Odifreddi e Russel su scienza e matematica

Marco: «Nabla, basta con Odifreddi, stai diventando noioso!»
Nabla: «Turpe è tacere, e lasciare che Odifreddi parli (7)».
Marco: «Non vorrei essere nei suo panni, sapendo quanto sei fastidioso, quando ti ci metti!»
Nabla: «Ma anche Odifreddi dice di essere impertinente. C’è qualcuno che quando ho iniziato il blog mi scrisse “Dì la verità, sei figlio di Piergiorgio Odifreddi! :DD”, quindi qualcosa che ci accomuna l’abbiamo; anche se io non sono capace e dotto come lui, ma solo un povero ottuso che cerca di porsi domande».
Marco: «Allora qual’ è il problema? Sei andato avanti nella lettura del libro “Perché non possiamo essere Cristiani” (meno che mai Cattolici) ?»

Nabla: «In realtà sono ancora fermo all’introduzione: le questioni sollevate sono talmente importanti, che non posso tralasciarle. Sono problematiche su cui ho riflettuto a lungo. Ed ora il Nous – così avevamo soprannominato Odifreddi nel precedente post – le evidenzia con una sinteticità ed un acume enormi, dandomi la possibilità di chiudere il cerchio dei mie pensieri!»
Marco: «E allora? Stai scherzando?»
Nabla: «No, non scherzo».
Marco: «Sentiamo…».
Nabla: « Partiamo dal passo in cui Odifreddi si dichiara epigono di Bertrand Russel».
Marco: «Infatti, mi sembra che Russel portasse avanti idee simili a lui nell’opera “Perchè non sono cristiano”».
Nabla: «“non sono” o “non possiamo”, questo è il problema!»
Marco: «Ma che dici? Stai diventando pazzo?»
Nabla: «Forse.Ad ogni modo, è vero che Odiffreddi ha idee simili a quelle di Russel, per quanto riguarda il Cristianesimo e le religioni, ma tra i due c’è una differenza fondamentale in materia di scienza e matematica.
Lasciamocelo dire da loro:

“Se la matematica e la scienza prendessero il posto della religione e della superstizione nelle scuole e nei media, il mondo diventerebbe un luogo più sensato, e la vita più degna di essere vissuta. Che ciascuno porti dunque il suo contributo, grande o piccino, affinché questo succeda, per la maggior gloria dello Spirito Umano.”
(Piergiorgio Odifreddi, Il matematico impertinente)

Io non credo che la scienza per sé, sia fonte adeguata di felicità, né credo che la mia mentalità scientifica abbia contribuito gran che alla mia propria felicità, che io attribuisco al fatto che vado di corpo due volte al giorno, con immancabile regolarità. La scienza di per se stessa mi sembra neutra, essa, cioè, accresce il potere degli uomini per il bene come per il male.
Una valutazione dello scopo della vita è cosa che va aggiunta alla scienza se si vuole che essa rechi felicità…”
(Bertrand Russel – Lettera all’editore Warder W. Norton in merito alla pubblicazione del testo La Società Scientifica)

Da queste poche righe di Russel ho avuto importanti conferme: neutralità dellascienza in riferimento alla felicità ed al possibile uso positivo o negativo che di essa si possa fare».

Marco: «Ma la scienza non ci ha reso più felici? Tutte le comodità che abbiamo? Le attuali cure mediche?»
Nabla: «Allora, per prima cosa dobbiamo operare una distinzione. Ci stiamo muovendo su due piani molto differenti tra loro:

– la scienza come bene e fattore di crescita spirituale per chi la pratica;
– la scienza come progresso del sapere e innovazione tecnologica, che dovrebbe portare ad accrescere il benessere collettivo.

Marco: «Inziamo dall’analisi del progresso scientifico come benessere».
Nabla: «In realtà anche in questo caso, la scienza è neutra di per sé».
Marco: «Neutra rispetto a cosa?»
Nabla: «Rispetto al possibile uso che ne possiamo fare. La scienza, o meglio, la tecnica che è una sua applicazione crea la bomba atomica, il buon senso stabilisce che usarla è, in ogni caso un danno. Dato che non tutti gli uomini hanno buon senso, possiamo immaginare quali enormi disastri può creare il progresso scientifico. Nello stesso tempo permette di trovare nuove cure per le malattie, di fornire un notevole quantitativo di energia, una vita agiata,…
Quindi il nucleare può essere usato con finalità rivolte al bene (trattamento di patologie oncologiche e produzione di energia), ma anche al male (bombe)».
Marco: «Capisco quello che vuoi dire».
Nabla: « Russel stesso afferma che, mentre la scienza permette all’uomo di liberarsi dal servilismo nei confronti della natura, non può far nulla “per liberalo dalla parte più servile di se stesso. I pericoli esistono, ma non sono inevitabili, e la speranza nel futuro è per lo meno ragionevole così come il timore”».
Marco:«A questo punto non capisco se la scienza possa essere utile all’uomo che la pratica per la sua crescita spirituale».

