Necessità dell’amicizia e dottrine sull’amicizia

L’amicizia è una virtù, ed è, inoltre, profondamente necessaria alla vita. Infatti, senza amici, nessuno potrebbe vivere, anche se possedesse tutti i beni del mondo; anzi comunemente si ritiene che siano proprio i ricchi e i potenti ad avere il più grande bisogno di amici: infatti, quale utilità avrebbe una simile prosperità, se fosse tolta quella possibilità di far del bene agli amici? Ovvero, come potrebbe essere salvaguardata e conservata la ricchezza senza amici? Quanto più è grande, infatti, tanto più è esposta al rischio. Ma anche nella povertà e nelle altre disgrazie gli uomini pensano che l’unico rifugio siano gli amici. L’amicizia aiuta i giovani a non commettere errori, i vecchi a trovare assistenza, ed infine, coloro che sono nel fiore dell’età a compiere le azioni più valorose: due uomini che camminano insieme infatti hanno una capacità maggiore sia di pensare sia di agire. E sembra che il sentimento di amicizia sia insito per natura nel genitore e nella prole reciprocamente, negli uomini e nella maggior parte degli animali.

E si può osservare che anche durante i viaggi ogni uomo prova complicità ed amicizia verso gli altri. Sembra addirittura che sia l’amicizia a tenere insieme le città, ed i governanti si preoccupano più di lei che della giustizia: infatti, la concordia sembra essere qualcosa di simile all’amicizia; ed è questa che essi hanno soprattutto di mira, ed è la discordia, in quanto è una specie di inimicizia, che essi cercano soprattutto di scacciare. Quando si è amici non c’è alcun bisogno della legge giuridica, mentre, quando si è giusti, c’è ancora bisogno di amicizia. Infatti il più alto livello della giustizia si ritiene che consista in un atteggiamento di amicizia. Non solo l’amicizia è una cosa necessaria, ma è anche una cosa bella: infatti, noi lodiamo coloro che amano gli amici, anzi si ritiene che l’avere molti amici sia qualcosa di bello; ed inoltre, si pensa che solo chi è in grado di avere amici possa essere buono.

È difficile definire l’amicizia. Alcuni, infatti, la definiscono come una specie di somiglianza e affermano che gli uomini simili sono amici, dal che deriva il detto che “il simile va col simile” e “la cornacchia va con la cornacchia”; altri, al contrario, prendendo esempi dalla natura, affermano che l’amicizia nasce tra opposti: Euripide afferma “la terra inaridita ama la pioggia e il venerando cielo, pregno di pioggia, ama cadere sulla terra”. Eraclito dice che “l’opposto è utile, dai suoni differenti nasce la più bella armonia e tutte le cose si generano dalla discordia”. Altri come Empedocle ribattono: “è il simile che tende al simile”.

Ci sono poi altr equestioni riguardanti l’amicizia che concernono i caratteri e le passioni degli uomini: ad esempio, se l’amicizia possa prosperare in tutti gli uomini, oppure se non è possibile che gli uomini malvagi siano buoni amici. Un altra questione è se esiste una sola specie di amicizia o più.

I tre motivi dell’amicizia: bene, piacere, utilità

In primis vediamo se qualsiasi cosa è degna di essere amata o se ci sono distinzioni. Si ritiene, infatti, che è degno di essere amato solo ciò che è buono o piacevole o utile:[…] Essendo, dunque, questi tre i motivi per cui si ama, per l’affetto verso le cose inanimate non si usa il termine “amicizia“: esse, infatti, non possono ricambiarci l’affezione, né noi possiamo volere un bene per loro […]; si dice, invece, che bisogna volere tutto il bene possibile per l’amico. Ma quelli che vogliono il bene degli altri, senza essere ricambiati, si chiamano benefattori: la benevolenza, infatti, è amicizia solo quando è reciproca. O non bisogna aggiungere anche “quando non rimane nascosta”? […]

Bisogna dunque, per essere amici, essere benevoli gli uni verso gli altri e non nascondere di volere il bene l’uno dell’altro, per uno dei motivi che abbiamo detto.

Tratto dal libro VIII dell’ Etica a Nicomaco Di ARISTOTELE

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