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1 Agosto 2023
Nabladue
Tempo di lettura: 12 minuti

Socrate e i bias cognitivi

Socrate e i bias cognitivi

I bias cognitivi

I bias cognitivi sono errori sistematici nel pensiero che influenzano i giudizi e le decisioni delle persone. Sono il risultato di modelli di pensiero che semplificano o alterano le informazioni di elaborazione. Si tratta di deviazioni rispetto alla logica e al giudizio obiettivo, che possono portare a percezioni distorte, valutazioni inaccurate, interpretazioni irrazionali o illogiche della realtà.

Ogni bias è una tendenza a pensare in un certo modo, spesso guidata da norme sociali, aspettative culturali, esperienze personali o altri fattori. Per esempio, il "bias di conferma" è la tendenza a cercare o interpretare le informazioni in modo da confermare le nostre credenze preesistenti. Questo può portare a trarre conclusioni erronee, poiché ignora le informazioni che contraddicono le nostre credenze.

I bias possono avere un impatto significativo sulle nostre decisioni e comportamenti. Possono influenzare tutto, dalle interazioni quotidiane e dalle decisioni di vita, fino alle politiche pubbliche e alle opinioni sociali. Mentre non possiamo eliminare completamente i bias dal nostro pensiero, possiamo lavorare per riconoscerli e mitigarne l'impatto.

Tutti sono affetti da bias sia le persone "comuni" che gli scienziati.

 

Bias Cognitivi: Scienziati, Fatti e filtri cognitivi

L'essere umano, nella sua innata curiosità, ha sempre cercato di capire e interpretare il mondo circostante. Da quest'impulso fondamentale nascono le scienze, disciplinate e sistematizzate indagini della realtà. Ma, a prescindere da quanto metodici o oggettivi ci sforziamo di essere, dobbiamo affrontare un ostacolo intrinseco e persistente: i nostri stessi bias cognitivi.

Anche gli scienziati, che si dedicano alla ricerca della verità oggettiva, non sono immuni dai bias cognitivi. La scienza, nella sua forma ideale, si basa sul metodo scientifico - un processo di osservazione, ipotesi, esperimento e revisione che mira a ridurre l'influenza dei bias. Tuttavia, il metodo scientifico non può eliminarli completamente. Gli scienziati, come tutti gli esseri umani, hanno le proprie prospettive, aspettative e pregiudizi che possono influenzare la loro interpretazione dei dati.

Questa sfida diventa ancora più evidente nelle scienze sociali, come la psicologia, la sociologia o  nell'economia. Queste discipline, che studiano i comportamenti e le interazioni umane, sono intrinsecamente più vulnerabili ai bias a causa della loro complessità e soggettività. I "fatti" in queste scienze sono spesso intrecciati con opinioni, interpretazioni e contesti culturali.

L'affermazione che una persona o un gruppo si basa "solo sui fatti" trascura una realtà fondamentale: i fatti non esistono di per sé. Sono sempre percepiti, interpretati e presentati attraverso una lente umana. Questa lente è inevitabilmente colorata dai nostri bias cognitivi.

Nonostante ciò, non dobbiamo necessariamente vedere i bias come nemici irredimibili della conoscenza. Invece, potremmo vederli come segnali che ci ricordano la nostra umanità. Ci ricordano che il nostro modo di vedere il mondo è soggettivo, e che l'obiettività assoluta è un obiettivo irraggiungibile. Ma attraverso lo scetticismo sano, l'auto-riflessione e la critica costruttiva, possiamo cercare di mitigare i loro effetti e avvicinarci sempre più alla verità.

Le scienze più "forti" come la fisica possono sembrare quasi immuni ai bias, ma non si tratta di una immunità assoluta. Anche in queste discipline, le teorie possono essere influenzate da aspettative e pregiudizi culturali. Tuttavia, la natura più tangibile e quantificabile dei loro soggetti di studio può limitare di molto l'effetto dei bias fino quasi a scomparire.

Per chi fosse scettico su questo punto, basti pensare che Albert Einstein, dopo aver pubblicato degli studi che hanno dato vita alla meccanica quantistica, ha poi, per le sue visioni personali, condannato la meccanica quantistica. E' famosissima la frase di Einstein "Dio non gioca a dadi" pronunciata proprio per screditare la meccanica quantistica. Tutto questo non ha nulla di scientifico, ma sono solo (leciti) pregiudizi di un fisico la cui visione del mondo influenza anche la sua professione di fisico (Perché ad Einstein non piaceva la fisica quantistica? Il paradosso EPR).

