Scrivere gli toglieva l’anima. Era come mettere un punto nella sua vita.
Dopo che lo aveva fatto, si doveva prendere una pausa, togliere di dosso quel senso di vuoto che gli lasciava: come se l’inchiostro portasse via qualcosa di lui. Tornare alla vita, alzare gli occhi, staccare la penna dal foglio. Sì, dal foglio; perché i pensieri per lui scorrevano meglio su un foglio, rispetto al ritmo martellante della tastiera: tutti i tasti hanno lo stesso suono, sempre uguale: non lo poteva sopportare.
Per lui la scrittura era ritmo, armonia, fluire. Sentire lo scorrere della penna sul foglio, lasciarla scivolare, bloccarsi. Sentire che la penna non scivola più, per poi riprendere la sua corsa, facendosi trascinare dai suoi pensieri. Quel foglio ora ha una parte di lui. Scrivere era un modo per poter sbagliare: la vita non glielo permetteva. Era come togliersi di dosso qualcosa, qualcosa che era dentro e che sarebbe dovuto uscire.
Amare,conoscere,sentire.
Sogni. Forse solo sogni.
Aveva amato e odiato e poi amato e poi odiato, mille volte: aveva preferito il tumulto alla rassegnazione, il corpo all’anima, la certezza alla ricerca, la guerra all’indifferenza; poi la pace, la liberazione.
La vita che riprende, la vita che quel foglio gli aveva preso, gliel’ha restituita molto più bella.
La giusta maniera di procedere da sé o di essere condotti da un altro nelle cose d’amore è questa:prendendo le mosse dalle cose belle di quaggiù, al fine di raggiungere il Bello, salire sempre di più,come procedendo per gradini, da un solo corpo bello a due, e da due a tutti i corpi belli, e da tutti i corpi belli alle belle attività umane, e da queste alle belle conoscenze, e dalle conoscenze procedere fino a che non si pervenga a quella conoscenza che è conoscenza di null’altro se non del Bello stesso, e così, giungendo al termine, conoscere ciò che è il bello in sé.(5)
a presto…






Oh bella, o bello, credevo che il percorso fosse a ritroso, da una cosa bella a chi l’ha permessa, l’ha inventata, l’ha fatta. Da lì è più facile ripetere il percorso con altri o altro. Dallo stupore a chi ha permesso di stupirsi.
Be’, non credo ci sia un percorso privilegiato: il pensiero di Platone è conforme alla sua teoria delle idee, raggiungibili con un processo iterativo (probabilmente a infiniti gradini).
La cosa implica un’oggettività del bello, almeno in un inaccessibile mondo ideale, in qualche modo riconosciuto, “ricordato” dall’osservatore.
Una visione incorporata anche in qualche aspetto della teologia cristiana.
Per altri il bello può essere una soggettività ampiamente condivisa (penso alla musica: quella indiana, ad esempio, contiene suoni alieni alle nostre orecchie, ma non ha senso dire che è “brutta”), un affare fra l’oggetto e il soggetto della percezione.
Per la mia sensibilità, il pensiero sullo scrivere è più bello di quello di Platone, tocca piacevolmente il non razionale che è l’altra metà del mio essere.
Grazie per queste parole, Nabla.
Ciao.
Quoto Wil . Forse è l’anelito di tutti , scoprire ciò che è il bello in sè. Basterebbe anche riuscire a vedere il bello che è in ciascuno di noi e valorizzarlo per vivere e viversi meglio . Complimenti al Nabla più scrittore che filosofo o matematico , stavolta concedimelo ! Un bacio grande, ciao
Miranda
bellissima questa pagina, e la riflessione sul senso e il valore (anche “in sé”) dello scrivere, e sul mezzo (l’inchiostro) nello specifico. condivido la visione “emozionale” della tastiera che è sempre uguale, mentre così non è per la scrittura “tradizionale”. è per questo che io, quotidianamente, continuo ancora a coltivarla e proteggerla….
un caro abbraccio, nabla!
Non è l’azione (dello scrivere) che conta, ma il fine che la genera. Come sai mi sono espresso anch’io in favore dello scriver su carta e con la penna. Ma oggi vedo le mie dita danzare. Non sento il rumore dei tasti ma la musica dei miei pensieri (talvolta ordinati, più spesso confusi) che attendono il loro turno di divenir verbo scritto. Concordo con Albatros: Una bella pagina.
Un saluto a te e ai passanti (abituali e saltuari).
Il bello e l’amore sono solo maschere della corruzione universale.
Un saluto
factum: qui il salire è il raggiungimento della consapevolezza che il bello può essere in tutte le cose indipendentemente dall’oggetto particolare.
Mi riallaccio a Wil: Platone arriva alla conclusione di saper cogliere il Bello in tutte le cose, cioè saper osservare l’idea del Bello. è proprio l’oggettività che rende il bello universale.
