (esempio: sentimento di &#8220;bontà&#8221; verso il prossimo) trattasi di una serie di connessioni di cellule celebrali e nn so che altro, quindi simili a quelle che ci permettono di pronunciare giudizi ma tanto + semplici e, nel complesso, di + breve durata tanto da apparirci di natura diversa, &#8220;intuitive&#8221; appunto. Di queste ci possiamo servire utilmente quando si richiede una &#8220;risposta&#8221; immediata (stiamo x essere investiti, ustionati, ecc..): il &#8220;difetto&#8221; possiamo dire, seppure in modo piuttosto improprio, rispetto a quello che indichiamo come &#8220;ragionamento&#8221; proprio o &#8220;logico&#8221; sta nella minore numero di connessioni, capacità di reagire a dati, impulsi, ottenuti dall&#8217;esterno = minore capacità di considerare fattori reali, quindi, ne deriva, di dedurre a partire da quelli cio&#8217; che è inerente alla realtà. Se allora parliamo di una (nn esatta) grande differenza &#8220;quantitativa&#8221; o &#8220;di grado&#8221; tra la &#8220;sensazione&#8221; e la &#8220;logica&#8221;, x quale motivo un problema, inerente x altro un concetto di grande &#8220;estensione&#8221;, dovrebbe riguardare il &#8220;grado minore&#8221; (la sensazione)? Notiamo infatti, ad esemio, che sebbene &#8220;inconsciamente&#8221; la pietà verso un simile che vediamo sofferente può consistere (grossolanamente, e me ne scuso) in questo: essere vivente a me simile = me, soffre &#8211; soffrire = male ecce,ecc (nn continuo x puro senso del ridicolo). Se poi ci soffermiamo su di esso, consideriamo + &#8220;logicamente&#8221; cause, entità, conseguenza del proprio dolore. Altro è, come è gia stato detto nei precedenti commenti il  comportamento di date menti considerate, come dire, superiori alla media: se nn ci appare che questi abbiano &#8220;eticamente&#8221; agito in modo proporzionale al proprio sapere &#8220;tecnico&#8221; si consideri che gli stessi avrebbero potuto essere &#8220;ignoranti&#8221; di altri fatti, problemi, + o &#8211; etici (in alternativa siamo noi a sbagliare, nn attribuendogli una buona condotta, forse poichè sono &#8220;sbagliati&#8221; i nostri principi etici). Diremo poi che le questioni etiche sono cosi &#8220;generali&#8221; da nn poter essere (ancora ?) formalizzate, cosicchè, a dispetto di quanto avviene nelle scienze esatte, nn è possibile affermare un&#8217; idea come universalmente valida &#8211; se ordinassimo le seguenti &#8220;scienze&#8221; dalla più esatta e via decrescendo diremmo: matematica, fisica, storia, etica (mi scuso ancora x l&#8217;esempio banale). Riguardo alla volontà, sostengo (ma la questione è forse irrisoria) possa essere una definizione  piuttosto &#8220;impropria&#8221;: secondo la formula dell&#8217; &#8220;intellettualismo etico&#8221; al quale ci rifacciamo, ognuno decide di agire (o no) secondo in proprio pensiero &#8211; ognuno fa cio che ritiene il proprio bene, la volontà, in questo caso, è un concetto &#8220;piatto&#8221; o del quale si potrebbe forse fare a meno. Potremmo utilizzare il termine x indicare una condotta + o &#8211; improntata all&#8217;azione, ma questo è iun altro paio di maniche.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: Pensieri &#187; Odifreddi - parte 2</title>
		<link>http://www.npensieri.it/index.php/filosofia/filosofi/lezione-di-etica-il-teorema-di-pitagora/comment-page-1/#comment-3984</link>
		<dc:creator>Pensieri &#187; Odifreddi - parte 2</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Oct 2007 19:23:51 +0000</pubDate>
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		<description>[...] che quando ho iniziato il blog mi scrisse “Dì la verità, sei figlio di Piergiorgio Odifreddi! :DD”, quindi qualcosa che ci accomuna l’abbiamo; anche se io non sono capace come lui, ma solo un [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] che quando ho iniziato il blog mi scrisse “Dì la verità, sei figlio di Piergiorgio Odifreddi! <img src='http://www.npensieri.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> D”, quindi qualcosa che ci accomuna l’abbiamo; anche se io non sono capace come lui, ma solo un [...]</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: nabladue</title>
		<link>http://www.npensieri.it/index.php/filosofia/filosofi/lezione-di-etica-il-teorema-di-pitagora/comment-page-1/#comment-687</link>
		<dc:creator>nabladue</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Jan 2007 22:13:01 +0000</pubDate>
