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24 Marzo 2023
Nabladue
Tempo di lettura: 6 minuti

Oblomov di Ivan Goncharov

Una rifelssione su "Oblomov" di Ivan Goncharov

La trama di Oblomov

"Oblomov"  è stato pubblicato per la prima volta nel 1859. Questo romanzo è considerato il capolavoro di Ivan Goncharov ed è diventato uno dei classici della letteratura russa.

Il'ja Il'ič Oblómov è un nobile proprietario di un vasto terreno chiamato Oblómovka, noto per la sua vita oziante e priva di obiettivi, trascorsa prevalentemente tra le mura domestiche a San Pietroburgo, in uno stato di perenne apatia. La sua esistenza è caratterizzata da una profonda inerzia, accentuata dall'incapacità di gestire le proprie faccende personali senza l'assistenza del suo servitore Zachar, e da una gestione trascurata delle sue proprietà che porta a rendite minori delle potenzialità. Le sue interazioni sociali si limitano a pochi conoscenti, tra cui spiccano il leale amico Andréj Ivanovič Stolz, la figura manipolatrice di Tarànt'ev e l'affettuoso Alekséev.

Oblómov vive, nel disordine e nella trascuratezza,in una casa di San Pietroburgo, che è il centro vitale della vita sociale russa nella prima metà del XIX secolo. Nonostante ciò, egli è quasi completamente refrattario alle pulsazioni vitali della città e rimane a casa, abbandonandosi alla triste quiete della sua eccessiva pigrizia.

La dinamicità della città è in contrasto con l'inerzia del protagonista.  Egli preferisce rimanere chiuso nella sua dimora, passando intere giornate senza fare nulla.

Stolz tenta di estraniare Oblómov dalla sua staticità esistenziale, denominata "Oblomovismo", introducendolo a Ol'ga, con la quale nasce una relazione amorosa. Ol'ga si impegna attivamente per sottrarlo alla sua indolenza, ma i loro piani di matrimonio sono ostacolati dalle trame di Tarànt'ev, che intrappola Oblómov in un contratto svantaggioso per l'affitto di una casa, spingendolo verso un debito insostenibile. Dopo il deterioramento della relazione con Ol'ga, causato dal suo costante rinvio delle decisioni, Oblómov inizia una nuova vita con Agàf'ja Matvéevna, con cui si sposa e ha un figlio, Andréj, simbolo di un possibile rinnovamento generazionale.

Gli ultimi anni di Oblómov sono trascorsi in una relativa serenità, lontano dagli inganni che lo avevano afflitto, grazie all'intervento di Stolz che libera la sua proprietà dalle manipolazioni di Ivàn Matvéevič. Nel lascito di un futuro migliore per il piccolo Andréj, affidato alle cure di Stolz, si riflette la speranza che il bambino possa ereditare la determinazione e la forza d'animo del suo padrino, evitando le trappole dell'indolenza che hanno caratterizzato la vita di suo padre.

 

Oblomov Goncharov

I personaggi e il termine "oblomovismo"

Il termine "oblomovismo" è stato coniato proprio in riferimento al protagonista del romanzo di Goncharov e indica un atteggiamento di apatia, inerzia e mancanza di volontà. L'oblomovismo è caratterizzato da una sorta di indolenza e inattività, spesso accompagnata da un forte senso di malinconia e insoddisfazione.

Uno dei temi principali del romanzo è la critica alla società russa dell'epoca, caratterizzata da una classe aristocratica parassitaria che viveva ai margini del lavoro e delle responsabilità. Goncharov descrive magistralmente la malinconia e la frustrazione di Oblomov, che rappresenta simbolicamente la decadenza della nobiltà russa.

Il tono del romanzo è calmo e riflessivo, con un sottotesto di ironia sottile e sarcasmo. I personaggi di "Oblomov" sono profondamente funzionali al messaggio e al significato dell'opera. La figura di Oblomov incarna l'archetipo dell'aristocratico nullafacente, mentre i personaggi secondari, come il suo amico Stolz e la sua amante Ol'ga, vengono ad identificarsi con le forze che cercano di risvegliare il protagonista dal suo torpore. 

Perfino l’amore però per Oblomov è qualcosa da “subire” e che lo costringe a muoversi, anche se lui vorrebbe stare fermo. Questa frase pronunciata da Oblomov è emblematica:

"La vita è dovere ed obbligo, quindi anche l'amore è un dovere. È come se Dio me lo avesse mandato", disse guardando verso il cielo, "e mi avesse detto di amare".

Nonostante incontri Olga, una giovane donna energica e determinata che cerca di aiutarlo a cambiare il suo stile di vita e a superare la sua pigrizia, Oblomov alla fine non riesce a liberarsi completamente dalla sua inerzia.

Il letto di Oblomov come elemento simbolico

Un altro protagonista del romanzo è il letto di Oblomov, un elemento simbolico che rappresenta la ricerca di un rifugio sicuro e che protegge dalla dinamicità del mondo esterno. Per Oblomov, il letto è il luogo in cui poter sfuggire alla fatica e all'impegno della vita quotidiana, un rifugio dal quale guardare il mondo senza dovervi partecipare attivamente. Il letto diventa quindi un simbolo della sua inattività e della sua incapacità di affrontare le sfide e le difficoltà della vita.