Rimanendo nella soggettività quello che è bello per me, non lo è per te. Invece cogliendo l’oggettività del Bello si riesce a vedere il bello indipendentemente dalle culture e dalle persone.
Miranda: alla fine sono solo un semplice tecnico…
Albatros: carta e penna hanno sempre il loro fascino…
Fumblindog: concordo con te, però carta e penna mi piace molto di più (è una questione personale)…
Antares666: sono maschere del Bene Universale.
Ciao
Il computer e la tastiera non possono di certo trasmettere le stesse emozioni (sì, emozioni) della carta e della penna, quelle per cui puoi scarabocchiare mentre pensi a come codificare i pensieri, puoi cancellare e dare forma alle parole, quelle delle “adolescenziali” pagine di diario, delle lettere per corrispondenza (io le adoro), dei post-it attaccati al frigorifero, dei biglietti lasciati nella tasca di qualcuno per trasmetetre un pensiero carino.
E il bello, platonicamente parlando, è l’iter che l’uomo può intraprendere partendo dalla bellezza di un corpo attraente, per poi passare alla bellezza dell’anima, poi a quella delle istituzioni e delle leggi, per raggiungere la bellezza delle scienze. Ma al vertice c’è la Bellezza in sè, eterna, superiore alla morte e al divenire, oggetto e fine dell’amore, desiderata perchè è il bene che rende felice.
E al di là di Platone, sono sempre stata incuriosita da Plotino, secondo cui il Bello rivela l’Uno e le arti sono portatrici di bellezza perchè non si limitano ad una riproduzione della raltà sensibile, ma rappresentano il mezzo della conoscenza delle forme originarie.
Un saluto sincero, caro Nabla..
Egoisticamente parlando mi dispiace che tu te ne vada (poi tornerai, vero?) ma questo non toglie che io sia contenta per te, per il modo in cui hai gestito questo blog (pensa che nel mio prossimo post volevo citare il tuo blog come un modello da imitare!), per il modo in cui hai saputo trarre spunti da tutti questi dialoghi. Non mi piace fare lodi esageratamente pompose, ma devo ammettere che l’impegno psicologico che hai sempre messo per cercare di trovare le tue risposte mi ha colpita fin dall’inizio. Perciò, ti auguro di continuare la tua ricerca personale nel migliore dei modi possibili. Hai tutta la mia stima.
Sabrina
La parola Bello è indispensabile.
Se una cosa è bella, tutte le esclamazioni che puoi usare (meraviglioso, fantastico, geniale, piacevole) sono solo un surrogato di quella giusta da usare.
Bello è bello.
Basta
#8: volevo precisare che un diario si puo scrivere anche dopo aver superato la fase adolescenziale!!!
Marica: già sai…
CosmicDance: grazie veramente, le tue parole sono molto belle. Sospendo il blog, ma non sparisco da splinder, tempo permettendo, continuerò a visitare e leggere i vostri blog.
Oltre ad avere bisogno di una pausa, il problema è anche il fatto di aver capito il limite delle tecnologie web come strumenti dialogici. Sta nascendo l’ idea di organizzare degli incontri dal vivo, e tenere la scrittura come momento espressivo…vedremo, ma ho comunque bisogno di tempo per riflettere un po’ e continuare la ricerca seguendo temporaneamente altre strade.
Seplasia: come dici tu, bello è bello, non puoi usare altre parole…
Albatros: forse Marica si riferiva al tipo di scrittura…
CiaoCiao
Nabla, sarebbero bellissimi gli incontri dal vivo, ma problematici a causa delle distanze per alcuni soggetti interessati al dibattito
Sicuramente più emotivamente coinvolgenti dell’interazione scritta, che preferisco per una cosa: i maggiori tempi di riflessione concessi.
Sull’onda dell’ispirazione in un’esposizione orale a volte ha la meglio la retorica, solo in un secondo momento si può meditare sui concetti.
Insomma, belli entrambi gli approcci.
Ciao!
Visto che non evapori del tutto, spiego solo che volevo dire che il salire, il raggiungere una consapevolezza, dà un idea di fatica, di qualcosa di oltremodo impossibile, per cui non è come qualcuno ha detto un problema di percorso, ma di invito. La bellezza mi invita ad entrare nelle cose, non a un livello superiore, non per me.
I limiti nel web ci sono, l’umanità è altra cosa, sicuramente è la scelta migliore, il bello del web è che abbatte le distanze, ogni tanto proverò a passare…
Bello è anche il poter passare di qua, e poter leggere parole che raramente trovo altrove…Grazie.
Wil non ti abbandono…
Sì è vero che c’è un maggior tempo di riflessione, ma non si può avere un flusso dialogico.
