geometria iperbolica

“La vita è un’ombra” – afferma Shakespeare. Se si vive in modo inconsapevole questa è una legge eterna a cui non si può sfuggire. Questo mondo illusorio, a cui l’uomo appartiene non solo per costrizione, ma anche per libera scelta, non è l’unica condizione possibile. Qualcosa può sempre accadere, se abbiamo il coraggio di uscire dalla caverna delle illusioni per aprire gli occhi alla vera essenza del mondo e della vita.

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Yoga

Indice

  1. Introduzione allo yoga
  2. Filosofia Yoga
  3. Ashtanga Yoga
  4. Yoga e mente
  5. La mente non sei tu

Introduzione alla filosofia Yoga

Lo Yoga è uno tra i 6 sistemi filosofico-religiosi ortodossi tollerati dall’Induismo.

Tutte le filosofie Yoga condividono quattro componenti essenziali:

1) Il Cosmo e la vita dell’uomo è regolata dalla legge della causalità universale (karman).
La struttura del tempo non è lineare, ma ciclica. L’Universo si muove secondo una legge circolare in cui tutto ritorna. Questo influisce sulla condizione umana: il Karman, per l’uomo, s’identifica con l’eterno ciclo in cui si alternano vita e morte (Samsara).

2) Il ciclo dell’eterno ritorno esiste solo perché l’uomo è offuscato dal velo di Maya, dall’illusione generata dall’ignoranza (avidya). Infatti, è l’uomo stesso che nutre e supporta il Samsara con la sua ignoranza che si manifesta nell’adesione e nella valorizzazione dell’illusione.

3) Al di là dell’illusione,esiste una realtà assoluta: l’essere puro, l’assoluto. Nel mondo Occidentale,questo è stato riconosciuto per la prima volta da Parmenide e si identifica con l’Uno metafisico. In Oriente viene detto (Atman) che rappresenta proprio l’unità, l’incondizionato,l’assoluto,la trascendenza,l’immortalità.

4) Lo scopo dello Yoga è la riunificazione con il Sé assoluto, con l’essere. Per conquistare la liberazione (moksa) lo Yogin deve morire come uomo intrappolato nel Karman e rinasce come illuminato:il Nirvana consiste proprio nella unione con l’assoluto (infatti il termine Yoga significa “Unione”). In buona parte della mistica Yoga, questo assoluto è stato identificato con Dio (Icvara). Bisogna precisare però che – non necessariamente – l’Essere coincide con Dio. Nello Yoga ortodosso originario, Icvara stesso era diverso dall’Atman. Ciò nonostante, Egli viveva nella contemplazione statica di se stesso nell’Atman. Dunque, in questo caso, lo Yogin non tende all’unione con Dio, ma all’imitazione di Dio, in quanto vorrebbe raggiungere lo stesso stato in cui si trova Dio stesso. Oltre le sfumature, le coppie di concetti “imitazione di Dio” / “unione con Dio” e “Dio = Atman” / “Dio puro spirito contemplatore di se stesso nell’Atman”, sono molto simili.

A questo punto iniziamo con una domanda banale, ma fondamentale: a cosa serve lo Yoga?
Lo Yoga dà al fedele le tecniche, le pratiche,gli insegnamenti e i comandamenti per raggiungere il Nirvana.
La filosofia Yoga ha origine circa tre millenni fa, ed il Buddhismo – di molto successivo – è una corrente religiosa – filosofica che ha ereditato molte pratiche e idee dello Yoga. Gli stessi maestri di Siddharta erano Yogin. Successivamente, lo stesso Buddhismo ha influenzato lo Yoga ortodosso.
Riassumendo,abbiamo visto che lo Yoga ha una funzione soteriologia: l’uomo si può salvare solo mediante la conoscenza della verità e la pratica che questa verità ispira ed impone. Liberarsi equivale a conquistare un altro piano di esistenza, ad unirsi con l’Essere, abbandonando la condizione umana (puro divenire). Lo Yoga implica dunque il distacco dal mondo, dalla materia e la rinascita in un mondo che è immateriale, essere e puro spirito. Come abbiamo già detto,nelle varie correnti Yoga questo Essere assoluto è stato interpretato spesso come Dio, ma non lo è necessariamente. In ogni caso, per lo Yogin esiste Dio che, o coincide con l’Atman (l’Essere) oppure ne partecipa essendo lo spirito più puro. Per generalità, nel resto della trattazione continuerò a chiamarlo Essere, Atman o Assoluto.
La prima grande opera indiana che descrive e sistematizza le tecniche dello Yoga è lo Yoga Sutra (Aforismi sullo Yoga), redatto da Patanjali, che raccoglie 185 aforismi. Gli studi tradizionali indiani identificavano Patanjali con l’omonimo grammatico vissuto nel III secolo a.C. ma studi filologici più moderni hanno postdatato la redazione dell’opera ad un’epoca presumibilmente altomedievale.
Patanjali non è l’inventore dello Yoga. Egli ha solo messo per iscritto ciò che veniva tramandato oralmente e mediante gli insegnamenti fin dall’antichità.
Vediamo più da vicino qual’è il percorso dello Yogin.Dal nostro punto di vista,questa via potrebbe sembrare eccessivamente dura e dolorosa. Egli deve cominciare abbandonando il mondo profano e tutto quello che ad esso appartiene: la famiglia la società, i beni materiali, gli affetti. In questo modo, libero da ogni legame con il mondo, lo yogin si affida alla guida di un maestro Guru, che da quel momento in poi, diviene suo padre spirituale.
Insisto sul fatto che intraprendere il cammino della liberazione significa morire a questa vita, per rinascere in un’altra forma di esistenza. Lo Yoga è quindi una religione, perché comporta una fede in una ben determinata credenza metafisica. Esso viene definito anche darcana (visione, punto di vista) perché lo Yogin vede il mondo sotto una prospettiva diversa rispetto da quelle del profano che vive nell’illusione del Karman. Dal punto di vista filosofico, lo Yoga deriva dalla filosofia Shamkhya. La differenza è che mentre nella filosofia Shamkhya per ottenere l’illuminazione, e quindi la liberazione, è sufficiente la comprensione intellettuale, nello Yoga questo non basta: la comprensione intellettuale è uno dei vari aspetti del percorso yogico.
Secondo il Shamkya, dunque per ottenere la liberazione bisogna conseguire la Gnosi, la conoscenza della verità metafisica che regola l’Universo. La sola conoscenza porta alla salvezza. Lo Yoga, invece, attribuisce molta importanza alle tecniche meditative, alle pratiche fisiche, all’alimentazione ai riti di purificazione,alla respirazione, alla legge morale.Un’altra differenza tra il Shamkhya e lo Yogin è che il primo è ateo, il secondo crede nell’esistenza di Dio (Icvara).In sostanza, lo Yoga unisce la tradizione metafisica della filosofia Sahmkhya con le antiche pratiche meditative indiane.

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