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		<description>?caroziggy: sono felice che tu abbia apprezzato e letto i commenti, era un post a cui tenevo particolarmente...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>?caroziggy: sono felice che tu abbia apprezzato e letto i commenti, era un post a cui tenevo particolarmente&#8230;</p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: caroziggy</title>
		<link>http://www.npensieri.it/index.php/filosofia/filosofi/lezione-di-etica-il-teorema-di-pitagora/comment-page-1/#comment-686</link>
		<dc:creator>caroziggy</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Jan 2007 18:11:01 +0000</pubDate>
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		<description>Quanti ricordi il tuo nick ... e come mi piace la tua lezione di etica!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Quanti ricordi il tuo nick &#8230; e come mi piace la tua lezione di etica!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: 1cherub</title>
		<link>http://www.npensieri.it/index.php/filosofia/filosofi/lezione-di-etica-il-teorema-di-pitagora/comment-page-1/#comment-685</link>
		<dc:creator>1cherub</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Jan 2007 16:19:01 +0000</pubDate>
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		<description>Lo credo anche io, che il punto d&#039;incontro ci sia, anche eprchè deve esserci se no almeno uno di noi si sta prendendo in giro e non credo sia il caso.&lt;br /&gt;Al termine del mio primo commento ho detto che la logica,che a questo punto usiamo come sinonimo di ragione, non basta da sola, ma per utilizzare un linguagigo matematico, è condizione necessaria ma non sufficiente.&lt;br /&gt;Per il resto, hai detto delle sante parole: è un piacere scambiarsi opinioni che speriamo non rimangano solo dei bei ragionamenti.&lt;br /&gt;a presto</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Lo credo anche io, che il punto d&#8217;incontro ci sia, anche eprchè deve esserci se no almeno uno di noi si sta prendendo in giro e non credo sia il caso.<br />
<br />Al termine del mio primo commento ho detto che la logica,che a questo punto usiamo come sinonimo di ragione, non basta da sola, ma per utilizzare un linguagigo matematico, è condizione necessaria ma non sufficiente.<br />
<br />Per il resto, hai detto delle sante parole: è un piacere scambiarsi opinioni che speriamo non rimangano solo dei bei ragionamenti.<br />
<br />a presto</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: nabladue</title>
		<link>http://www.npensieri.it/index.php/filosofia/filosofi/lezione-di-etica-il-teorema-di-pitagora/comment-page-1/#comment-684</link>
		<dc:creator>nabladue</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Jan 2007 07:41:01 +0000</pubDate>
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		<description>?1Cherub: dai che non siamo lontani da un punto d’incontro. &lt;br /&gt;Volevo solo fare una precisazione. La logica è una scienza con un ben determinato ambito applicativo con le sue regole e un suo contenuto formale che non sempre si adatta a tutti i campi. Io parlo di ragione, ragionamento, cosa stiamo facendo in questa discussione?&lt;br /&gt;Proprio quello. &lt;br /&gt;Se ad esempio, in noi prevalesse una passione come l’ira, non arriveremmo mai ad un risultato corretto e costruttivo ma inizieremmo ad insultarci e magari, se fossimo dal vivo anche a picchiarci (per fortuna siamo dietro il pc). Se prevalesse  un sentimento di prevaricazione, ognuno cercherebbe imporre la propria idea senza ascoltare quella dell’altro. Se avessimo paura di offendere l’altro, nessuno tenterebbe di esprimere le proprie idee. Invece passioni al servizio della ragione ci permettono di portare avanti questo bel confronto, che non sarebbe possibile qualora una passione prevalesse sulle altre e sulla ragione stessa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;se la ragione fosse (piuttosto che il direttore d&#039;orchestra), il capitano di una nave, quale dovrebbe essere la sua bussola?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questo caso (e nel caso di Costanzo) ritengo  che intervenga un terzo fattore: la volontà. Cosa determina la volontà? Probabilmente è una cosa innata, quello che fa tendere ciascuno di noi a quello per cui siamo nati: Platone per filosofare, Einstein per la fisica, Costanzo per fare lo scemo arricchendosi.&lt;br /&gt;Grazie ciao</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>?1Cherub: dai che non siamo lontani da un punto d’incontro.<br />
