Comprendere la realtà e accettarla così com’è o tentare di cambiarla per renderla simile a come la immaginiamo idealmente nella nostra testa?
Questa domanda ha senso sia per il singolo individuo sia per l’umanità intera. Per gli utopici la realtà può migliorare senza limiti, fino a divenire perfetta. Se nel presente non si vive in un mondo ideale è solo perché c’è un potere occulto o palese che non lo vuole.

Gli utopisti sono in grado di descrivere il processo di trasformazione che porterebbe la società ad essere un posto giusto e bello da vivere per tutti. Quasi sempre la realizzazione dell’utopia richiede un rivoluzione culturale, sociale, politica e militare. Fino ad oggi tutte le “utopie” sono fallite. Esse sono state di tipo religioso, filosofico, politico, sociale ma nessuna di esse ha realizzato il mondo perfetto. L’escatologia cristiana, il marxismo, la rivoluzione francese, i nazionalismi, la filosofia politica di Platone sono tutte ideologie accomunate dalla comune credenza di realizzare un società felice (o quantomeno giusta) per tutti quelli che ne fanno parte.

Sicuramente hanno portato dei cambiamenti e delle trasformazioni profonde nella società ma non sono ancora riuscite a portare il paradiso sulla terra.
A Tommaso Moro si deve la creazione del termine e la pubblicazione nel 1516 dell’opera “L’Utopia”. Nella lingua inglese è presente un gioco di parole. Eutopia (buon luogo) e outopia (nessun luogo) hanno la stessa pronuncia e quindi Moro ha dato al temine il doppio significato di utopia (luogo bello ed irraggiungibile).

I teorici delle utopie credono di poter conoscere perfettamente ciò che è bene e male in assoluto e cosa bisogna attuare per realizzare praticamente ciò che trasformerebbe l’intero mondo in un luogo in cui sia presente solo benessere, pace e felicità per tutti.
Quasi tutte le utopie prevedono una rottura più o meno forte con la tradizione e un processo rivoluzionario atto a smantellare il vecchio sistema per realizzarne uno nuovo. L’utopia, in quanto portatrice di una verità assoluta e in quanto capace di definire e creare l’uomo perfetto, non tollera anomalie e differenziazioni rispetto ai dettami dell’ideologia. Nella società utopica perfetta tutti devo adeguarsi e uniformarsi all’Ideologia.

Potrà mai realizzarsi in concreto un’Utopia?

Prima di rispondere a questa domanda bisognerebbe rispondere alla seguente:

Chi può avere una conoscenza assoluta dell’uomo e del mondo tale da definire e delineare una società perfetta?

Ammesso che possa essere definita in linea teorica, nel mondo reale, ad ogni azione corrisponde una reazione. Non c’è nessun atto che non provochi una reazione in qualche punto anche remoto nel tempo e nello spazio.
Ogni cambiamento viene bilanciato da un altro cambiamento e il risultato non è solo positivo né tantomeno è completamente prevedibile.
Così come il cristianesimo ha portato all’inquisizione, il comunismo alla dittatura, il nazionalismo al nazifascismo, la rivoluzione francese al regime del terrore e alla dittatura napoleonica, ogni rivoluzione, pur partendo con le migliori intenzioni e i più sublimi ideali, potrebbe avere effetti negativi, non prevedibili e non controllabili.

In secondo luogo, non ha senso credere in un società perfetta per tutti, poiché il paradiso per una persona potrebbe essere l’inferno dell’altra. Detto in termini utopistici la tua utopia potrebbe diventare la mia distopia.

Utopia ultima modifica: lunedì,5 ottobre 11:05, 2015 da nabladue
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