Le due forme economiche della società del nostro secolo sono arrivate al collasso: da una parte c’è stato il crollo del comunismo e la disgregazione dell’unione Sovietica, dalla parte opposta il capitalismo sta implodendo su se stesso. La crisi attuale negli Stati Uniti e negli stati democratici moderni sembra più una la crisi di un sistema nel suo complesso che un fenomeno temporaneo.
Entrambe le ideologie sono arrivare al loro limite estremo.

Nel Capitalismo, la Mano Invisibile è una metafora creata da Adam Smith per rappresentare la Provvidenza (in qualche modo immanente), grazie alla quale nel libero mercato, la ricerca egoistica del proprio interesse gioverebbe tendenzialmente all’interesse dell’intera società e mirerebbe a trasformare quelli che costituiscono “vizi privati” in “pubbliche virtù”.

Prima di tutto si è scoperto che non esiste il libero mercato in quanto esso presupporrebbe due fattori di base:

1) Assenza d’asimmetria informativa. L’asimmetria informativa è una condizione in cui un’informazione non è condivisa integralmente fra gli individui facenti parte del processo economico, dunque una parte degli agenti interessati ha maggiori informazioni rispetto al resto dei partecipanti e può trarre un vantaggio da questa configurazione.

2) Concorrenza perfetta. In un regime di concorrenza perfetta tutti gli operatori hanno le stesse possibilità, in quanto non è possibile, per gli imprenditori, fissare il prezzo di vendita dei beni che producono, i quali prezzi derivano esclusivamente dall’incontro della domanda e dell’offerta.

Entrambi questi fattori non esistono nel mercato reale. In aggiunta bisogna considerare molti elementi di disuguaglianza e discriminazione sociale o di clientelismo e corruzione che non consentono la creazione di un sistema meritocratico che si basi solo sulla reale capacità degli operatori di imporsi in un libero mercato.
I “vizi privati” potrebbero trasformarsi in “pubbliche virtù”, se la ricerca egoistica dell’interesse personale avesse una sorta di freno dettato dal buon senso. In realtà l’uomo è spesso guidato da una folle, cieca e omnidirezionale sete di possesso e di potenza che non può essere placata in alcun modo.

Nel Comunismo, con “dittatura del proletariato” o “dittatura rivoluzionaria del proletariato” Marx intese una misura politica temporanea e necessaria per la transizione al comunismo compiuto, una fase dove il potere proletario avesse avuto modo di agire liberamente nel riorganizzare i rapporti di proprietà e di produzione della società capitalista, con necessari interventi dispotici qualora la situazione lo avesse richiesto (espropriazione della proprietà fondiaria, requisizioni di siti produttivi ecc.). Una fase di “poteri straordinari” transitoria che sarebbe cessata una volta raggiunte le condizioni necessarie per la gestione comunista della società.

Questa è la teoria, ma nella pratica, una volta che i rivoluzionari prendono il potere, tendono ad instaurare una loro dittatura che diventa essa stessa regime di oppressione, prevaricazione e dominio.
Il Comunismo parte dal presupposto che vorremmo essere tutti uguali, ma non vuole guardare in faccia la realtà: c’è sempre qualcuno che vuole essere più uguale degli altri. C’è sempre qualcuno che tenta di prendere il potere anche se, a parole, dichiara di essere un compagno comunista. Il problema è che dal punto di vista politico non può esistere un organismo super partes che redistribuisce equamente le ricchezze senza arricchirsi esso stesso.
L’anarchia, per quanto detto sopra, non è neanche da prendere in considerazione, perché si ridurrebbe ad una guerra di tutti contro tutti, in cui gli oppressori si scontrerebbero tra di loro per controllare gli oppressi.

Seppur queste due ideologie sono agli opposti e, si sono duramente combattute, il motivo del loro fallimento è lo stesso: non hanno considerato come è fatta la psiche umana.

Le spinte irrazionali, l’egoismo smisurato, la volontà di potenza e le parti oscure dell’ animo umano, hanno il sopravvento su qualsiasi sistema logico-razionale concepibile.

La fine del Comunismo e del Capitalismo ultima modifica: lunedì,11 gennaio 09:33, 2016 da nabladue
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