Qualche giorno fa ero da poco arrivato in ufficio ed ero nella fase di risveglio cerebrale. Stavo prendendo il caffè con due colleghe quando, una di loro inizia:
“sono stata molto male i giorni prima di capodanno”
“ cosa ti è successo?”
Saddam
(Io ho pensato, forse erano parenti)
Non faccio in tempo a finire di pensare che l’altra collega inizia ad urlare:
“quel dittatore!io sono stata felice…”
Da quel momento in poi si è aperto un dibattito, con scambi di opinioni ed offese che sembrava non dovesse più finire.
Nel frattempo le mie colleghe, democratiche fino in fondo, cercavano di portarmi ognuna dalla loro parte, mentre io già da un pezzo non ero più con loro. Ancora una volta la mia propensione per la speculazione era giunta in mio aiuto e, invece di dare quelle conferme che loro cercavano, ho cominciato a pormi altre domande:

  1. Perché i paesi europei, che sono entrati in guerra, si sono in un secondo momento posti il problema della pena di morte? Che differenza c’è tra pena di morte e guerra? Forse la pena di morte colpisce l’individuo, la guerra un popolo?
  2. Ha senso parlare di pena di morte in una guerra?
  3. Il capitano di una nave non dovrebbe avere la responsabilità di seguire il destino della sua nave in qualsiasi caso, anche qualora affondasse?
  4. Perché non lasciare che un popolo scriva la sua storia?
  5. I dittatori sanguinari hanno bisogno di commiserazione?
  6. Perché non ho mai visto un articolo in prima pagina sul Tibet?
  7. Perché nessuno parla mai di piccole popolazioni africane che vengono relegate a vivere da altri stati sovrani in luoghi dove non hanno alcuna speranza di sopravvivere?
  8. Ha senso parlare di leggi in uno stato in cui c’è una guerra civile?
  9. Quanto il dibattito sulla pena di morte ha reso questa morte più “notiziabile” di quello che in realtà era?
  10. L’ autodetermininazione di un popolo ha bisogno di spargimento di sangue? Non lo so, ma finora non è mai successo il contrario.
  11. Sono evitabili le guerre tra stati? Non lo so, ma finora non è mai successo il contrario.

La guerra è l’espressione peggiore dell’uomo? Sì, di questo sono sicuro.

Dibattiti Mattutini ultima modifica: sabato,6 gennaio 10:49, 2007 da nabladue
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