La mano invisibile di Adam Smith

Cos’è la mano invisibile

La tesi principale della Ricchezza delle nazioni di Adam Smith è che il lavoro, e dunque il capitale, che ne aumenta la produttività, viene impiegato nel migliore dei modi in condizioni di di libero scambio e senza interferenza pubblica.
Adam Smith, per spiegare questo concetto, diede vita alla famosa metafora della mano invisibile:

ciascun individuo, nel perseguire il proprio tornaconto, è spinto, come da una mano invisibile, a operare per il bene di tutta la collettività.

La Mano Invisibile è un sorta di Provvidenza (in qualche modo immanente), grazie alla quale nel libero mercato la ricerca egoistica del proprio interesse gioverebbe tendenzialmente all’interesse dell’intera società e mirerebbe a trasformare quelli che costituiscono “vizi privati” in “pubbliche virtù”. In pratica, la mano invisibile è dovuta alla inevitabile concorrenza che nasce da una molteplicità di singoli venditori egoisti. Essa serve ad abbassare i prezzi, a conservare le risorse e a far si che i produttori soddisfino i desideri dei consumatori. Ogni interferenza nella libera concorrenza da parte del governo è pertanto sicuramente dannosa.

L’utopia del Libero mercato

Dopo tanti anni di “euforia capitalistica”, si è scoperto che non esiste il libero mercato in quanto esso presupporrebbe due fattori di base:

1) Assenza d’asimmetria informativa. L’asimmetria informativa è una condizione in cui un’informazione non è condivisa integralmente fra gli individui facenti parte del processo economico, dunque una parte degli agenti interessati ha maggiori informazioni rispetto al resto dei partecipanti e può trarre un vantaggio da questa configurazione.

2) Concorrenza perfetta. In un regime di concorrenza perfetta tutti gli operatori hanno le stesse possibilità, in quanto non è possibile, per gli imprenditori, fissare il prezzo di vendita dei beni che producono, i quali prezzi derivano esclusivamente dall’incontro della domanda e dell’offerta.

Forse questo può essere vero in un universo ideale, che non prevede l’uso di trucchi ed escamotage. Ad esempio se un imprenditore apre una fabbrica in un paese povero per avere della manodopera a basso costo, tale operazione può giovare all’imprenditore e ai suoi clienti, ma non alla popolazione del paese dove si realizza il prodotto. Infatti, nel paese povero, verranno mantenute le condizioni salariali disagiate e quindi i lavoratori resteranno poveri.

In sostanza siamo sempre in presenza di un gioco a somma zero, quindi se qualcuno ci guadagna, qualcun altro deve perderci. In un tale sistema non si raggiungerà mai una situazione in cui i “vizi privati” vengano trasformati in “pubbliche virtù”. Il vizio dell’avidità arricchisce sempre di più l’avido e impoverisce sempre più l’indigente.

Il premio Nobel per l’economia Joseph E. Stiglitz ha affermato: “la ragione per cui la mano invisibile sembra spesso invisibile è che spesso non c’è.”

Vedi anche: La fine del Comunismo e del Capitalismo

One Response

  1. Piietro 24 Aprile 2015

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