Il padre [Van Exem] possiede molte mie lettere che gli scrissi riguardo all’opera quando ero ancora una Suora di Loreto. Ora che il progetto che Gesù ci ha affidato si trova nelle Costituzioni, quelle lettere non sono necessarie. Per favore, potrei riaverle…poiché queste erano la vera espressione della mia anima in quei

giorni. Vorrei bruciare tutti i documenti che rivelino qualcosa di me. Per favore, Eccellenza, le chiedo, la supplico di soddisfare questo mio desiderio: io voglio che il segreto di Dio a me svelato rimanga nostro. Il mondo non sa e voglio che continui a non sapere. Lei ha molte lettere riguardanti la congregazione. Io non ho mai detto, nemmeno in confessione, come ha avuto inizio la congregazione: solo lei e padre [Van Exem] lo sapete, questo è sufficiente. Io sono stata il Suo piccolo strumento. Ora la Sua volontà è nota attraverso le Costituzioni; tutte quelle lettere sono inutili.

Lettere di Madre Teresa




Caro padre in Gesù,

le feste di Natale sono alle porte: quando riceverà questa mia lettera, tutti noi staremo godendo della gioia del Bambino Gesù. È per questo che le invio i miei più sinceri auguri. Che Dio le conceda di fare tanto per Lui e per le anime. Chieda la stessa cosa anche per la sua missionaria. Di certo saprà che ho pronunciato i voti perpetui. Ho pensato anche a lei quel giorno; se solo lei sapesse quanto ero felice [così tanto] che, di mia libera volontà, avrei potuto infiammare il mio stesso sacrificio. Ora [sono] Sua, e questo per tutta l’eternità! Lei non potrà immaginare la Gonxha di un tempo, ora come sposa di Gesù. Ma Lui è sempre stato così infinitamente buono nei miei confronti, come se volesse assicurarsi il possesso del mio cuore. Ancora una volta la ringrazio sinceramente per tutto ciò che ha fatto per me.

Scritti di Madre Teresa

«Hai sempre detto: fai di me ciò che vuoi. Ora voglio agire, lasciamelo fare, Mia piccola sposa, piccola Mia. Non temere. Sarò sempre con te. So Soffrirai e anche ora stai soffrendo, ma se sei la Mia

piccola sposa., la sposa di Gesù crocifisso, dovrai sopportare questi tormenti nel tuo cuore. LasciaMi agire. Non rifiutarMi. Fidati di Me con amore, ciecamente di Me.»

Lettere di Madre Teresa

«Piccola Mia, vieni, vieni portami nei “buchi” dei poveri. Vieni, sii la Mia luce. Non posso andare da solo: essi non Mi conoscono e quindi non Mi vogliono. Vieni, vai in mezzo a loro, portali con te dentro di loro. Quanto desidero entrare nei loro “buchi”, nelle loro case buie e infelici. Vieni, sii la loro vittima! Nella tua immolazione, nel tuo amore per Me, loro Mi vedranno, Mi conosceranno, Mi vorranno. Offri più sacrifici. Sorridi più teneramente, prega con maggior fervore e tutte le difficoltà scompariranno.

«Tu hai paura, quanto Mi ferisce il tuo timore. Non temere: sonoIo che ti chiedo di fare questo per Me. Non temere: anche se il mondo intero è contro di te, ride di te, se le consorelle e le tue superiore ti guardano con biasimo, non temere: Io sono in te, con te, per te.

«Soffrirai lo soffrirai moltissimo, ma ricorda che Io sono con te. Anche se il mondo intero ti rifiuta, ricorda che sei Mia e che Io sono soltanto tuo. Non temere. Sono Io. Obbedisci soltanto, obbedisci con molta gioia e prontezza e senza fare domande. Obbedisci soltanto. Non ti abbandonerà mai, se obbedisci»

Scritti di Madre Teresa

Chieda a Gesù di non permettermi di rifiutarGli nulla, per quanto piccolo. Piuttosto, preferirei morire.

