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3 Dicembre 2023
Nabladue
Tempo di lettura: 5 minuti

Barbie e il nichilismo

Breve Introduzione al Film "Barbie"

Il film "Barbie" emerge come un'opera cinematografica che cattura l'attenzione, non solo per la sua scenografia vivace e i costumi accattivanti, ma anche per il tentativo di confrontarsi con tematiche sociali ed esistenziali rilevanti per la società contemporanea.

nichilismo e femminismo moderno

Barbie si distingue per le sue scenografie stravaganti, i costumi colorati e le coreografie meticolosamente curate, e rappresenta un vero capolavoro visivo. Al di là dell'aspetto estetico, il film offre degli spunti di riflessione notevoli.

Dal punto di vista della sceneggiatura,  le citazioni e i riferimenti a classici della cinematografia come "2001: Odissea nello spazio" e "Matrix" sono sviluppate con ingegnosità, dimostrando un interessante richiamo a diversi elementi culturali e filosofici.

Nel riferimento a 2001 Odissea nello spazio, le bambine di fine anni '50 distruggono le bambole tradizionali in favore della pin up dal costume zebrato, facendole uscire dal loro ruolo di mamme e di levatrici per abbracciare una nuova visione della femminilità e dell'universo femminile.

Il richiamo al film Matrix in diverse scene di "Barbie" non è ovviamente casuale, ma piuttosto è un elemento narrativo che enfatizza la necessità di rivedere e trasformare la percezione del mondo.

Questo riferimento introduce un tema chiave:

il confronto tra due realtà, una utopica rappresentata dal mondo di Barbie e l'altra, una realtà più patriarcale e concreta.

Questo dualismo riflette in modo significativo la dicotomia platonica tra il mondo delle idee e la realtà sensibile.

In termini platonici, ogni trasformazione implica una sorta di "uscita dalla caverna", un processo di illuminazione che ci porta a riconoscere e a rifiutare le ombre proiettate sulla parete come l'unica realtà. Una volta emersi in questa nuova consapevolezza, si presenta la sfida di ritornare nella caverna per condividere la nuova visione con gli altri, cercando di convincerli che la realtà è più di ciò che appare in superficie. Questo processo non è solo un viaggio personale, ma anche un tentativo di decostruire e ridefinire collettivamente la realtà, plasmandola in modi nuovi e più veritieri.

In "Barbie", questo viaggio simbolico è intrapreso attraverso le vicende dei personaggi, che si muovono in un universo dove le convenzioni e le aspettative sono messe in discussione.

Il film esplora il tentativo di rovesciare e riplasmare la realtà, non solo come un atto individuale, ma come un'impresa collettiva che richiede coraggio, immaginazione e la volontà di sfidare lo status quo.

La citazione di Proust, infine, introduce sottilmente il tema del tempo, della memoria e dell'identità, concetti che risuonano, ma non vengono per nulla approfonditi nell'opera.

In sostanza, attraverso un tessuto narrativo intrecciato di simbolismi e metafore, "Barbie" si presenta come un terreno fertile per proporre una critica sociale ed una nuova visione del mondo.

 

Nietzsche e il nichilismo

In questo contesto, "Barbie" non è solo un film d'intrattenimento: è un'opera d'arte che sfida le convenzioni, invitando lo spettatore a compiere un viaggio in uno dei sentieri che ha intrapreso il femminismo moderno. È in questo scenario che intendiamo introdurre il nichilismo, così come lo ha definito Friedrich Nietzsche.

La definizione di nichilismo data da Friedrich Nietzsche possiamo dire che è stata profetica e visionaria, anticipando le dinamiche socioculturali dei successivi due secoli. Nietzsche identifica l'insorgere del nichilismo come un fenomeno caratterizzato dalla svalutazione dei valori supremi. In un mondo nichilista, manca uno scopo definito, e le risposte ai grandi "perché?" della vita diventano sempre più elusive, con una generale degradazione dei valori precedentemente accettati.

“Ciò che descrivo è la storia dei prossimi due secoli. Io descrivo ciò che viene […]: l’insorgere del nichilismo. […]. Che cosa significa nichilismo?

Significa che i valori supremi si svalutano.

Manca lo scopo.

Manca la risposta al “perché?”[...]

Tutti i valori si svalutano.”

La società contemporanea, immersa in questa realtà nichilista descritta da Nietzsche, mostra tre diverse reazioni:

  1. Ritorno ai Valori Antichi: Alcuni sostengono che i vecchi valori debbano essere recuperati e riportati a plasmare le nostre vite e la società.
  2. Il Grande Reset e la Cancel Culture: Questo gruppo cerca di azzerare completamente i valori esistenti, puntando a una rinascita culturale.
  3. Trasformazione dei Valori per il Mondo Moderno: Infine, c'è chi aspira a trasformare i vecchi valori per adattarli al contesto contemporaneo.