 

Socrate e i Bias Cognitivi: La Saggezza del Dubbio

Socrate - foto ritratto di Socrate

Socrate, uno dei più grandi filosofi dell'antica Grecia, è famoso per una frase che suona quasi paradossale: "So di non sapere". Questa affermazione, chiamata "paradosso socratico",

riconosce l'ignoranza come una componente fondamentale della conoscenza umana.

Come si colloca questo pensiero nell'ambito dei bias cognitivi?

Come detto in precedenza, i bias cognitivi sono deviazioni sistematiche dal pensiero logico e razionale. Sono il prodotto di meccanismi mentali che semplificano o distorcono la nostra comprensione del mondo, spesso a discapito dell'accuratezza. Queste distorsioni mentali possono portare a percezioni e giudizi sbagliati, e influenzare le nostre decisioni.

Se applichiamo il principio socratico del "so di non sapere" alla comprensione dei bias cognitivi, emergono alcune connessioni interessanti. Socrate era noto per il suo costante mettere in discussione le affermazioni dogmatiche e per la sua abitudine di sottoporre qualsiasi idea al rigore del dialogo e del dibattito. La sua filosofia era centrata sull'idea che l'unico vero sapere è sapere di non sapere.

Questa posizione di apertura mentale e di continuo dubbio può essere vista come un antidoto ai bias cognitivi.

Laddove il bias di conferma ci porta a cercare e interpretare le informazioni in modo da confermare le nostre credenze esistenti, l'atteggiamento socratico ci invita a mettere in discussione le nostre convinzioni e ad accettare la possibilità che potremmo essere in errore.

Il costante interrogarsi di Socrate e la sua caratura morale, immune da desiderio di ricchezza e di potere gli permettevano anche di evitare bias motivati da interessi personali. Quando la nostra percezione è distorta da desideri o aspettative personali, commettiamo errori di giudizio che possono avere gravi conseguenze.

La filosofia socratica ci invita a mettere da parte i nostri interessi personali nel tentativo di raggiungere una comprensione più obiettiva e veritiera del mondo.

Infine, la saggezza di Socrate ci ricorda l'importanza dell'umiltà intellettuale. Il riconoscimento del nostro limitato sapere è un potente rimedio contro l'effetto Dunning-Kruger, un bias cognitivo che ci porta a sovrastimare le nostre competenze.

In conclusione, il "so di non sapere" di Socrate, con la sua enfasi sul dubbio, sull'interrogazione critica e sull'umiltà, offre un potente strumento per combattere i bias cognitivi. Nonostante fossero passati millenni prima che la psicologia moderna iniziasse a studiare i bias cognitivi, Socrate sembra aver intuitivamente compreso l'importanza del dubbio e dell'auto-interrogazione come strumenti per mitigare le distorsioni intrinseche del nostro apparato cognitivo.

 

I principali bias cognitivi

Il bias di ancoraggio (Anchoring Bias): Questo bias descrive la nostra tendenza a fare affidamento troppo pesantemente sulla prima informazione che riceviamo (l'"ancora"). Ad esempio, se ti viene detto che un prodotto vale 1000 euro, ma poi te lo vendono per 500 euro, potresti considerarlo un affare, anche se il suo vero valore è di 300 euro.

Apofenia: Questo è il termine usato per descrivere la tendenza umana a cercare e trovare connessioni tra informazioni o eventi che potrebbero non essere collegati. Ad esempio, potresti vedere una forma familiare in una nuvola o sentire un brano di canzone nel rumore del vento.

Lo hindsight bias o bias del senno di poi: Questo bias ci porta a credere che avremmo potuto prevedere o aspettarci un evento dopo che è già accaduto. Per esempio, dopo un incidente d'auto, potresti pensare "sapevo che avrei dovuto prendere un'altra strada".

Outcome bias o bias di risultato: Questo bias ci fa giudicare una decisione basandoci sul suo esito, piuttosto che sulla qualità della decisione al momento in cui è stata presa. Ad esempio, se fai un investimento rischioso che alla fine paga, potresti pensare che fosse una buona decisione, anche se all'inizio era un'opzione molto rischiosa.

