geometria iperbolica

“La vita è un’ombra” – afferma Shakespeare. Se si vive in modo inconsapevole questa è una legge eterna a cui non si può sfuggire. Questo mondo illusorio, a cui l’uomo appartiene non solo per costrizione, ma anche per libera scelta, non è l’unica condizione possibile. Qualcosa può sempre accadere, se abbiamo il coraggio di uscire dalla caverna delle illusioni per aprire gli occhi alla vera essenza del mondo e della vita.

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Macbeth (passi scelti)

Banquo:Spesso,per perderci,le potenze delle tenebre dicono il vero,ci annientano per via di inezie innocenti. Una parola, cugini.
Macbeth: L’orrore del reale è nulla contro l’idea dell’orrore. I miei pensieri, solo virtuali omicidi, scuotono la mia natura di uomo;funzione e immaginazione si mescolano; e nulla è, se non ciò che non è.
Macbeth: Accada quel che accada,il tempo sorvola anche i giorni peggiori.
Malcolm:è morto come chi a lungo ha meditato la morte, e si sbarazza della sua cosa più cara come di un oggetto risibile.
Macbeth: Stelle, spegnetevi! Non rivelate il nero fondo dei miei pensieri. L’occhio non veda ciò che fa la mano. Ma infine avvenga l’atto che, avvenuto, l’occhio inorridirà.
Macbeth: La vita non è altro che un’ombra in cammino; un povero attore che s’agita e pavoneggia per un’ora sul palcoscenico e del quale poi non si sa più nulla. È un racconto narrato da un idiota, pieno di strepito e di furore, e senza alcun significato.
LADY MACBETH (legge una lettera): Esse mi incontrarono il giorno della vittoria; ed io ho appreso dalla più autorevole informazione che in loro è una scienza più che mortale. Nel momento in cui ardevo dal desiderio di interrogarle ancora, si trasformarono in aria, e in essa scomparvero.
Lady Macbeth: Ma è la tua natura che temo:troppo piena del latte dell’umanità per saper scegliere la scorciatoia. Sei ambizioso, tu, vuoi essere grande;ma la malizia ti manca, quello che ardidi avere lo vorresti a mani pulite:vincere a torto, sì, ma senza barare. Oh grande Glamis, tu vorresti qualcuno che ti gridasse: ” Fallo, se lo vuoi!”, poichè la tua natura di agire sovrasta il tuo desiderio di azione. Corri qui presto, ch’io soffi il mio coraggio nel tuo orecchio: la forza della mia lingua annienterà ogni ostacolo fra te e qul cerchio d’oro con cui destino e magia sembrano averti già incoronato.
Lady Macbeth:Oh, il sole non veda quel domani!
Mio Signore, la tua faccia è un libro in cui chiunque può leggere strani pensieri. Per frodare l’ora, prendi l’aspetto dell’ora; stampa il benvenuto nell’occhio, nella mano, sulla lingua; fingi l’innocenza del fiore, ma sii il serpente che vi si appiatta dentro. Ci occuperemo di colui che è in arrivo; metti nelle mie mani l’opera di questa notte, che darà potere a autorità sovrana a tutti i giorni e le notti del nostro futuro.
Lady Macbeth: Rasserena lo sguardo. Un viso turbato indica paura. Il resto, lascialo a me.
Macbeth:
Se fossa una volta fatto, allora
meglio fosse fatto presto. Se il crimine
potesse irretire le sue conseguenze
e dove termina trovare esito; un colpo
che fosse il tutto e la fine del tutto;
qui stesso allora, sul banco di sabbia
che è il tempo, io salterei per lanciarmi
sulla vita a venire. Ma già qui
ci coglie la sentenza : i messaggi
di sangue che inventiamo si ritorcono
sull’inventore. La giustizia imparziale
torce tazza e veleno alle nostre labbra.

Che sprone ha il mio disegno?
L’ambizione, non altro: l’ambizione che da sola,
saltando troppo in alto sulla sella,
si disarciona.