Nabla:«Che la scienza e la matematica possano accrescere le nostre capacità di discernimento, è fuori di dubbio. Lo stesso Platone all’ingresso dell’accademia aveva scritto: “non entri chi non è geometra” . Anch’io consiglierei di studiare matematica, ma non basta. Solamente chi pensa all’uomo, come essere puramente razionale, può ritenere sufficienti la scienza e la matematica. In realtà, anche se siamo amanti della ragione è la nostra parte irrazionale che spesso ci spinge: l’uomo non è, né irrazionale né razionale, è entrambe le cose:

La contrapposizione tra Apollineo e Dionisiaco di Nietzsche.

La lotta tra super-io,io ed Es di Freud.

La biga di Platone con i cavalli alati bianco e nero, guidati dall’auriga.In estrema sintesi, l’auriga è l’elemento razionale dell’uomo, mentre i cavalli sono le passioni e le spinte irrazionali.
Il cavallo bianco, è ubbidiente e nobile ,quello nero,è goffo,recalcitrante ed incapace. Mentre il primo rappresenta le passioni più nobili e sublimi, il secondo incarna quelle più basse ed incontrollabili. Compito dell’auriga (cioè della ragione) è quello di governarli, facendo in modo che anche il cavallo nero (che non è possibile eliminare) collabori, e si accordi con il bianco, in un’armonia tra ragione e spinte passionali.
Oltre questo, bisogna anche considerare che l’ auriga non si riduce alla sola logica!
In ogni caso non concepisco qualsiasi tipo di atteggiamento che tende a demolire dei bisogni innati nella natura umana,come ad esempio, quello di pregare».
Marco: «Ma anche chi prega combattendo la ragione, non è altrettanto distruttivo?».
Nabla: «Certo,cambia l’oggetto, ma il fine è sempre annichilire».
Marco: «Quindi, secondo te, l’errore commesso da Odifreddi e dai fondamentalisti religiosi, è quello di escludere alcune parti dell’animo umano».

Nabla: «Il problema fondamentale è che l’uomo ha bisogno di certezze. E quindi il matematico vede un mondo matematico, il poeta un mondo poetante, il religioso un mondo credente: la nostra tendenza è quella di cercare di rendere gli altri simili a noi, o meglio, simili al nostro modo di vedere il mondo. Non avere punti fermi è disastroso per la nostra intrinseca condizione di insicurezza rispetto alla vita, come esseri gettati nel mondo inconsapevolmente ed involontariamente, al pari di un naufrago in bilico su una barca in un mare in tempesta, che si aggrappa al primo appiglio che trova, per non perdere l’equilibrio».

Altre risorse:

Odifreddi e i cristiani cretini

Piergiorgio Odifreddi

Scienza e fede

Logica

24 Comments

  1. spora 21 Ottobre 2007
  2. CBicp 22 Ottobre 2007
  3. nabla 22 Ottobre 2007
  4. Mara nada 23 Ottobre 2007
  5. Mara nada 23 Ottobre 2007
  6. CBicp 23 Ottobre 2007
  7. paolab. 24 Ottobre 2007
  8. nabladue 24 Ottobre 2007
  9. Antares666 25 Ottobre 2007
  10. CBicp 27 Ottobre 2007
  11. Fumblindog 28 Ottobre 2007
  12. nabla 28 Ottobre 2007
  13. Fumblindog 28 Ottobre 2007
  14. max 13 Novembre 2007
  15. nabla 15 Novembre 2007
  16. CBicp 18 Novembre 2007
  17. Vittorio 9 Dicembre 2007
  18. Alecverdini 27 Agosto 2009
  19. nabladue 31 Agosto 2009
  20. lavynia 2 Settembre 2009
  21. comment by Andreas 16 Gennaio 2010
  22. tonino 19 Giugno 2011
  23. nabladue 19 Giugno 2011
  24. tonino 24 Agosto 2011

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