Socrate“Io non vado intorno facendo nient’altro se non cercare di persuadere voi, e più giovani e più vecchi, che non dei corpi, dovete prendervi cura, né delle ricchezze né di nessuna altra cosa prima e con maggiore impegno che non dell’anima in modo che diventi buona il più possibile, sostenendo che la virtù non nasce dalle ricchezze, ma che dalla virtù stessa nascono le ricchezze e tutti gli altri beni per gli uomini, e in privato e in pubblico”

Indice

  1. Introduzione al pensiero di Socrate
  2. La vita di Socrate
  3. Il messaggio di Socrate e la condanna
  4. La morte di Socrate
  5. Etica socratica
  6. Socrate ascetico?
  7. Ironia Socratica
  8. Aporia socratica
  9. Il “che cosa è?” di Socrate
  10. Socrate e l’arte
  11. Socrate e Santippe
  12. Brevi pensieri di Socrate

La filosofia di Socrate

Provate a prendere un’enciclopedia di filosofia organizzata per autori, in cui ogni volume è dedicato ad un filosofo. Mettete i libri impalati uno sull’altro in ordine cronologico ascendente.
Togliete Kant, la torre si sbilancia.
Togliete Aristotele, qualche libro cadrà.
Provate a togliere Platone: gran parte dei mattoni scivoleranno via.
Togliete Socrate: vedrete che, irrimediabilmente, tutta la torre crollerà e non rimarranno che macerie. Socrate è il pilastro della filosofia occidentale. L’impatto di Socrate sulla filosofia e sul pensiero umano è paragonabile a quello che ha avuto Gesù Cristo sulla religione.
Nonostante la sua importanza, la ricostruzione del pensiero e della vita di Socrate ha creato non pochi problemi agli storici della filosofia. In primis, perché Socrate non ha lasciato nulla di scritto. Il suo insegnamento è stato orale. Nonostante ciò, è riuscito a lasciare un’impronta indelebile nel pensiero, nella cultura e nella storia dell’Occidente.

La scelta di affidarsi alla sola oralità è dovuta sia a motivazioni storiche che ad una scelta filosofica. Siamo in un’epoca (V-IV a.c.) di passaggio tra la tra una tradizione culturale orale ed una tradizione scritta, che s’imporrà definitivamente con i sofisti e con Platone (anche se la scrittura di Platone è simile al discorso orale).
Dunque la scelta di Socrate si va a contrapporre ad una tendenza che, nella sua epoca, si stava affermando.
Perché Socrate pensa che l’oralità si adatti di più alla filosofia?

Il metodo socratico, a differenza di quello dei sofisti, si basava sul confronto dialettico. La verità non può essere esposta, come in un trattato, ma nasce da un dal confronto. Nessuno possiede la verità ma, collaborano, dialogando, possiamo inseguirla.
Coloro che scrivono, sicuri delle proprie idee, discorsi persuasivi e ripetitivi, lo fanno per convincere e non per amore del vero.
Socrate contrappone alla retorica(l’arte della persuasione) dei sofisti, il dialogo maieutico e dialettico (sviluppato successivamente da Platone, che ne farà uno dei punti cardine della sua filosofia). Egli critica la fissità della scrittura, quell’immagina che sembra viva, ma che in realtà non può parlare. Una volta scritto, il discorso ha sempre bisogno del supporto dell’autore per essere compreso e difeso. Come potrebbero i defunti proteggere le loro idee dalle cattive interpretazioni dei dotti?
Come potrebbero difenderli da quelli che hanno bisogna della carta scarabocchiata da altri per dare vita al loro pensiero così poco originale? La scrittura rischia di formare ombre di sapienti e non sapienti veri.
Pensate a Gesù e Buddha: anche loro non hanno scritto nulla. Sono i loro discepoli (a volte nemmeno contemporanei) che hanno sentito il bisogno di scrivere. Ma la scrittura da strumento di diffusione delle idee del maestro, rischia di diventare dogma. Inoltre l’insegnamento scritto può perdere la sua vena spirituale per rimanere puramente intellettuale.
È importante capire che questi grandissimi maestri non miravano a creare dei dotti, ma a costruire degli uomini.
L’interesse principale di Socrate è etico e umano, non scientifico. Anche se Socrate ha dato un notevole contributo alla scienza, sarebbe un grave errore pensare che i suoi ragionamenti abbiano come fine la costruzione di una scienza esatta (è banale capire che i tempi non erano maturi per la costruzione di una scienza rigorosa). Per lui “molte sono le cose meravigliose, ma nessuna più meravigliosa dell’uomo” (Sofocle). Il suo interesse centrale è l’uomo e non la natura.
Che la sua grandezza sia andata ad intaccare tanti altri ambiti del sapere è un corollario, non l’intento principale (o comunque frutto dell’enorme curiosità caratteristica di persone come Socrate). Non avere questo in mente, e tentare di sistematizzare sul piano scientifico il pensiero socratico significa non averlo compreso.
Il suo messaggio si riferisce al singolo uomo, non alle masse; ad una precisa collocazione geografica, non al mondo intero; ad un preciso intervallo temporale, non all’eternità; ma paradossalmente, proprio questa sua specificità lo rende eterno ed immortale.

Socrate ultima modifica: venerdì,6 giugno 17:22, 2008 da nabladue
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