Lettere di Madre Teresa

Lascio la mia cara casa

e la mia amata terra natia

vado verso il torrido Bengala,

verso una riva lontana.

Lascio i miei vecchi amici,

abbandono la famiglia e il focolare:

il mio cuore mi spinge

a servire il mio Cristo.

Amata madre, addio,

Dio sia con tutti voi!

Un Potere più alto mi spinge

verso la torrida India.

Salpa lentamente la nave,

fendendo le onde dell’oceano,

mentre i miei occhi fissano un’ultima volta

le care sponde d’Europa…

Coraggiosamente, in piedi sul ponte,

gioiosa, in pace,

sta la piccola, radiosa

promessa sposa di Cristo.

Nella sua mano una croce di ferro

su cui è appeso il Salvatore,

mentre l’anima offre prontamente

il suo sofferto sacrificio.

«Oh Dio, accetta questo sacrificio

come pegno del mio amore,

aiuta, ti prego, la Tua creatura

a glorificare il Tuo nome!

In cambio, chiedo solo a Te,

o Padre nostro, così Buono:

fammi salvare almeno un’anima,

quella che già Tu conosci.

Piccole, tenere e calde lacrime, pure come rugiada estiva,

cominciano a scorrere,

suggellando e santificando ora

il suo doloroso sacrificio.

Scritti di Madre Teresa



Quella notte aprii gli occhi sulla sofferenza e capii a fondo l’essenza della mia vocazione […] Sentivo che il Signore mi chiedeva di rinunciare alla vita tranquilla all’interno della mia congregazione religiosa per uscire nelle strade a servire i poveri. Era un ordine. Non era un suggerimento, un invito o una proposta […]

Lettere di Madre Teresa

Ora devo andare. L’India brucia come l’Inferno, ma le sue anime sono belle e preziose perché il sangue di Cristo le ha irrorate.

Lettere di Madre Teresa

Se voi solo sapeste quanto sono felice, come piccola sposa di Gesù. Non potrei invidiare nessuno, nemmeno coloro che godono di una qualche felicità apparentemente perfetta agli occhi del mondo, perché io assaporo una felicità completa, anche quando soffro qualcosa per il mio Amato Sposo.

Scritti di Madre Teresa

Il caldo in India è semplicemente torrido. Quando vado in giro, mi sembra che ci sia un fuoco sotto i miei piedi da cui brucia persino tutto il corpo. Nei momenti più duri, mi consolo al pensiero che, in questo modo, si salvino le anime, e che il caro Gesù ha sofferto molto di più per loro. […] La vita di una missionaria non è coperta di rose quanto piuttosto di spine, ma con tutto questo è una vita piena di felicità e di gioia quando ella pensa che sta compiendo la stessa opera che Gesù faceva sulla terra, e che sta eseguendo il Suo comando: «Andate e ammaestrate tutte le nazioni!»

Lettere di Madre Teresa

Tutte le domeniche faccio visita ai poveri nei tuguri di Calcutta.

Non li posso aiutare, perché non ho nulla, ma vado a dar loro gioia. L’ultima volta c’erano circa venti piccoli che aspettavano ansiosamente la loro Ma [nomignolo indiano di Madre Teresa]. Quando mi hanno vista, mi sono corsi incontro, anche saltellando su un piede solo.

Lettere di Madre Teresa

Suora Gabriela è qui fra noi. Lavora in modo così bello per Gesù! La cosa più importante è che sa come soffrire e, al tempo stesso, come ridere.. […] Questo è importantissimo: soffrire e ridere.

