Sogni

«Una volta Zhuang Zhou (cioè Zhuang-zi nella sua qualifica di “maestro”, “zhou”) sognò che era una farfalla, svolazzante e soddisfatta della sua sorte e ignara di essere Zhuang-zi. Bruscamente si risvegliò e si accorse con stupore si essere Zhuang-zi. Non seppe più allora se era Zhou che sognava di essere farfalla, o una farfalla che sognava di essere Zhou.»

Zhuag-zi (Taoismo- Cina – IV secolo a.c.)

Platone immagina un mondo in cui gli uomini sono incatenati dall’infanzia. Il mondo, una caverna aperta alla luce solo sulla parete di fondo, la luce proviene da un “grande fuoco” come il sole. Dietro l’apertura della caverna un muro, alto come un uomo. Gli uomini fuori la caverna portano delle statue che vengono proiettate sulla parete di fondo della grotta come ombre.

Nella caverna gli uomini incatenati sono rivolti verso la parete di fondo senza poter guardare dietro: possono vedere sole ombre che sono le proiezioni delle statue (quindi proiezioni di qualcosa che già è una proiezione della realtà), e credono, che la realtà sia quella.

«Hai mai fatto un sogno tanto realistico da sembrarti vero? E se da un sogno così non ti dovessi più svegliare? Come potresti distinguere il mondo dei sogni da quello della realtà?» (Morpheus)

Qual è realtà ? Quella che percepiamo?

Questa domanda è stata riproposta oggi, in un film: Matrix.

Trovo geniale e decisamente calzante la rappresentazione della realtà percepita con un mondo virtuale. Questo mondo illusorio, a cui l’uomo appartiene non solo per costrizione, ma anche per libera scelta, è una proiezione di quello reale. ”So che la carne non è reale, ma mi piace”- afferma uno dei personaggi, parafrasando il motto “scegli di non sapere”. E così, si ritiene che sia meglio attraversare il mondo in modo inconsapevole, facendosi ingannare dalle apparenze ( dai sogni ), da ciò che non è reale e scegliere di mentire a sé stessi per non soffrire, ma anche per non vivere.

La scelta è dettata dalla paura della sofferenza. Così si sceglie un mondo in cui non si soffre realmente, ma in cui non si è realmente liberi, perché la libertà presuppone la coscienza. Tuttavia la libertà e il pensiero cosciente hanno un prezzo da pagare: devono essere difese continuamente. Non solo ci dobbiamo difendere dagli altri, ma anche e – soprattutto – da noi stessi.

La libertà si conquista solo con la conoscenza e la consapevolezza. Il cuore deve essere puro: libero da passioni, brama, desideri, esaltazione del sé, attaccamento. Conosco il male che è in me e per questo scelgo il bene. Estendo la mia comprensione all’esterno: Io sono Te, Tu sei Me.

Allontana il piacere dei sensi. Attraversa il deserto. Eleva lo spirito. Esci dalla caverna:

apri gli occhi lentamente. Inizia a vedere i contorni, le ombre si fanno luce, gli oggetti sempre più chiari, nitidi, reali… “Alla fine, credo, potrà osservare e contemplare quale è veramente il sole, non le sue immagini nelle acque o su altra superficie, ma il sole in se stesso, nella regione che gli è propria. – Per forza, disse. – Dopo di che, parlando del sole, potrebbe già concludere che è esso a produrre le stagioni e gli anni e a governare tutte le cose del mondo visibile, e ad essere causa, in certo modo, di tutto quello che egli e i suoi compagni vedevano” (Platone,Mito della caverna, Repubblica)

Chi vive in modo consapevole non ha paura degli altri, forse sono gli altri che hanno paura di Lui. Socrate lo sapeva ed ha pagato, come hanno pagato dopo di lui:

«Andarono quindi i farisei con gli erodiani a dirgli: “Maestro, sappiamo che sei veritiero e insegni la via di Dio secondo verità, e non hai soggezione di nessuno perché non guardi all’apparenza degli uomini. » (Matteo 22)

E altri pagheranno anche in futuro.

Tanti cloni, tutti uguali, che combattono colui che è consapevole, che ha scelto di svegliarsi.

Non vi sembra che tutti gli “illuminati” volessero tutti la stessa cosa?

«Il bramino Dona vide il Buddha seduto sotto un albero e fu tanto colpito dall’aura consapevole e serena che emanava, nonché dallo splendore del suo aspetto, che gli chiese:

– Sei per caso un dio?

– No, brâhmana, non sono un dio.

– Allora sei un angelo?

– No davvero, brâhmana.

– Allora sei uno spirito?

– No, non sono uno spirito.

22 Comments

  1. Rio 26 aprile 2007
  2. Miranda 26 aprile 2007
  3. Spora 26 aprile 2007
  4. Mauri 26 aprile 2007
  5. nabla 26 aprile 2007
  6. Spora 26 aprile 2007
  7. Francesco 26 aprile 2007
  8. Red 27 aprile 2007
  9. nabladue 27 aprile 2007
  10. Wil 27 aprile 2007
  11. Fumblindog 28 aprile 2007
  12. Shirasaya 29 aprile 2007
  13. nabla 29 aprile 2007
  14. Shirasaya 29 aprile 2007
  15. MINIDOLL74 29 aprile 2007
  16. Antares666 29 aprile 2007
  17. nabladue 30 aprile 2007
  18. serena 30 aprile 2007
  19. nabladue 30 aprile 2007
  20. serena 30 aprile 2007
  21. alessandro 9 ottobre 2008
  22. antonio 27 dicembre 2009

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