March 29, 2007

Energie rinnovabili: costi e situazione italiana (marzo 2007)

Vorrei tornare a speculare ma, qualche commento fa, ho promesso che avrei parlato di brutali aspetti pratici ed economici sulle energie rinnovabili.
Cercherò di essere sintetico e schematico e spero di essere abbastanza chiaro.
In un paese come l’Italia, mi sembra doveroso parlare del fotovoltaico.
Vediamo i costi per realizzare un impianto per una famiglia (consumo annuo medio di circa 3.000 kWh). Un metro quadrato di moduli in silicio policristallino (materiale più economico), installato in Italia centrale, produce 160 kWh l’anno. Quindi, occorrono circa 20 metri quadrati di moduli.
Dato che la misura standard dei moduli è 0,5 metri quadrati ne serviranno 40 per un costo complessivo di circa 20.000 euro chiavi in mano, compresi gli altri componenti che costituiscono l’ impianto (Inverter, batterie, regolatori di carica, cavi di collegamento,..).
La potenza di un tale impianto, che determina il numero di apparecchiature che possono rimanere accese contemporaneamente, non arriva neanche ai 3 KW attuali. L’impianto non ha durata infinita ma solo di 20 – 25 anni , in genere, viene garantito a vita e necessita di manutenzioni ordinarie con spese pari a circa 200 euro l’anno.
Nel complesso, per questo impianto il costo del chilowattora è di circa 0,34 Iva esclusa, mentre il costo del chilowattora prodotto da fonti fossili è di circa 0,18 Iva esclusa.

Vediamo gli incentivi. 2001 Incentivo all’Italiana: Programma Tetti fotovoltaici.
Questo incentivo prevedeva la copertura fino al 75% del costo dell’impianto chiavi in mano. Qual’ era il problema? Il numero di possibili finanziati era limitato su base regionale: i soliti raccomandati prendevano i fondi mentre, tutti gl’altri, dovevano pagarsi l’impianto da soli.

Successivamente:
Decreto Legislativo 29 dicembre 2003, n. 387
art. 3 del DM 28 luglio 2005

Sintesi estrema: per 20 anni l’energia prodotta tramite pannelli solari ed autoconsumata viene pagata a chi la produce 0,445 €/kWh.
Quella in sopravanzo (ad avercela) e non consumata durante l’anno diventa un credito di energia, che può essere consumato nei successivi 3 anni, al termine dei quali viene azzerata.

In sostanza per ripagarsi un impianto occorrono 10-12 anni sulla carta.
Io mi accontenterei di andarci pari in 15-16 anni. Considerando che ne guadagna l’ambiente, in un certo senso, converrebbe a tutti. 

…però tutti facciano il ragionamento: per ora devo sborsare 20.000 euro, sperare di ammortizzare in 15 - 16 anni, poi devo rifare tutto da capo. Se consumo di più, devo comunque appoggiarmi alla rete nazionale…. Inoltre, per installare i pannelli in un condominio, bisogna chiedere il permesso agli altri condomini…

Un altro utilizzo molto efficiente del solare è quello termico. La tecnologia solare termica permette lo sfruttamento della radiazione solare per produrre energia attraverso il riscaldamento di un fluido, senza rifiuti inquinanti: può essere utilizzato per fornire acqua calda integrando con una piccola caldaia a gas per l’inverno o per i periodi con poco sole. Questo sistema è sempre più utilizzato nelle nuove costruzioni.

Alre normative:
Per quanto riguarda i costruttori:
Da qualche anno i costruttori sono obbligati ad introdurre un impianto che produca una percentuale di energie rinnovabili sul totale necessario alle utenze.
Per quanto riguarda i produttori di energia:

1999
Il decreto Bersani (79/99) obbliga i produttori di energia elettrica da fonti convenzionali a immettere annualmente, nella rete di distribuzione nazionale, una quota di energia prodotta da fonti rinnovabili pari al 2% della loro produzione annua. Tale quota di energia può essere prodotta all’interno stesso dell’impianto o acquistata da altri. Inoltre viene liberalizzato il mercato dell’energia elettrica.

2001
Direttiva della Comunità Europea (2001/77/CE): indica per l’Italia un
obiettivo di energia prodotta da rinnovabili del 22% sul totale per il 2010.

Alcuni schemi:

energie rinnovabili Andamento della produzione lorda da fonte rinnovabile in Italia dal 1994 al 2005 (GWh)
energia costi Confronto tra la produzione lorda totale e la produzione rinnovabile in Italia dal 1994 al 2005 (GWh)

* siamo vicini alla soglia ma la produzione maggiore è idroelettrica, come abbiamo visto in un precedente post, per l’idroelettrico di grandi dimensioni, ci sono comunque notevoli problemi di impatto ambientale. Notare anche che eolica e solare sono ancora poco utilizzate.

Per approfondimenti potete consultare il sito del grtn.

energia — ©Pensieri di nabladue

10 Commenti »

  1. oddio sono la prima a commentare!!

    cosa dico ?

    cosa dico??!

    qualcosa d’intellingente..

    e mica mi viene!!

    dai ale concentrati …

    emmmm

    io penso

    che ….

    che…

    oh scusa il telefono suona….

