E’ una bella donna. Mi scappa. Non riesco mai a guardarla per più di pochi istanti.
Il suo fascino è talmente forte che l’unico modo di resisterle, è non averla mai vista.
Ama sia gli uomini che le donne, ma non ama farsi trovare. Chi la vede una sola volta, non può che continuare a cercarla per tutta la vita.
E’ sempre nuda, ma essendo una donna casta e sfuggente, si nasconde.
Mai pensare che, una volta trovata, lei resterà lì. Fedele. Al nostro fianco.
Inizierà a correre ancora più velocemente, si nasconderà più astutamente, ci confonderà maliziosamente. Per amarla ci vuole coraggio, impegno, fatica. E’ stata amante del dubbio, della fede e della ragione, ma nessuno la soddisfa a pieno.
Forse solo quando tutti decideranno di amarla, accettando di condividerla, si concederà definitivamente.
Alla parola preferisce l’azione, non ama chi parla solo per parlare, né chi lo fa per convincere. Amica del sacrificio e della sofferenza, solo loro possono sussurrarci dove si nasconde.
C’è chi dice che non esiste e chi crede di averla tutta per sé.
Molti combattono per lei: filosofi, poeti, scienziati, mistici i suoi più accaniti inseguitori.
Pronti a lottare tra loro pur di avere le sue grazie. Solo per poterla osservare, da lontano, senza disturbarla.
Il suo nome è Alètheia e, come fa notare Heiddeger, significa “Non nascondere”.
La verità non solo non è certa, ma è qualcosa che si cela; e tende a sfuggire. Questo non significa affatto che non esiste ma, essendo qualcosa che sfugge, dev’essere cercata e inseguita.

Eccola lì. Sulla sinistra.

calunnia

Con la “Calunnia”, viene recuperato da Botticelli il significato del periodo classico. Nella parte centrale del dipinto, il Livore stringe il polso della Calunnia che trascina indifferente una povera vittima al cospetto del Re, affiancato dal Sopetto e dall’Ignoranza. Nello stesso tempo, Invidia e Frode si prendono cura dei capelli della Calunnia.
Sulla sinistra la verità è nuda, sembra che nessuno la veda. Solo il Rimorso non può ignorarla.
Aggiungo: solo la Giustizia può difenderla.

I suoi amanti: La ragione.

I matematici ed i logici di inizio secolo si sono affannati nella ricerca di un sistema coerente che potesse portare a delle Verità inconfutabili ed inattaccabili dal punto di vista razionale. Con grande delusione, le ricerche hanno portato alla conclusione che tale sistema non può esistere. Questo non significa che sia tutto da buttare: tutti oggi fruiamo delle innovazioni tecnologiche che nascono dalle scoperte e verità scientifiche. Verità con la v minuscola, ottenute applicando un metodo rigoroso, noioso e tedioso, ma che conduce a risultati riproducibili e prevedibili.
Ma la parola chiave della possibilità di applicare le verità scientifiche alla realtà del mondo è : approssimazione. La scienza diventa tecnica l’idealità diventa realtà, la verità approssimazione di se stessa. Il problema è che le verità scientifiche riguardano solo la natura, non la natura umana.
Ci sono domande a cui la scienza non può e non so se potrà mai rispondere.
Non solo la scienza anche la ragione stessa è limitata, nel suo cercare di oltrepassare i suoi confini, ne rimane comunque intrappolata:

“La ragione umana viene afflitta da domande che non può respingere, perché
le sono assegnate dalla natura della ragione stessa, e a cui però non può
neanche dare risposta, perché esse superano ogni capacità della ragione
umana. (Kant)”

Tutta la filosofia kantiana è racchiusa in queste poche parole. Istituire il tribunale della ragione per cercare di indagare il suo operato, per mettere in evidenza le operazioni illecite, ma anche per cercare di spingerla fino al confine delle sue capacità.

La fede

In un’ interessante intervista del 1988, Adorno confronta la parola greca con quella latina Veritas, che ha tutt’altro significato all’origine: deriva infatti da fede.
“Nel nostro ambito latino, veritas è un termine che proviene dalla zona balcanica e dalla zona slava, e vuol dire tutt’altro che verità. Vuol dire, in origine, “fede”; fede nel significato più ampio della parola, tant’è vero che in russo ad esempio vara vuol dire fede.”
Una parola due significati molto lontani. Infatti mentre nel caso greco il concetto stesso di verità implica incertezza e ricerca, nel caso latino la verità diventa certezza e valore da difendere.
La Veritas comporta la perdita di un elemento fondamentale: il Logos. Il dialogo perde importanza: ognuno sbrodola la propria verità e, chi ha fede la abbraccia, chi è contro, la combatte.
Il confronto non ha lo scopo di trovare una verità, ma quello di far prevalere una Verità sull’altra.
La fede acritica è imprudente ed inopportuna.
Abbiamo già visto che la parola nasce come distorsione del pensiero. La parola tramandata è distorsione della distorsione del pensiero. La parola scritta è distorsione della distorsione della distorsione del pensiero. E l’interpretazione? La traduzione?
E l’ambiguità del codice? Le aporie del messaggio?
Fede sì, ma solo per l’ultimo passo. Fin dove possiamo arrivare, camminiamo con le nostre gambe. Ognuno sia responsabile delle sue azioni, non ripariamo i nostri cattivi comportamenti dietro lo scudo della fede. Ama il prossimo tuo come te stesso. Basta. Che c’è da aggiungere?
Forse Ama te stesso, perché oggi non è poi così scontato. Quindi una sola fede, una sola parola, un solo Dio: Amore. Tutto il resto è interesse terreno. (facile da dire, quasi impossibile da realizzare).

La verità ultima modifica: martedì,11 settembre 23:19, 2007 da nabladue
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