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22 Dicembre 2023
Nabladue
Tempo di lettura: 3 minuti

Giorgia Meloni salva Chiara Ferragni

Chiara Ferragni, il pandoro e la benificienza

Chiara Ferragni, un nome che assurge alle vette del potere mediatico e si specchia incessantemente nei riflessi scintillanti della moda e del lusso, si è recentemente ritrovata al centro di una controversia: è stata accusata di utilizzare la beneficenza come pretesto per aumentare i propri guadagni tramite una pubblicità ingannevole.

Chiara Ferragni diventa l’emblema dell’immoralità imprenditoriale dei nostri tempi: una campagna di vendita di pandori natalizi, promossa come iniziativa benefica è, in realtà, un'operazione ingannevole.

L'Antitrust ha scoperto che la donazione promessa all'ospedale Regina Margherita di Torino era indipendente dalle vendite, e già decisa in anticipo. Una multa di circa 1 milioni di euro è stata comminata a Ferragni, cifra trascurabile per l’influencer, ma un duro colpo per la sua immagine.

Il paradosso di Giorgia Meloni che salva la Ferragni

A questo punto entra in scena la “salvatrice” di Chiare Ferragni: Giorgia Meloni.

La leader politica di Fratelli d’Italia ha fatto un discorso critico sugli influencer e i loro modelli di business, lanciando un'accusa verso Ferragni, senza nominarla direttamente. Tuttavia, sorprendentemente, queste critiche hanno finito per offrire a Ferragni un inaspettato sostegno e un salvataggio in extremis. Ora vi spiego perché.

La critica di Meloni, invece di mettere in luce le questioni etiche, ha politicizzato l'evento. Le parole della Meloni hanno fatto emergere un inatteso fronte di difesa a favore di Ferragni. Tutto questo ha trasformato le questioni etiche e morali, legate al comportamento di Ferragni, in una controversia politica.

 

Interventi come quelli del prof. Montanari su X (twitter), che prende le difese di Chiara Ferragni ne sono una prova (Montanari su Meloni-Ferragni)

In questo post, Montanari sottolinea l'importanza di non confondere la critica politica con l'uso del potere pubblico per attaccare singoli cittadini. L’autore evidenzia che, anche se qualcuno può avere avversione per Chiara Ferragni, la presidente del Consiglio non dovrebbe usare il suo potere per danneggiare chi l’ha criticata in passato. Questo comportamento rappresenterebbe un abuso di potere e un pericoloso regresso all'antico regime o un segno di una concezione autoritaria del potere.

Ciò che sfugge a Montanari, è che Chiara Ferragni non è una “privata cittadina”. Quella della Ferragni è una figura di grande potere, dato che dispone di un seguito di influencer molto più ampio rispetto al politico italiano più votato. Chiara Ferragni possiede un notevole potere economico, mediatico e, potenzialmente, anche politico. Mentre le manca il potere istituzionale diretto, è possibile che, in modo indiretto, influenzi persino alcuni politici.

Siamo in un’epoca in cui le elezioni si vincono anche con i social. Ferragni detiene un potere che abbiamo il dovere di non trascurare o minimizzare.

 Il "panem et circenses" dei nostri giorni

Perché facendo queste discussioni stiamo cadendo nella trappola della Meloni?

Le parole di Meloni hanno volontariamente fornito a Chiara Ferragni un'ancora di salvezza. Invece di favorire una condanna unanime da parte di tutte le forze politiche e non, la critica della Meloni ha creato un salvagente, dove la discussione politica su questo evento offusca il cuore del problema: l’abominevole immoralità di Chiara Ferragni.

Ma perché la Meloni è intervenuta in questa vicenda?

Per genuina ripulsa nei confronti della Ferragni o per perpetuare un sistema in cui non vi è mai vera opposizione, ma solo armi di distrazione di massa?

Meloni, permettendo alla Ferragni di rimanere a galla, e di tornare in primo piano sul palcoscenico imprenditoriale e politico, si assicura un mezzo efficace per distogliere l'attenzione dei cittadini dai problemi reali.

Perché concedere a figure come la Ferragni, la cui condotta dovrebbe essere universalmente condannata, di godere di una sorta di protezione politica da parte degli avversari della Meloni?

Non si tratta forse di una manovra astuta per mantenere lo status quo?

Alla luce di tutto ciò, lo scontro Ferragni-Meloni si trasforma nel "panem et circenses" dei nostri giorni, un meccanismo di distrazione che permette al sistema di persistere, alimentandosi di uno scontro teatrale ma privo di autentica opposizione.

 


Altre fonti:

Inchiesta Selvaggia Lucarelli:

Inchiesta di Selvaggia  Lucarelli, Pandoro e Beneficenza Ferragni

 

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