geometria iperbolica

“La vita è un’ombra” – afferma Shakespeare. Se si vive in modo inconsapevole questa è una legge eterna a cui non si può sfuggire. Questo mondo illusorio, a cui l’uomo appartiene non solo per costrizione, ma anche per libera scelta, non è l’unica condizione possibile. Qualcosa può sempre accadere, se abbiamo il coraggio di uscire dalla caverna delle illusioni per aprire gli occhi alla vera essenza del mondo e della vita.

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Socrate e l’arte

Gli artisti greci non davano ai volti espressioni particolari. L’artista non riproduceva mai la forma del naso, le rughe della fronte, l’epressività del volto. I volti delle statue greche non tradiscono mai un sentimento ben definito. Questi maestri si valsero del corpo e dei suoi movimenti per esprimere quelli che Socrate aveva chiamato “i travagli dell’anima“. Il gioco dei lineamenti e l’espressività avrebbero guastato la regolarità lineare della testa. La bellezza e l’armoniosità del corpo rischiava di perdersi nei tratti del volto. Invece lo scopo principale degli artisti era, in relazione al conosci te stesso di Socrate, quello di cogliere il moto dell’anima.
Successivamente impararono ad accordare i lineamenti e l’espressività del viso, senza distruggere l’armonia e la bellezza della figura.

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