    Comment by alebenfenati — March 29, 2007 @ 7:00 pm

  2. eccomi qui

    dicevo…

    e pensate che per quell’impianto il costo del chilowattora iva compresa è circa 0,425!!

    Comment by alebenfenati — March 29, 2007 @ 7:03 pm

  3. …da dove l’hai tirato fuori quel numero lì? Ma quanto vale l’iva nel mondo di Ale?

    Comment by wilcoyote — March 29, 2007 @ 10:17 pm

  4. Ecco , quando si parla di piccioli ti capisco al volo! Mi sono informata, e per la mia campagna l’impianto che mi hanno proposto si aggira sui 40.000 euri, e non sarebbe sufficiente ,ad esempio quando accendo il pozzo, di spunta si piglia più di dieci kw, deve pescare l’acqua a 160 metri, poi diminuisce, ma è impensabile fare un impianto del genere per essere autosufficienti in campagna, quando hai ammortizzato le spese, ( se ti dice culo, e non si rompe niente prima ), è ora di cambiare tutto. Il problema è cacciarli io di tasca mia, faccio prima a pagare la bolletta

    all’enel, come ho sempre fatto. Farmi un mutuo per il fotovoltaico non ci penso proprio, non è un’alternativa valida, come potrai ben capire…Ah, le fave sono pronte! Buon weekend

    Miranda

    Comment by lamiranda — March 30, 2007 @ 1:38 pm

  5. E non hai detto che la produzione dei pannelli fotovoltaici non è molto “eco” per l’ambiente!

    Scusa nablito, quel giorno in facoltà, al corso di impianti ecobio, non ero molto attenta…

    Le pompe di calore (prelevare acqua dal sottosuolo per fare caldo o freddo) sono un’ottima cosa, per esempio, e anche i “collettori solari”, cioé delle serpentine sul tetto dove scorre semplicemente acqua che si scalda col sole e poi viene immagazzinata in un bombolone che se c’è bisogno gli ridà ‘na botticina di caldo (elettrico, vabe’)

    Insomma, un po’ approssimativa, ma penso che ci sono “vie di mezzo” da non sottovalutare!

    Spora

    (e ora nabla demoliscimi, correggimi, etc, etc)

    Comment by sporealvento — March 30, 2007 @ 2:30 pm

  6. Hai detto bene…sul fotovoltaico non volevo far rimanare troppo male gli ambientalisti “superficialisti”: certo che se tutti usassimo il fotovoltaico sarebbe un bel problema “inquinante” la produzione….

    CIAO!

    Comment by nabladue — March 30, 2007 @ 2:52 pm

  7. Nabla il problema del rinnovabile in italia,è essenzialmente economico.

    A me piacerebbe,come a tutti,che in italia vi sia un uso generalizzato delle fonti rinnivabili.

    Ma siamo uno dei paesi al mondo maggiormente dipendenti dal petrolio altrui.
    Inoltre i nostri cugini producono col nucleare a 0,07 euro/kwh.
    Noi a 0,18 da fonti tradizionali.
    Come vedi il confronto è assolutamente impari

    La vedo davvero dura :(

    Se fossimo meno dipendenti dal petrolio forse la quota del rinnovabile sarebbe più cospicua.

    Un saluto e buon week end!!!

    PS: Per petrolio,è ovvio intendo tutto,anche il gas naturale e l’olio
    pesante.

    La Pompa di calore è una bella idea,ma quando a una famiglia
    chiedi 20.000 euro per l’impianto.
    La famiglia,anche se animata dalle
    migliori intenzioni,installa
    la solita caldaia a metano…

    Comment by ReMidaRe — April 1, 2007 @ 9:19 am

  8. tra l’altro la stima dei 15-20 anni di ammortamento è fatta considerando il pannello in piena efficienza, ma in realtà il rendimento del silicio decade nel tempo, ci sono buone possibilità che dopo 15 anni di esercizio l’impianto abbia una perdita di efficienza tale da dover essere sostituito. I dati ufficiali quelle poche volte che vengono dichiarati parlano del 75 dell’efficienza inziale dopo 10 anni. Inoltre il meccanismo del “credito” di energia fa sì che sia non conveniente dimensionare un impianto per l’intero fabbisogno del singolo utente, in pratica l’energia che ti viene ripagata è solo quella che consumeresti tu normalmente mentre quella in eccesso la produci a tutto vantaggio della rete nazionale. Inoltre mi chiedevo quanti di noi hanno una casa singola di proprietà su cui poter installare pannelli fotovoltaici? Per capirci il tetto di un palazzo è in grado forse di fornire il fabbisogno di 3 appartamenti…e gli altri 10 piani?

    Comment by IngFra — April 1, 2007 @ 4:44 pm

  9. [...] per quanto riguarda il Conto Energia, di cui avevamo parlato in questo post, ci sono [...]

    Pingback by Pensieri » Nuovi incentivi energia — July 17, 2007 @ 11:14 am

  10. [...] per quanto riguarda il Conto Energia, di cui avevamo parlato in questo post, ci sono [...]

    Pingback by Incentivi per energie rinnovabili — May 14, 2008 @ 5:00 pm

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