Lettere di Madre Teresa

Senz’altro vorrà avere anche mie notizie. Le chiedo una cosa: preghi tanto per me. Ho bisogno di preghiere, ora più che mai. Voglio essere tutta per Gesù: veramente, e non solo per nome o per abito. Molte volte questo si capovolge e così il mio reverendissimo «io» conquista il primo posto. Sempre la solita Gonxha [nome di Battesimi di Madre Teresa] orgogliosa. Solo una cosa è diversa: il mio amore per Gesù. Darei tutto, anche la vita, per Lui.

Scritti di Madre Teresa

Ci sono state sofferenze, ci sono stati momenti in cui i miei occhi si sono riempiti di lacrime, ma rendo grazie a Dio per tutto quanto. Gesù e io siamo stati amici fino a oggi; preghi affinché mi conceda la

grazia della perseveranza. Questo mese inizierò il periodo di terziariato di tre mesi. Ci sarà a sufficienza e tanto [da offrire] per Gesù e per le anime, ma sono così felice. Prima le croci mi spaventavano: mi veniva la pelle d’oca al pensiero di soffrire. Ora, invece, abbraccio la sofferenza ancor prima che arrivi, così Gesù

ed io viviamo nell’amore.

Lettere di Madre Teresa

Ma sono felice, sì, più felice che mai. E non vorrei, a nessun costo, rinunciare alle mie sofferenze.

Non pensi, tuttavia, che io stia soltanto soffrendo. Ah, no: rido più che soffrire, tanto che alcuni sono giunti alla conclusione che io sia la sposa viziata di Gesù, che vive con Lui a Nazareth, lontano dal Calvario. […] Preghi, preghi tanto per me: ho davvero bisogno del Suo amore.

Lettere di Madre Teresa

«Gonxha [Madre Teresa], tu vuoi bere il calice fino all’ultima goccia». Non so se all’epoca pensassi come ora, ma adesso sì, e questo con gioia, persino senza una lacrima. […] Non è sempre facile quando bisogna stare in piedi dalla mattina alla sera. Ma, ancora, tutto è per Gesù, quindi tutto è bello, anche se è difficile.

Lettere di Madre Teresa

Il fine ultimo delle Missionarie della Carità è quello di saziare la sete di Gesù Cristo sulla Croce per amore e perle anime.

Scritti di Madre Teresa

«Ho sete» disse Gesù sulla Croce, quando Lui era privato di ogni consolazione, morendo in assoluta povertà, lasciato solo, disprezzato e spezzato in corpo e in anima. Egli parlava della Sua sete, non di acqua, ma di amore, di sacrificio.

Lettere di Madre Teresa

La povera madre [della famiglia che Madre Teresa aveva visitato] non ha pronunciato

una sola parola di lamentela sulla sua povertà. È stato molto doloroso per me, ma al tempo stesso ho provato una grande gioia quando ho visto che sono felici perché vado a trovarli. Alla fine, la madre mi ha detto: «Oh, Ma, torna a trovarci! Il tuo sorriso ha portato il sole in questa casa!»

Lettere di Madre Teresa

«Madre Teresa che cosa esattamente vuole fare?»

Nostro Signore vuole suore indiane, vittime del Suo amore, che siano così unite a Lui da irradiare il Suo amore sulle anime, che vivano la vita degli indiani, si vestano come loro, e siano la Sua luce, il Suo fuoco di amore in mezzo a poveri, ammalati, moribondi, mendicanti e bimbi di strada. Io voglio soddisfare questo desiderio di Nostro Signore, diventando indiana e conducendo questa vita per Lui e per le anime dei poveri. Per essere completamente unite a Lui, dobbiamo essere povere, libere da tutto: in questo rientra la povertà della Croce – Assoluta Povertà -, e per riuscire a vedere Dio nei poveri – Castità Angelica -, e per essere sempre a Sua disposizione -Gioiosa Obbedienza. Con questi tre [voti], il desiderio mio e delle mie sorelle è di portare Cristo nei «buchi» infelici dei bassifondi della Calcutta dei poveri e, successivamente, anche in altri luoghi.

Lettere di Madre Teresa