Gli artisti greci non davano ai volti espressioni particolari. L’artista non riproduceva mai la forma del naso, le rughe della fronte, l’epressività del volto. I volti delle statue greche non tradiscono mai un sentimento ben definito. Questi maestri di arte si valsero del corpo e dei suoi movimenti per esprimere quelli che Socrate aveva chiamato “i travagli dell’anima“. Il gioco dei lineamenti e l’espressività avrebbero guastato la regolarità lineare della testa. La bellezza e l’armoniosità del corpo rischiava di perdersi nei tratti del volto. Invece lo scopo principale degli artisti era, in relazione al Conosci te stesso di Socrate, quello di cogliere il moto dell’anima. Successivamente impararono ad accordare i lineamenti e l’espressività del viso, senza distruggere l’armonia e la bellezza della figura.

Socrate e l’arte ultima modifica: venerdì,13 giugno 00:37, 2008 da nabladue
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