La problematica della prima reazione al nichilismo sta nel fatto che è impossibile trascurare che i valori del passato avessero un significato nel loro contesto storico. Ora, questi valori non possono essere semplicemente reimposti, ignorando i significativi cambiamenti sociali, filosofici e tecnologici che la società ha attraversato. Paradossalmente, molti dei sostenitori di un ritorno a tali valori, spesso, non li applicano neppure nella propria vita quotidiana.

Quanto al secondo tipo di reazione, essa propone una visione in cui le persone possono essere modellate secondo nuovi standard e regole di conformità, imposti da un gruppo ritenuto detentore della verità.

Ma chi sarebbero questi architetti della società, incaricati di riprogrammare le generazioni future?

Si tratta di un approccio che, associato alla cancel culture, rischia di cancellare completamente la tradizione e la storia, invece di trasformarle o integrarle. La tradizione, sebbene imperfetta, rappresenta un'eredità culturale che fornisce un apporto fondamentale per comprendere la società e per dare una bussola al pensiero e alla vita agli individui stessi.

Questa prospettiva rischia di distruggere il patrimonio culturale tradizionale, che, nonostante le sue imperfezioni, costituisce una parte fondamentale della nostra identità collettiva. Ignorare la cultura tradizionale o eliminarla significa gettarsi nel vuoto senza paracadute.

Infine, c'è la visione di chi vorrebbe trasformare i valori antichi in qualcosa di più adeguato al contesto moderno. Tuttavia, il problema di questa prospettiva risiede nella difficoltà di determinare come trasformare efficacemente i valori tradizionali. Molti tentativi finora si sono rivelati inefficaci. Nel contesto della postmodernità, il peso del relativismo schiaccia tutti gli sforzi di trovare dei punti fermi e una base valoriale condivisa. Ciò che spesso emerge è una battaglia tra fazioni, in cui ciascuna parte cerca di imporre la propria visione. Questo continuo ed estenuante confronto non ha mai fine e non si riesce ad arrivare ad un criterio di giudizio condiviso.

 

Il nichilismo di Barbie

Il film "Barbie" si colloca chiaramente all'interno del paradigma del nichilismo, in particolare seguendo la corrente di pensiero associata al "grande reset". La visione artistica della regista e sceneggiatrice ci trasporta in un universo matriarcale tinto di  rosa, dove le donne detengono il potere assoluto e incarnano la libertà di essere ciò che desiderano. Tuttavia, questa rappresentazione si rivela fuorviante e profondamente nichilista. Perché, per prima cosa, non si capisce neanche cosa desiderino.

Il film si sviluppa come una parabola femminista, ma si perde in un intreccio di troppi filoni narrativi, rendendo ambigua la direzione e il messaggio finale. Si respira un'atmosfera di retorica femminista, ma emerge la domanda cruciale: quale alternativa viene proposta?

Le risposte fornite dal film sono inquietanti:

  • Personaggi che si dibattono in problemi senza mai trovare una chiara direzione o un'aspirazione.
  • Vite prive di scopo, dove l'esistenza è ridotta a un mero perseguimento dell'attimo e del divertimento.
  • Utopie irrealizzabili che non trovano radicamento nella realtà.
  • Un vuoto interiore che permea l'essenza dei personaggi.
  • Un individualismo esasperato, accompagnato da un marcato narcisismo femminile.
  • Dal punto di vista maschile, prevale un senso di inutilità e debolezza, sebbene permangano tracce di esercizio della violenza fisica.
  • I due generi sono ineluttabilmente separati, con uomini e donne che appartengono a mondi ormai inconciliabili e senza possibilità di condivisione e comunicazione.
  • I protagonisti del film sono auto-referenziali.
  • Nel mondo di Barbie la questione di procreare e gestire una famiglia è completamente assente e irrilevante.
  • La cosa peggiore è che non si riscontra alcuna traccia di un qualsiasi impulso verso una progettualità nella vita, come se il "carpe diem" fosse diventato la nuova religione l'unica alternativa ai valori sociali tradizionali.

In conclusione, il film "Barbie" sembra incarnare la definizione di nichilismo data da Nietzsche: un mondo dove i valori tradizionali sono stati sovvertiti, ma senza proporre un'alternativa costruttiva o un nuovo orizzonte di senso.

È un universo dove l'esistenza è ridotta a una serie di momenti e movimenti disconnessi, privi di un filo conduttore che li unisca in una visione che possa permettere ad una società di sostenersi

 

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