Nell’ ”about” del blog ho scritto: …non più retorica, ma dialettica.
E a mio giudizio, con tutti i limiti del Web, discussioni dialettiche costruttive le abbiamo fatte, certo dal vivo è un’altra cosa, ma non è tutto da buttar via.
Factum: invito alla ricerca…
Rossana: grazie e benvenuta…
ciao
ed il bello in sè è oltre ogni confine, è fusione col nulla che è pace dell’anima, estasi che si accende nell’accecante fusione di sè con la luce..aldilà di ogni aldiquà
testo che corre e spazia tra filosofia e poesia
molto interessante
Da Vicinosospesi
un caro saluto da linch
ho sempre usato la penna, mi piaceva scrivere su un foglio, i miei pensieri…
ma da quando ho il pc… mi piace. sento i tasti come una musica, un ritmo, i miei pensieri comunque scorrono e il ritmo dei tasti, l’accompagnano. la bellezza delle cose, delle persone è individuale. tutto è bello… basta guardarsi intorno e vicino a te.
Uti
…è il motivo per cui preferisco un vecchio e polveroso libro da toccare,accarezzare,rigirare tra le mani,portandolo con me all’occorrenza,da leggere nella posizione in cui piu’ mi ispira il momento.Da leggere piu’ e piu’ volte.E le ormai obsolete penna e carta che ispirano molto piu’ della tastiera.La sensazione che descrivi la provo quando dipingo i miei animali:ogni sasso un’emozione ed un pezzetto di me che lascio a chi lo preferisce…
Dan Linch: « Il linguaggio è la casa dell’essere. Nella sua dimora abita l’uomo. I pensatori e i poeti sono i custodi di questa dimora. » Martin Heidegger
Ciao Albatros.
Shiras grazie per la comprensione
un altro bacio (sempre puro e casto), ciao amico
La seconda frase mi ha fatto pensare a Joyce…

Buon proseguimento allora!
A presto!
Carissimo Nabla, la tua affermazione denota una grande saggezza. I single non uccidono perché vivono in modo più sano, mentre il matrimonio è in tutto e per tutto innaturale, mostruoso, abominevole.
Un salutone!
A questo punto “presto” mi sembra un eufemismo. Che fine hai fatto?
Midsef ciao! Scuola a parte ho letto poco di Joyce, dovrò approfondire.
Antares non è il matrimonio “innaturale, mostruoso, abominevole”.
Ci sono matrimoni desctritti bene dai tuoi aggettivi , come ci sono matrimoni belli, puri, sinceri (pur con qualche piccola imperfezione che non
autorizza a buttare via tutto quello che c’è di buono: siamo umani), come ci sono matrimoni che hanno entrambe le componenti.
Miglioriamo noi stessi per migliorare quello che facciamo.
Ciao Roby prima o poi si farà…(stavo parlando proprio qualche giorno fa con degli amici/e di quanto sia bello abbraccirsi con affetto tra amici)
Cla, mi sono perso tra mare, letture, amici e ricerca…ma tornerò “presto” …
Ciao A tutti
Riguardo ai matrimoni e ai rapporti amorosi duraturi(non sempre le due cose coincidono)ho un esempio quotidiano davanti agli occhi che mi fa sentire fiduciosa. L’amore trasformato, evoluto e maturo esiste, anche se e vero che molti amori si inginocchiano al termine della fase chimica dell’intera facceda. Caro Nabla, sono passata per farti un saluto e leggo che stai accumulando vita; io devo lavorare molto e non ho tempo per i divertimenti anche se vedo il mare a duecento metri da qui;tuttavia come spesso mi è accaduto le cose migliori si presentano alla mia porta proprio quando non le cerco. Ti mando una carezza,
Bea
Rob e Albatros ci sentiamo presto…
Ciao Bea,
si dice sempre che il tempo voli. Invece in 1 mese (periodo di tempo dalla mia dipartita) nel mio “spazio-tempo” si sono succedute molte esperienze e, come hai detto tu, ho accumulato vita: periodo intenso, insomma. Divertimenti sì, forse un po’ troppi, e come dicevamo qualche tempo fa, mi sento già un po’ “stordito”. Quindi prima di cadere nella valle opposta vorrei assestarmi su un “saggio” equilibrio. Nonostante tutto, sono riuscito a non farmi licenziare ed a portare avanti alcuni buoni propositi (o folli sogni, è lo stesso) che sto cercando di inseguire.
Forse qualcosa vorrebbe già bussare alla tua porta, ma non conosce la strada; lasciati trovare.
Un bacio,
Nabla
In ogni corpo vivente non vedo che vermi, sozzura e corruzione. Nessun matrimonio può essere puro. Puro è solo il rifiuto della fetida biologia. La carogna è un carcere.
Un saluto
Perchè vedi solo come andrà a finire, ma non com’è adesso…