geometria iperbolica

“La vita è un’ombra” – afferma Shakespeare. Se si vive in modo inconsapevole questa è una legge eterna a cui non si può sfuggire. Questo mondo illusorio, a cui l’uomo appartiene non solo per costrizione, ma anche per libera scelta, non è l’unica condizione possibile. Qualcosa può sempre accadere, se abbiamo il coraggio di uscire dalla caverna delle illusioni per aprire gli occhi alla vera essenza del mondo e della vita.

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Yoga e mente

Nella filosofia yoga si dice che la mente è un grande servitore, ma una pessima padrona. Lo Yoga identifica cinque stati della coscienza che sono legati al controllo della mente:

1) Instabile;
2) Confusa, oscura;
3) Stabile ed instabile;
4) Fissata su un solo punto;
5) Completamente frenata. In sanscrito si esprime l’essenza dello yoga con la definizione Yogas cittavrttinirodha (pronuncia “yogash cittavrittinirod-hah”) che viene spesso tradotto con “lo yoga è la cessazione delle fluttuazioni mentali”.

Le prime due modalità sono comuni a tutti gli uomini che non hanno alcun controllo sulla loro mente. Il terzo stadio si ottiene con la concentrazione intellettuale. Gli stati mentali più instabili sono quelli che provocano più dolore e sofferenza. In questa condizione, la mente è un fardello e non una preziosa gemma da custodire. Nel terzo stadio iniziamo a farla lavorare come dovrebbe: siamo noi che prendiamo le redini e lei inizia a servirci. La mente si focalizza sull’attività intellettuale e ciò consente di fermare temporaneamente il flusso delle onde che la agitano. Gli ultimi due stadi sono propri dello yoga più elevato. La concentrazione su un solo punto permette di iniziare ad essere completamente padroni della propria mente. Ci si concentra su un solo pensiero, oscurando tutti gli altri pensieri. È come se avessi una rete piena di pesci e ne prendessi uno solo, guardandolo attentamente. Nell’ultima forma si ha il perfetto distacco dalla mente e tutti i pensieri possono essere osservati senza il minimo coinvolgimento personale fino a che svaniranno spontaneamente. A questo punto, la nostra compagna sarà completamente libera e svuotata, anche se la persona è cosciente e presente a se stessa. La mente addomesticata è come la superficie piatta di un lago che non è agitata dal vento che dall’esterno soffia impetuoso.

“Come il fabbro raddrizza una freccia, così il saggio governa i suoi pensieri, per loro natura instabili, irrequieti e difficili da controllare. I pensieri fremono e si dibattono come pesci tolti alla loro dimora liquida e gettati sulla terraferma. La padronanza della propria mente, ribelle, capricciosa e vagabonda è la via verso la felicità”
Dhammapada

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