Uno scorpione doveva attraversare il fiume; così non sapendo nuotare, chiese aiuto ad una rana:
– “Per favore, fammi salire sulla tua schiena e portami sull’altra sponda”
La rana rispose: – “Fossi matta! Così appena siamo in acqua mi pungi e mi uccidi!!!”
“Per quale motivo dovrei farlo” incalzò lo scorpione, “Se ti pungo tu muori e io annego!” – rispose lo scorpione.
La rana stette un attimo a pensare, e convintasi della sensatezza dell’obiezione dello scorpione, lo caricò sul dorso e insieme entrarono in acqua.
A metà del tragitto la rana sentì un dolore intenso provenire dalla schiena, e capì di essere stata punta dallo scorpione.
Mentre entrambi stavano per morire la rana chiese all’insano ospite il perché del folle gesto:
– “Perché sono uno scorpione?” – rispose lui – “È la mia natura!” .

Questo breve racconto dal titolo “La rana e lo scorpione” raffigura l’insensatezza delle azioni degli uomini che non hanno alcuna capacità di controllo sulla loro indole.
Ci sono persone che, pur di seguire le proprie convinzioni “naturali”, riescono a distruggere gli altri e ad autodistruggersi.

Seguire la propria natura non è un errore in senso assoluto, ma seguirla nonostante possa portare all’annientamento di noi stessi e all’annichilimento di altre persone non è da uomini. Questo comportamento è più adatto agli animali che sanno semplicemente seguire il proprio istinto. Le azioni degli uomini spesso non sembrano essersi elevate al di sopra della mera logica istintuale.

L’unica differenza tra l’uomo e l’animale è che l’animale è giustificato nella sua cieca obbedienza istintuale, l’uomo ha il dovere di essere qualcosa di più.
La schiena della rana, dove lo scorpione deve “salire” per salvarsi, rappresenta la possibilità dell’evoluzione spirituale. Se riuscirà a domare l’animale malvagio dentro lui, l’uomo potrà attraversare il fiume e abbandonare tutte le zavorre che lo tengono legato ai sui bassi e incontrollati istinti. Eppure, una volta salito sulla zattera dell’evoluzione, in procinto di arrivare sull’altra sponda, l’orgoglio e l’amore per le vecchie abitudini è più forte della consapevolezza dell’errore. Ora è coscio della sua situazione ma, non sapendo abbandonare l’abituale vita animalesca, decide per il suicido e porta con sé anche la rana (cioè il suo maestro interiore o esteriore che sia) che gli aveva dato la possibilità di salvarsi.

La rana e lo scorpione ultima modifica: domenica,30 novembre 16:15, 2014 da nabladue
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