Pulizie Pasquali: perché buttare quello che non ci serve

«Rompendo il sole tra i nuvoli bianchi a l’azzurro sorride e chiama — O primavera, vieni! —»

Giosuè Carducci – Odi Barbare

Tutti sappiamo che la Pasqua rappresenta la resurrezione, la rinascita, l’arrivo di una stagione di sole. Perché proprio a Pasqua si svolgono quelle che vengono comunemente definite “Pulizie Pasquali” o “pulizie primaverili”?

La consuetudine delle pulizie pasquali, una volta dette dell’Acqua Santa, ha radici antiche. La Chiesa invitava i fedeli a togliersi di dosso e, dalle case, lo sporco accumulato nei mesi invernali, per accoglie la benedizione pasquale portata dal parroco.

Non sapete che un po’ di lievito fa fermentare tutta la pasta? Togliete via il lievito vecchio, per essere pasta nuova, poiché siete azzimi. E infatti Cristo, nostra Pasqua, è stato immolato! Celebriamo dunque la festa non con il lievito vecchio, né con lievito di malizia e di perversità, ma con azzimi di sincerità e di verità.

Paolo di Tarso

Lo stesso San Paolo invita a togliere il lievito vecchio, per dare spazio al nuovo.

Per rinnovare, infatti, bisogna prima eliminare il vecchio e poi aggiungere il nuovo. E’ una regola che vale per tutti gli aspetti della vita. Per questo le pulizie di primavera sono un momento che riguarda il mondo delle cose, ma coinvolgono anche il nostro mondo interiore.

Pasqua è la resurrezione ad una vita nuova, è un nuovo inizio. La primavera è la stagione del rinnovamento interiore, del cambiamento. Ma per cambiare bisogna saper lasciare andare, bisogna sapere gettare via i vecchi orpelli.

Quante volte riempiamo case e cantine di oggetti che non utilizziamo e che rimangono a prendere polvere per anni?

Per buttare, bisogna imparare a lasciare andare, a non attaccarci agli oggetti. Allo stesso modo, per crescere, per purificarci, dobbiamo lasciar andare le esperienze, le persone, le credenze che sono dannose per la nostra evoluzione.

Pensiamo un attimo al Disturbo da accumulo (DA). Chi soffre di questa patologia ha una grande difficoltà nel separarsi dagli oggetti personali, che si traduce in accumulo esasperato di prodotti anche completamente senza valore o, addirittura pericolosi per la salute. L’accumulo compulsivo è la conseguenza della difficoltà a privarsi degli oggetti. Alcuni malati di Disturbo da Accumulo sono addirittura morti, perché sepolti sotto un ammasso di oggetti di cui non riuscivano a sbarazzarsi.

La maggior parte di noi non soffre di questo disturbo, ma quante volte tendiamo ad accumulare nella nostra mente una marea di oggetti di cui non riusciamo a liberarci?

Sono tutti i retaggi della nostra vista quotidiana, i nostri pensieri infantili, le ferite che ci portiamo dietro da quando eravamo bambini. Per questo è difficile che le persone cambino veramente. Siamo sempre attaccati a ciò che, una volta entrato nella nostra mente, non vuole più uscire.

Siamo degli accumulatori seriali di pensieri ed esperienze mentali che ci portano sempre a rivivere le stesse situazioni. Ripetiamo ostinatamente e ossessivamente i comportamenti negativi che paradossalmente, nei momenti di lucidità, riusciamo anche a vedere, ma di cui, non riusciamo a liberarci.

Le pulizie pasquali dunque non sono solo un rito di purificazione della casa e del corpo, ma lo sono anche dell’animo.

La Primavera è la stagione in cui siamo più propensi a liberarci del vecchio per poter realmente costruire il nuovo. La cosa bella è che ogni anno abbiamo quest’occasione, che però dobbiamo saper cogliere.

Potrà sembrare illogico, ma ogni volta che ti sbarazzi di qualcosa che non ti occorre, si apre uno spazio nella tua mente che può essere occupato da un nuovo pensiero.

L’Onda perfetta – Sergio Bambarén

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