Io sto con Siddharta: il nostro saggio amico d’Oriente, che una volta disse: «Le parole non fanno bene al senso segreto: ogni cosa diventa subito un po’ diversa, un po’ falsata, un po’ strampalata anzi, eppur questo è bene, anche con questo sono d’accordo, ciò che per un uomo è tesoro e saggezza, per l’altro ha sempre un tono di stoltezza»
Hermann Hesse “Il pellegrinaggio in Oriente”

La parola è infetta. Che fare? L’impossibilità per il Buddhismo di determinare la trama ontica (dell’essere) porta alla completa sospensione del giudizio in ambito filosofico speculativo: la filosofia dev’essere azione non parola.
Tutta la dottrina è incentrata sul raggiungimento di uno stato di imperturbabilità. Ma non basta. Ciò che si vuole è l’annullamento dei desideri e quindi della volontà che diventa nolontà, il non volere è il Nirvana: la liberazione da ogni sofferenza.
Semplicemente: il nulla che diventa realtà.
Quando si raggiunge lo stato di nolontà, il nulla viene ribaltato e diventa l’universo con tutti i sui astri.
Il cammino è duro, molti potrebbero considerarlo folle.

Non sono qui per dare giudizi di sorta, ma per illustrare. Penso solo che dietro tutto questo ci sia la consapevolezza che l’unico modo in cui, questo strano animale che è l’uomo, non possa nuocere, è annullarsi. Se scaviamo a fondo nella storia e nella vita, non dovrebbe sembrarci un discorso completamente campato per aria.

Dall’altra parte del mondo, quello Occidentale, si arriva a considerazione opposte: la parola è Dio stesso.

In principio era il Verbo,
il Verbo era presso Dio
e il Verbo era Dio.
Egli era in principio presso Dio:

La traduzione ufficiale della Chiesa cattolica della parola di Dio è la seguente:

In principio, c’era colui che è “la Parola”.
Egli era con Dio,
Egli era Dio.
Egli era al principio con Dio.

Istanza opposta a quella Buddhista: “la parola” è fondamentale. E’ ciò che esiste da sempre, prima che il mondo fosse creato. Il logos viene a collidere con la stessa esistenza divina, è essenza divina, quindi anche Dio si esprime con le parole. Come sappiamo Gesù è la parola di Dio scesa in terra.

Due parole anche le mie solo per dare spunti di riflessione: il il linguaggio è ingannevole o è uno strumento della verità?

Possiamo far coincidere l’inizio della civiltà umana con l’emissione di un suono articolato che non esprimesse comportamenti codificati (come avviene negli animali)? In altri termini la civiltà umana è figlia e frutto del linguaggio?

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Parola:inganno o salvezza? ultima modifica: martedì,21 agosto 12:37, 2007 da nabladue
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