Trinità Induista“Solo lo stolto crede nella staticità e nel principio dell’immodificabilità ”

Indice

  1. Introduzione all’ Induismo
  2. Il sistema religioso induista
  3. Arte e iconografia Induista
  4. Le divinità femminili
  5. Altre divinità

Introduzione all’Induismo

La vita è possibile grazie all’alternarsi degli opposti: gioia e dolore, pienezza e carenza, vita e morte. Anche le divinità non sfuggono a questo principio. L’esistenza è dinamica per l’Induismo, solo lo stolto crede nella staticità e nel principio dell’immodificabilità. Anche le divinità sono mutevoli ed instabili: oggi sono in un modo, domani possono essere nel modo opposto. Così, ad esempio, il dio Shiva che è definito “il distruttore” può avere anche delle manifestazioni benevole. D’altro canto,Visnu, il conservatore benevolo della triade induista, un giorno diventa assetato di sangue e distruzione e solo un’emanazione di Shiva gli impedisce di annientare il mondo. Questa apparente contraddizione deriva dall’idea che le divinità contengano in loro tutte le manifestazioni del creato: l’aspetto divino e demoniaco, il mondo animale e vegetale, il naturale e l’umano,il maschile ed il femminile. Scopo della religione induista è la riconciliazione dei contrari e l’eliminazione del dualismo. La dualità quindi non rappresenta la vera essenza, ma solo l’apparenza del mondo fenomenico. Per questo, anche l’unione sessuale non è condannata,al contrario, l’energia sessuale è una forza centrale in alcune correnti dell’Induismo poiché è permette la riconciliazione dei contrari.
In aggiunta, gli dei non sono onnipotenti, ma anche loro sono sottoposti ad una volontà cosmica superiore.
Le radici del pensiero induista risalgono a migliaia di anni fa. Esso deriva dal Vedismo,dal Brahmanesimo e da credenze popolari autoctone. L’Induismo moderno è il risultato dell’evoluzione – fusioni,assorbimenti e contrasti- tra le credenze dei popoli di diversa etnia che hanno abitato l’India nel corso dei millenni.
I testi sacri più antichi sono i Veda. Il termina Veda significa “sapere”, “conoscenza”, “saggezza”. I Veda sono un’antichissima raccolta di testi sacri dei popoli Arii che invasero, intorno al XX secolo a.C., l’attuale India . Lo scambio culturale tra i Dravidi – gli invasi – e gli Ari – invasori – contribuì alla creazione del sistema dottrinario indiano durante il periodo vedico più antico tra il 2000 a.C. e il 1100 a.C.
I Veda (considerati una rivelazione) sono costituiti dalle 4 Samitha: Rgveda,Samaveda,Yajurveda e Atharvaveda.

Gli Ari erano politeisti e compivano sacrifici agli dei poiché questi erano dipendenti dai loro sacrifici.

Successivamente, grazie ai contatti con le popolazioni autoctone, sorsese nuove forme religiose ispirate a quelle antiche.
Il nascente Induismo diede vita ai seguenti testi (periodo Vedico recente):

Brahmana, commentari alle quattro samitha composti tra il 1100 a.C. e l’800 a.C.;
Aranyaka, testi esoterici riservati agli eremiti delle foreste o comunque recitati al di fuori del contesto dei villaggi, composte tra il 1100 e l’800 a.C.;
Upanisad, opere di ulteriore approfondimento composte tra l’800 e il 500 a.C.;
Sutra e nei Vedanga,opere di codificazione dei riti, composti dal 500 a.C. in poi.
Mahabharata e la Bhagavad Gita (lett. Canto del Divino).

Il Mahabharata è un poema epico (scritto in sanscrito) e corrisponde a quello che hanno rappresentato per la cultura Occidentale l’Iliade e l’Odissea. Sono l’opera letteraria di dimensioni più ampie a livello mondiale di tutti i tempi. La datazione delle vicende narrate è incerta. Alcuni studiosi collocano le vicende tra il 2300 ed il 1400 a.c. mentre la stesura del Mahabharata è collocata tra l’ ottavo ed il quarto secolo a.c.
La celebre Bhagavad Gita è contenuta nel grande poema epico Mahabharata e costituisce un poema epico autonomo. La Bhagavad Gita è considerato l’essenza di tutte le scuole di pensiero induiste; contiene una serie di insegnamenti filosofici e spirituali volti a raggiungere la realizzazione spirituale.
Per chi è interessato, c’è un indirizzo in cui si può acquistare una versione audio della Bhagavad Gita.

Da questa tradizione si sviluppò il Vedanta. Il Vedanta (scritto in sanscrito) è uno dei sei sistemi ortodossi della religione induista indiana, nonché quello che costituisce la base della maggior parte delle scuole moderne dell’Induismo. “Vedanta” significa in sanscrito la “conclusione” (anta) o “summa” dei Veda.

Induismo ultima modifica: lunedì,20 aprile 17:19, 2009 da nabladue
Condividi!










Inviare
More share buttons
Share on Pinterest