Il post precedente mi costringe, dato che siamo andati completamente fuori tema, ad aprire una nuova discussione.
In sostanza è nata una polemica, tra trentenni o poco più, sulla vita vissuta e sui valori da attribuire alle esperienze ed alle scelte di vita . Non faccio riassunti perché rischierei di non essere imparziale, se volete leggete i commenti.

A questo punto vorrei uscire dai panni filosofici di Nabla per dare spazio a quello che sono tutti i giorni: un ragazzo di 28 anni (anche se da domani sarò un anno più vecchio).
Devo dire che leggere quello che ha scritto Bea mi ha dato un enorme sollievo, e anche un po’ di felicità perché no.
Il sollievo di sapere che c’è qualcuno che la pensa come te, senza dire chi sia meglio o peggio, dico solo che per me è raro.
La frenesia oggi è la regola. Il non pensare è una scelta. Il sacrificio è da evitare.
Come Bea ho cercato di fare quello che potevo al mio meglio, mettendo sempre l’anima in tutto ciò che ho fatto nella vita, ed i risultati li ho avuti anch’io un po’ per capacità, molto per impegno. Di soddisfazioni ne ho avute tante, ho avuto anche delusioni: ma ho sempre lottato e dato il massimo in ogni cosa e questo mi fa sentire vivo, mi fa sentire che non ho sprecato il mio tempo.

Preferisco fare 2 cose, ma fatte bene che 100 fatte male, sono fatto così.
Forse c’è qualcuno che ne fa 100 fatte bene, beati loro! Io sono limitato.
Troppe volte il mio sacrificio è stato svalutato, l’impegno deriso, la fatica disprezzata.
Cosa mi sono perso nella vita? Sinceramente penso molto poco.
Ci sono stati periodi in cui mi sono ritrovato ad uscire quasi per obbligo, a bere troppo, ad uscire con donne che non amavo…
Poi mi sono reso conto, faticando e soffrendo, che quelle cose non mi interessavano veramente.
Non ho mai amato far parte del branco, seguire il flusso, fare le cose perché le fanno tutti. La vita è troppo breve per sprecarla a correre dietro cose che non ci interessano.

Non ho problemi economici, ma ho vissuto sempre con pochi soldi. Un periodo ho sofferto per questo e sono stato ossessionato dal voler fare carriera per soldi, poi ho capito che, in realtà, non mi interessa.
E’ stato giusto così, ho rinunciato e rinuncerò a molte cose nella vita, ma ne ho guadagnate e ne guadagnerò tante altre di valore molto più grande. Quantomeno ho avuto il coraggio di fare una scelta.
In materia economica la mia filosofia è diventata: Nulla più del necessario.
Stessa filosofia anche per i divertimenti.
Nonostante impegni e difficoltà economiche, ho cercato sempre esperienze che mi potessero lasciare qualcosa nella vita. Ho avuto anche una convivenza: è andata male. Ma comunque sia andata è stato bello, mi ha lasciato molto, molto di più che passare anni nei locali a mettere crocette su un tabellone per mostrare ti sei fatto 50 ragazze; e chi se ne frega! E voglio sottolineare che il mio non è un ripiego, ma una scelta.

Concludo con una critica che ho il coraggio di fare e mi assumo la mia responsabilità.
Se la priorità della mia generazioni di trentenni e oltre nella vita è quella di uscire tutte le sere e di attaccarsi a questo diritto come i bambini alle caramelle, invece di fare cose più costruttive, mi va benissimo: ognuno fa le sue scelte. Poi però non ci lamentiamo se la società non ci da il buon lavoro, la famiglia, la casa… Le cose si costruiscono col sacrificio, con il saper rinunciare: la società va avanti grazie a persone che si impegnano a morte, a chi ha sacrificato la sua vita per degli ideali, per la famiglia, per costruire.
Se volete Bacco sceglietelo, se volete una via di mezzo sceglietela, se volete la santità sceglietela, ma abbiate il coraggio delle vostre scelte e non permettetevi (per rispetto prima di tutto di voi stessi) di credere che Gesù sia come Bacco che Einstein sia come un perditempo, che Budda sia come un discotecaro, che Mazzini sia come un codardo. Rispetto per tutti, ma anche saper apprezzare e valutare le differenze, non è tutto uguale.

Non è tutto uguale… ultima modifica: lunedì,28 maggio 13:32, 2007 da nabladue
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