Priorità: evitare la riduzione degli acquisti?

“La quarta priorità, nel momento della riapertura, sarà stimolare la domanda aggregata. È probabile che la gente riduca gli acquisti fino al 20% rispetto al periodo pre-crisi.”

consumismo

Siamo sicuri che tornare al modello del consumo esasperato sia la scelta giusta?

Alla luce di quello che è accaduto negli ultimi 20 anni circa, il modello di società basato sull’esasperazione dei consumi ha mostrato tutti i suoi limiti. Allora a cosa serve sostenere tale modello e non adoperarsi per trasformarlo per quanto possibile?

Cosa cambierebbe a noi consumatori se le spedizioni dei prodotti impiegassero tre giorni invece che uno?

Se i nuovi modelli di cellulari uscissero ogni tre anni anziché tutti gli anni?

Se la rete mobile non arrivasse in breve al 10G ma si desse più attenzione ad una copertura totale sul territorio?

Se non buttassimo tutti i vestiti ogni anno per seguire le mode del momento?

Euro 4, Euro 5, Euro 6 è realmente la soluzione dei problemi dell’inquinamento o, è solo un modo per farci spendere più soldi?

Se invece di avere 18 serie Tv l’anno ne avessimo meno, saremmo anche meno felici?

Piuttosto che spendere i soldi per seguire il calcio e far arricchire i calciatori (mentre noi magari fatichiamo per arrivare a fine mese) non sarebbe meglio praticare un po’ di attività fisica in più ?

Sono domande che ti infastidisco ? Che reputi sciocche? Ma non ti sembra più sciocca e insensata la società che abbiamo creato e che stiamo nutrendo e sostenendo ?

E in sostanza, qual è il prezzo del consumo sfrenato e quali sono i benefici?

Direi che i benefici sono molto pochi. È vero, abbiamo il tutto il superfluo. Questo significa che possediamo e desideriamo ciò di cui NON avremmo realmente bisogno, se non fossimo ipnotizzati dai sovrani del consumo. Molti di noi sono talmente orientati dalla società dei consumi, che, a volte, sono disposti a rinunciare all’essenziale pur di ottenere l’accessorio.

Ma la domanda vera è: tutto ciò ci rende felici? Oppure ci rende dipendenti da qualcosa che viene calato dell’alto e su cui, in fondo, non abbiamo una reale libertà di scelta? E qual è il costo di tutto ciò?


Il prezzo da pagare è quello della distruzione dell’ambiente, di una competizione sregolata, di un lavoro sempre più stressante e alienante, di un divario ricchi-poveri sempre più esacerbato, e, non ultimo, di avere delle menti sempre più fragili e sempre più dipendenti dagli oggetti di consumo.

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