Gauss

Non spaventatevi! La formula di Gauss è qui solo per bellezza. Siamo nel 1785 in una classe di terza elementare. Un maestro non ha voglia di fare lezione. Assegna ai ragazzi un compito che spera li terrà impegnati per molto tempo. Sommare tutti i numeri da 1 a 100. Dopo soli 10 minuti uno studente ritiene di aver trovato la soluzione. Il maestro pensando di essere stato preso in giro, era già pronto a picchiare l’allievo (pratica spesso usata allora).
L’alunno afferma: “Il risultato è 5050”
Il maestro ribatte: “5050? ma è giusto…Come hai fatto?
L’ alunno risponde: “Facile!

  • 100 più 1 è uguale a 101;
  • 99 più 2 è uguale a 101;
  • e così via fino a 50 più 51.”

Quindi il risultato si calcola facendo 100 + 1 moltiplicato 100, diviso 2. Generalizzando viene fuori quella cosa spaventosa lì sopra.
Carl Gauss

Ritratto di Carl Gauss

Vista a posteriori la soluzione è di una semplicità sorprendente, ma nessuno fino a quel momento ci era arrivato. Carl Gauss non si è accontentato di eseguire il compito, è andato oltre: si è fermato a pensare, ha cercato una via diversa da quelle fino ad allora percorse. Il nostro sistema scolastico e, ancor peggio quello universitario, non lasciano spazio e tempo a pensieri autonomi. Queste istituzioni contribuiscono a creare degli automi con molte nozioni presto dimenticate. Il sistema educativo odierno tende a soffocare creatività e genio a favore di nozionismo e studio intenso non finalizzato allo sviluppo della creatività, ma solo all’apprendimento. Oggi studiare fa spesso parte di un percorso obbligatorio e dato per scontato. Quando la scelta non nasce dalla passione, secondo me il risultato non può che essere mediocre. Si studiano cose complicatissime e molto spesso inutili, mentre un ingegnere italiano è fortunato se può usare la radice quadrata in ambito lavorativo. Molte persone brillanti hanno difficoltà con l’Università che, a volte, tende a premiare memoria e riproduzione piuttosto che intuizione e capacità d’innovazione. I voti non servono a nulla, dovrebbero essere le idee a contare. Non dovrebbero esserci studenti supinamente passivi in balia di accademici che molto spesso non hanno passione per l’insegnamento, ma studenti attivi già dai primi anni di Università; le idee più innovative nascono a 24-25 anni, in Italia si inizia a fare ricerca a più di trent’anni. Gli studenti non possono proporre argomenti ma devono sviluppare quelli che i professori assegnano loro e la meritocrazia non è il metro di giudizio più usato. Siamo molto lontani dalla creatività di Carl Gauss. Lo stesso Einstein ha avuto difficoltà con l’Università, le sue prime proposte per la tesi di dottorato non piacevano ai professori ed ha dovuto portare avanti i suoi studi lavorando. Probabilmente, proprio perché lontano dalle gabbie accademiche, ha potuto realizzare in autonomia e indipendenza il suo pensiero. Ora dato che tra Einstein e uno stupido esistono infinite vie di mezzo, quante persone di talento e quanto tempo, il sistema universitario continua a sprecare?

Compito supremo dello scienziato è di pervenire a quelle leggi elementari universali partendo dalle quali il cosmo può essere costruito con la pura deduzione. Lo conduce l’intuizione, e il suo sforzo quotidiano scaturisce direttamente dal cuore”. (Albert Einstein).
Non avete idea di quanta poesia ci sia in una tavola dei logaritmi.
Carl Gauss.

La semplicità del genio…e le gabbie accademiche ultima modifica: lunedì,5 febbraio 06:46, 2007 da nabladue
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