<br />Volevo solo fare una precisazione. La logica è una scienza con un ben determinato ambito applicativo con le sue regole e un suo contenuto formale che non sempre si adatta a tutti i campi. Io parlo di ragione, ragionamento, cosa stiamo facendo in questa discussione?<br />
<br />Proprio quello.<br />
<br />Se ad esempio, in noi prevalesse una passione come l’ira, non arriveremmo mai ad un risultato corretto e costruttivo ma inizieremmo ad insultarci e magari, se fossimo dal vivo anche a picchiarci (per fortuna siamo dietro il pc). Se prevalesse  un sentimento di prevaricazione, ognuno cercherebbe imporre la propria idea senza ascoltare quella dell’altro. Se avessimo paura di offendere l’altro, nessuno tenterebbe di esprimere le proprie idee. Invece passioni al servizio della ragione ci permettono di portare avanti questo bel confronto, che non sarebbe possibile qualora una passione prevalesse sulle altre e sulla ragione stessa.</p>
<p>se la ragione fosse (piuttosto che il direttore d&#8217;orchestra), il capitano di una nave, quale dovrebbe essere la sua bussola?</p>
<p>In questo caso (e nel caso di Costanzo) ritengo  che intervenga un terzo fattore: la volontà. Cosa determina la volontà? Probabilmente è una cosa innata, quello che fa tendere ciascuno di noi a quello per cui siamo nati: Platone per filosofare, Einstein per la fisica, Costanzo per fare lo scemo arricchendosi.<br />
<br />Grazie ciao</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: wilcoyote</title>
		<link>http://www.npensieri.it/index.php/filosofia/filosofi/lezione-di-etica-il-teorema-di-pitagora/comment-page-1/#comment-683</link>
		<dc:creator>wilcoyote</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jan 2007 14:53:01 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">wp-splinder:http://nabladue.splinder.com/post/10395028#comment-683</guid>
		<description>Infatti, &quot;ragione pura&quot; è un concetto metafisico, ovvero, nel mio modo di sentire, poco sensato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Credo che l&#039;uso della ragione in ambito etico vada al di là di un meccanico discernimento di quello che è stupido e quello che non lo è.&lt;br /&gt;Il ragionamento etico più profondo sarà difficilmente distinguibile da quello che intendiamo per &quot;bontà&quot;.&lt;br /&gt;Infatti, l&#039;impiego dell&#039;intelletto per interesse, per piegare gli altri al proprio volere implica il sottovalutare il prossimo e l&#039;accettazione di metodi coercitivi che hanno a che vedere più con la legge della giungla che con Platone.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le emozioni sono importanti. Nella mia esistenza, fondamentali. La ragione può (e deve) guidarli verso un&#039;etica di bontà, che viene prima della &quot;giustizia&quot;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L&#039;avidità, l&#039;interesse smodato appartengono al &quot;regno&quot; delle emozioni, il loro sopravvento sulla ragione genera logiche perverse.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ciao.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Infatti, &#8220;ragione pura&#8221; è un concetto metafisico, ovvero, nel mio modo di sentire, poco sensato.</p>
<p>Credo che l&#8217;uso della ragione in ambito etico vada al di là di un meccanico discernimento di quello che è stupido e quello che non lo è.<br />
<br />Il ragionamento etico più profondo sarà difficilmente distinguibile da quello che intendiamo per &#8220;bontà&#8221;.<br />
<br />Infatti, l&#8217;impiego dell&#8217;intelletto per interesse, per piegare gli altri al proprio volere implica il sottovalutare il prossimo e l&#8217;accettazione di metodi coercitivi che hanno a che vedere più con la legge della giungla che con Platone.</p>
<p>Le emozioni sono importanti. Nella mia esistenza, fondamentali. La ragione può (e deve) guidarli verso un&#8217;etica di bontà, che viene prima della &#8220;giustizia&#8221;.</p>
<p>L&#8217;avidità, l&#8217;interesse smodato appartengono al &#8220;regno&#8221; delle emozioni, il loro sopravvento sulla ragione genera logiche perverse.</p>
<p>ciao.</p>
]]></content:encoded>
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