Siamo in Grecia, nel IV secolo a.c. Un gruppo di studenti, tra cui Aristotele, assistono ad una lezione di etica. Tutti gli studenti rimangono sorpresi, nonché delusi: si parla di aritmetica e geometria.
Inizialmente pensano di aver sbagliato corso, increduli e sbigottiti continuano ad ascoltare.
“…i discorsi sul bene nel loro significato logico e ontologico si devono cogliere attraverso calcoli, misurazioni e rapporti Matematici”
Viene ribaltata la concezione tradizionale per cui l’etica, il vivere bene, si coglie attraverso la morale. Quale morale?
La morale religiosa, accettata per fede? La morale personale e quindi frammentaria,espressione del singolo e dunque tante morali tutte diverse ed in contrasto tra loro?
No, morale intesa come corretto modo di pensare, come ragionamento.
Non fede cieca in qualcosa di superiore lontano da noi ed inafferrabile, non assenza di morale e non più conflitto di milioni di morali.
Attraverso il ragionamento corretto, indipendentemente dal metodo utilizzato si arriva alla stessa soluzione.
Un’ etica che risolve i problemi quando si presentano, che non ha bisogno di leggi scritte ed imposizioni.
Se si riesce a tradurre la realtà in termini di misure e calcoli, si dovrebbe riuscire a farlo (o quanto meno tentare) anche per il Bene, che è non qualcosa di opinabile o imposto, ma è ottenuto attraverso il ragionamento ed il metodo corretto.
Se anche oggi, per molte persone il cervello e l’intelletto sono un peso, difficile da sopportare,
e la libertà di pensiero, a volte porta all’isolamento ed alla solitudine, in una società che ci obbliga
ad abbracciare e condividere il pensiero di qualcun altro, a comprare quello di cui non avremmo
bisogno, ad apprezzare quello che in realtà non ci piace, questo Maestro tanto fuori tema poi non era…

LEZIONE DI ETICA: IL TEOREMA DI PITAGORA ultima modifica: sabato,30 dicembre 12:56, 2006 da nabladue
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