GOOGLE EFFECT: Questo effetto descrive la tendenza a dimenticare le informazioni che possono essere facilmente ricercate online. Ad esempio, potresti avere difficoltà a ricordare la capitale di un paese perché sai di poterla cercare facilmente su Google.

IKEA EFFECT: Questo effetto si riferisce alla tendenza a dare più valore agli oggetti che abbiamo assemblato o creato personalmente. Ad esempio, un mobile IKEA che hai assemblato da solo potrebbe avere più valore per te di un mobile già assemblato che hai acquistato.

OVERCONFIDENCE EFFECT: Questo effetto descrive la nostra tendenza a sovrastimare le nostre capacità, competenze o accuratezza delle nostre previsioni. L'effetto di eccessiva fiducia è un bias ben consolidato in cui la fiducia soggettiva di una persona nei propri giudizi è ritenuta più alta dell' oggettiva accutratezza di tali giudizi. L'eccessiva fiducia è un esempio di sbaglaita misurazione delle probabilità soggettive. Nella letteratura di ricerca, l'eccessiva fiducia è stata definita in tre modi distinti: (1) sovrastima della propria effettiva performance; (2) sopravvalutazione della propria performance rispetto agli altri; e (3) eccessiva precisione nell'esprimere una certezza immeritata nell'accuratezza delle proprie credenze.

PLANNING FALLACY: Questo bias riguarda la tendenza a sottovalutare il tempo, gli sforzi o i costi necessari per completare un compito. Ad esempio, potresti pensare di essere in grado di ristrutturare la tua casa in un mese, quando in realtà ci vorranno sei mesi.

DUNNING-KRUGER EFFECT: Questo effetto si riferisce alla tendenza delle persone con bassa competenza a sovrastimare le loro abilità, mentre quelle con alta competenza tendono a sottovalutarsi. Ad esempio, un principiante in cucina potrebbe pensare di essere un buon cuoco, mentre un cuoco esperto potrebbe essere molto più critico nei confronti delle proprie abilità.

THE CURSE OF KNOWLEDGE: Questo bias si verifica quando qualcuno, conoscendo bene un argomento, ha difficoltà a immaginare come sia non avere quella conoscenza e quindi ha difficoltà a spiegare il concetto a chi non lo conosce. Ad esempio, un professore di fisica potrebbe avere difficoltà a spiegare concetti di fisica a studenti che non hanno mai studiato fisica prima.

L’HALO EFFECT: Questo bias si riferisce alla tendenza a lasciare che un tratto positivo influenzi la nostra opinione generale di una persona o di un oggetto. Ad esempio, se una persona è attraente, potresti attribuirle anche altre qualità positive, come l'intelligenza o la gentilezza, senza avere prove concrete.

BANDWAGON EFFECT: Questo effetto descrive la tendenza a fare o credere cose perché molte altre persone lo fanno o lo credono. Ad esempio, potresti decidere di tifare per una certa squadra di calcio solo perché tutti i tuoi amici lo fanno.

L’AUTHORITY FALLACY: Questo bias si verifica quando crediamo in qualcosa solo perché una figura di autorità (reale o percepita) lo sostiene. Ad esempio, potresti credere in una affermazione medica solo perché è stata fatta da un medico famoso, anche se non ci sono prove scientifiche che la sostengano.

CONFIRMATION BIAS: Questo bias riguarda la tendenza a cercare, interpretare, favorire e ricordare le informazioni in un modo che conferma le proprie credenze o ipotesi preesistenti. Ad esempio, se credi che i gatti siano cattivi, potresti notare solo le storie o le informazioni che confermano questa credenza e ignorare le storie che la contraddicono.

Effetto primacy e effetto recency: L'effetto primacy è la tendenza a ricordare meglio le prime informazioni che riceviamo, mentre l'effetto recency si riferisce alla tendenza a ricordare meglio le informazioni più recenti. Ad esempio, se ascolti una lista di parole, sarai più propenso a ricordare le prime e le ultime parole, piuttosto che quelle al centro.

