Il post precedente ha aperto la strada ad un quesito apparentemente semplice, ma estremamente complesso se analizzato accuratamente: In quale categoria può essere archiviato il pensiero: materia o non materia? Potrei continuare: e l’amore?

Personalmente non ho una visione da SuperQuark che cerca di spiegare tutto, anche l’amore, in termini di uomo macchina-fisica. Analizzando il pensiero, se l’uomo pensante fosse solo materia non potrebbe avere la coscienza. Non potrebbe porsi la domanda: “perché ragiono?” Questa è la differenza fondamentale tra il pensiero cosciente ed una pura elaborazione di dati. Il ragionamento (inteso come elaborazione) può essere prodotto da un insieme di circuiti o neuroni, ma la coscienza è qualcosa che va oltre. E l’ amore, ad esempio, è solo un fattore chimico e di ormoni? Prima di tutto è una forza che nasce dalla mente (in questo caso potrei usare anche anima come sinonimo). Per di più, non può essere ridotta a delle reazioni chimiche che si sviluppano all’interno del corpo. Dunque è sempre riconducibile a qualcosa che materialmente non riusciamo ad identificare appieno. Ho usato il termine forza non a caso. Tutte le forze dell’Universo (nucleare debole, forte, gravitazionale, elettromagnetica)- in realtà – sono riconducibili all’interazione tra particelle o forze che permeano l’universo (come la materia e l’energia oscura).

Per la fisica, quindi, senza particelle non ci sono forze. Lascio a voi la conclusione. A questo punto la domanda è “Cosa studia la fisica?” La risposta è il mondo della materia, per di più, non vivente. Forse dovremmo cambiarne la definizione, dato che molti la usano per dimostrare la non esistenza dell’anima (o di Dio) cioè, ciò che non è materia. Non solo la fisica è limitata in questo campo di indagine, ma il suo ambito si ferma là dove inizia il “nulla”. Ma già nell’analisi del semplice vuoto ci sono ancora molte difficoltà. Affrontiamo la questione numero due. Da quando è nato il metodo sperimentale (Galileo docet), i modelli teorici vanno verificati sperimentalmente per essere confermati, è una delle regole da cui un fisico non può sfuggire. Come si fa a confermare sperimentalmente che non esiste l’anima?
“Un esperimento (dal latino ex, “da”, e perire, “tentare”, “passare attraverso”) è la realizzazione di un’operazione empirica” ed empirica (dal dal greco eµpe???a – esperienza) è ciò che viene dai sensi. Quindi , a questo punto, le definizioni da cambiare sarebbero due. Non so, forse mi sbaglio, ma una fisica dell’anima suona proprio male.

FISICA E NON MATERIA ultima modifica: venerdì,2 marzo 17:32, 2007 da nabladue
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