Avevamo concluso il post sui neutrini con il seguente dilemma: Zichichi o Odifreddi (fede o scienza )?

Nessuno dei due, grazie.

Voglio essere più impertinente del matematico impertinente, che ritiene di essere impertinente in quanto libero pensatore.

Se Zichichi è dogmatico in quanto uomo di chiesa, mi sembra che Odifeddi cada egli stesso nella trappola del dogmatismo e dei preconcetti: quella trappola in cui non conta nè il dialogo nè il cercare una verità, ma dove confutare e prevalere sulle idee altrui diventa lo scopo.

Zichichi è un dogmatico della fede, mentre Odifreddi lo è per la scienza e per il materialismo.

Il professor Odifreddi è pronto a banalizzare e mistificare il pensiero dei filosofi, pur di far apparire la scienza e la matematica superiori rispetto alla fede. La storia ha già mietuto molte vittime tra crociate e anticrociate, dogmatismi e prese di posizione intransigenti e aprioristiche. Quando il fine è quello di prevalere e non la ricerca della verità, integrando pezzi di verità altrui, non si cresce ma si rimane nel conflitto. L’unica via è quella del dialogo.

I teologi cristiani hanno dato molto alla filosofia, hanno permesso di superare i limiti in cui si era chiusa la filosofia greca: quelli della ragione. I concetti di volontà e di libero arbitrio, la riconciliazione tra anima e corpo, la possibilità per tutti di raggiungere la beatitudine che, in precedenza, era a mero appannaggio di filosofi e pensatori. Per fare un esempio, senza nulla togliere alla grandezza di Aristotele, egli riteneva che i lavoratori fossero solamente dei mezzi per consentire ai filosofi di raggiungere la felicità attraverso il pensiero. Per di più il filosofo considerava le donne e gli stranieri non degni di filosofare. Per essere coerente, non criticherò Aristotele, prenderò quello che ci ha dato (tantissimo) e mi affiderò a Tommaso D’Aquino (teologo e filosofo cristiano) per superare quei limiti che Aristotele aveva in alcuni dei suoi pensieri.

In filosofia, oltre ad enfatizzare le discrepanze tra i filosofi mettendoli l’uno contro l’altro, bisognerebbe trovare i punti di contatto tra i diversi pensieri: leggere tutta la filosofia come un’ unica evoluzione del pensiero umano indipendentemente dalle epoche e dalle personalità che compongono il mosaico. Nessuno ha sbagliato, nessuno ha detto tutta la verità: bisogna cogliere un po’ di verità da ognuno, senza abbracciare dogmaticamente il pensiero dell’uno o dell’altro.

Il Prof. Odifreddi chiude i suoi spettacoli con la frase : non esistono verità assolute, ma non è questa una verità assoluta?
Il relativismo non può funzionare, già è stato ampiamente dimostrato, anziché distruggere un dogma ne crea tanti.

La verità esiste e, secondo me, va trovata insieme. Il problema è porla come fine, altrimenti ricadiamo nella sofistica e nella persuasione, di cui la nostra società è una vittima illustre.

Per par condicio parlerò anche di Zichichi.

“Non esiste alcuna scoperta scientifica che possa essere usata al fine di mettere in dubbio o di negare l’esistenza di Dio”.
Il mio accordo con Zichichi si ferma qui.

Egli scrisse: “Perchè io credo in colui che ha fatto il mondo”. Allora credi e non violentare la ragione. Se credere è un atto di fede, ti basta quello. L’esistenza di Dio può essere oggetto di congettura (non dal punto di vista matematico ovviamente) della ragione. Ma non ha senso cercare di dimostrare l’esistenza di un Dio particolare: quello dei cristiani, quello degli indiani, quello che ha i propri servitori e servitori in terra.
Aristotele ha dato la prima dimostrazione rigorosa dell’esistenza di Dio. I teologi cristiani l’ hanno resa ancora più rigorosa ma, secondo me, falliscono quando cercano di dimostrare l’esistenza del Loro Dio che è un’ esperienza particolare e non un “Universale”. In ogni caso non esiste una dimostrazione logica inconfutabile sull’esistenza di Dio.

E ancora “Non siamo arrivati fino a qui con la scienza atea.”
In questo caso il professore sminuisce quello che la chiesa a fatto agli scienziati nel corso dei secoli e portando dalla parte della Chiesa persino Galileo Galilei.

Il pezzo forte del pensiero del Professor Zichichi è la su critica all’evoluzionismo di Darwin. Ma non tanto la sua critica, quanto la motivazione con cui confuta questa teoria: non ci sono dimostrazioni matematiche. Sfortunatamente la matematica non è entrata pienamente a far parte di tutte le scienze. Invito Zichichi ad indicarmi degli articoli di biologia o medicina con rigorose dimostrazioni matematiche. In ogni caso, se seguissimo il suo ragionamento, dovremmo buttare buona parte della biologia e della medicina. Se non dovessimo dimostrare matematicamente l’esistenza di Dio, signica che non esisterebbe? Se credere è un atto di fede cosa perché combattere la teoria dell’evoluzionismo?

Il pensiero non va violentato per cercare una conciliazione con le Scritture. Se l’obiettivo è difendere le proprie idee e persuadere non ci muoviamo ma si torna indietro, al massimo si sta fermi così come lo sono Odifreddi e Zichichi nelle loro roccaforti.

Il singolo non si può avvicinare alla verità, ma il pensiero umano nel suo complesso forse sì. Sarò utopistico, ma datevi la mano ed iniziate a collaborare…

Zichichi o Odifreddi (fede o scienza)? questo è il dilemma. ultima modifica: martedì,27 febbraio 18:08, 2007 da nabladue
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