In un certo senso, il letto è la sua prigione, poiché lo tiene bloccato in un mondo di sogni e di autoreferenzialità, impedendogli di uscire e di confrontarsi con la realtà. Tuttavia, al contempo, esso diventa anche un luogo di protezione e di sicurezza per Oblomov, dove può trovare riparo dalle dalle paure che lo affliggono.

Il dilemma esistenziale di Oblomov

Finora abbiamo parlato di Oblomov in termini negativi. Se Il'ja Ilič fosse un personaggio solamente negativo, il romanzo sarebbe sì educativo, ma non ci porrebbe di fronte ad un grande dilemma esistenziale. Sì, perché Oblomov è un pensatore, uno che sa riflettere su se stesso e sulla vita. E quando pensa, lo fa in modo profondo e arguto.

Pur essendo intrappolato nella sua inerzia, Oblomov riesce a esprimere idee e considerazioni che spesso risuonano con il lettore, offrendo spunti di riflessione su temi universali e sulla condizione umana. La sua capacità di osservare e analizzare se stesso e il mondo che lo circonda con acume e introspezione è una delle sue qualità più interessanti e affascinanti del personaggio.

La complessità di Oblomov risiede anche nella sua umanità e nella sua vulnerabilità. Nonostante i suoi difetti, Il'ja Ilič è un personaggio con cui il lettore può facilmente immedesimarsi, poiché rappresenta le paure, le insicurezze e le contraddizioni che tutti affrontiamo nella vita. La sua lotta per trovare un equilibrio tra l'azione e la riflessione, tra l'aspirazione e la realtà, è una lotta che molti di noi condividono.

Il grande dilemma esistenziale che il personaggio ci pone di fronte riguarda proprio questo equilibrio tra la contemplazione e l'azione, tra l'introspezione e la partecipazione alla vita. Goncharov, attraverso Oblomov, ci invita a riflettere su come possiamo conciliare la nostra natura riflessiva e pensante con la necessità di agire e di impegnarci nel mondo che ci circonda.

Il protagonista non è unicamente negativo, ma piuttosto un personaggio complesso e sfaccettato che incarna sia le debolezze che le qualità dell'essere umano. Oblomov è un personaggio memorabile.

"Oblomov" può aiutarci nella nostra vita moderna, in cui spesso ci sentiamo sopraffatti e impotenti. Il romanzo ci invita a riflettere sulla nostra attitudine nei confronti del lavoro e delle responsabilità, e sulla necessità di trovare un equilibrio tra riposo e impegno, tra riflessione e dinamismo, tra contemplazione e attività.

Conclusione

Personalmente, ciò che più mi ha colpito del romanzo è la profondità psicologica dei personaggi, la complessità dell'anima del protagonista e la rappresentazione realistica della società russa dell'epoca. Goncharov ha saputo creare un'opera letteraria di grande rilevanza culturale, che ancora oggi continua a ispirare e a stimolare la riflessione.

Per quanto mi riguarda, è uno di quei libri che ha inciso di più sulla mia vita. Spero che questa condivisione lo possa rendere stimolante anche per coloro che decideranno di leggerlo.

 

Oblomov attraversò allora uno dei momenti lucidi e consapevoli della sua vita.

Fu una sensazione spaventosa quando sentì formarsi nell’anima l’idea chiara e netta del destino dell’uomo e dei suoi compiti, e quando lo folgorò il parallelo fra questi compiti e la propria vita, e quando i più svariati problemi dell’esistenza cominciarono ad agitarglisi nella mente uno dopo l’altro, in disordine, come uccellini impauriti che un improvviso raggio di sole ha svegliato fra ruderi sonnacchiosi.

Si sentì triste e addolorato pensando che lo sviluppo della sua forza morale si era arrestato, che un senso di pesantezza lo impacciava di continuo; e lo rose l’invidia per gli altri, la cui vita era piena e ampia, mentre il sentiero angusto e misero della sua esistenza sembrava ostruito da un macigno.

Nella sua anima schiva sorse l’angosciosa consapevolezza che molti lati del suo carattere non si erano svegliati del tutto, che altri erano appena abbozzati, e che nessuno era sviluppato sino in fondo.

Al tempo stesso, egli aveva la dolorosa sensazione che dentro di lui fosse racchiuso, come in una tomba, un principio bello e luminoso, che forse era già morto, oppure era imprigionato come l’oro nelle viscere di una montagna, mentre da un pezzo quell’oro avrebbe dovuto trasformarsi in moneta corrente.

Ma quel tesoro era sommerso da uno strato spesso e pesante di rifiuti e di detriti. Era come se qualcuno avesse rubato, e sepolto in fondo alla sua anima, tutti i tesori che il mondo e la vita gli avevano donato. Qualcosa gli impediva di lanciarsi nella lizza della vita e di percorrerla spiegando le ali dell’intelligenza e della volontà. Sin dall’inizio un nemico ignoto aveva calato su di lui una mano ferrea e lo aveva rigettato lontano dalla vera destinazione dell’uomo.

Tratto da Oblomov di Ivan Goncharov

2 comments on “Oblomov di Ivan Goncharov”

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