Bias di gatekeeping: Questo bias si verifica quando le decisioni di un piccolo gruppo di persone (i "gatekeeper") influenzano quali informazioni vengono distribuite al pubblico generale. Ad esempio, i redattori dei media possono scegliere di coprire solo determinate storie, influenzando così ciò che il pubblico vede e come interpreta gli eventi.

Survivorship bias: Tendenza a concentrarsi solo su persone o cose che "sopravvivono" a un processo, ignorando coloro che non lo fanno. Ad esempio, potremmo essere portati a pensare che avviare una startup sia un buon modo per diventare ricchi guardando solo gli imprenditori di successo, dimenticando tutte le startup che non ce l'hanno fatta.

Argumentum ad hominem: Questa è una fallacia logica in cui un argomento è contraddetto attaccando la persona che lo presenta, piuttosto che affrontare l'argomento stesso. Ad esempio, qualcuno potrebbe dire "Non dovresti ascoltare l'opinione di quel politico sulla sanità, ha avuto problemi legali in passato".

Cherry picking: Tendenza a scegliere selettivamente le informazioni che sostengono la nostra visione o ipotesi e ignorare quelle che la contraddicono. Ad esempio, un politico potrebbe evidenziare solo i dati economici positivi durante il suo mandato, ignorando i dati negativi.

Post hoc, ergo propter hoc: Questa è una fallacia logica che sostiene che se un evento segue un altro, allora il primo evento deve aver causato il secondo. Ad esempio, se ti ammali dopo aver mangiato in un certo ristorante, potresti pensare erroneamente che il cibo del ristorante sia la causa della tua malattia.

Bias di copertura: Tendenza dei media a concentrarsi su determinati argomenti, persone o eventi a discapito di altri, influenzando così la percezione del pubblico su quali argomenti siano importanti.

Apofenia (Patternicity o Agenticity): Come menzionato prima, l'apofenia è la tendenza a vedere connessioni e modelli in dati o eventi casuali. Patternicity si riferisce alla ricerca di pattern o modelli inesistenti, mentre Agenticity si riferisce alla tendenza a credere che eventi del mondo siano causati da agenti intenzionali.

Gambler's fallacy: Tendenza a pensare che eventi futuri in una sequenza casuale siano influenzati da eventi precedenti. Ad esempio, pensare che dopo una serie di testa alla roulette, sia più probabile che esca croce, nonostante la probabilità sia sempre 50/50.

Bias dei dettagli seduttivi: Tendenza a concentrarsi su dettagli vividi e interessanti, ignorando le informazioni più importanti o rilevanti. Ad esempio, un reportage può concentrarsi sulle storie personali drammatiche piuttosto che sui dati statistici.

Bias di supporto della scelta: Tendenza a ricercare informazioni che confermino le nostre scelte e a ignorare informazioni che le contraddicono. Ad esempio, dopo l'acquisto di una macchina, potresti cercare recensioni positive su quel modello e ignorare le negative.

Effetto del contesto: Tendenza a percepire le informazioni in modo diverso a seconda del contesto in cui vengono presentate. Ad esempio, un vestito può sembrarti più attraente in un negozio di lusso che in un negozio di sconti.

Bias dell'egocentrismo: Tendenza a concentrarsi eccessivamente sulla propria persona e sul proprio punto di vista. Ad esempio, potresti pensare che tutti siano interessati ai tuoi interessi o condividano le tue opinioni.

Effetto del gruppo etnico: Tendenza a favorire i membri del proprio gruppo etnico e a giudicare più duramente i membri di altri gruppi etnici.

Retrospettiva rosea: Tendenza a ricordare il passato in modo più positivo di quanto non fosse realmente. Ad esempio, potresti ricordare solo i bei momenti di una vecchia relazione e dimenticare i tempi duri.

Bias dovuto allo stereotipo: Tendenza a fare ipotesi o giudizi su una persona o un gruppo basandosi su stereotipi. Ad esempio, potresti presumere che una persona anziana sia lenta o confusa, anche se non hai mai interagito con lei.

Il Bias della paura del "Bias dovuto allo stereotipo": Tendenza a pensare che tutti gli stereotipi siano falsi perché lo dice il Bias dovuto allo stereotipo. Avviene quando non si vuole accettare la coincidenza tra il fenomeno e lo stereotipo anche se le evidenze dicono il contrario. Ad esempio non accettare che un anziano sia lento, perché altrimenti si ricade nello stereotipo, anche se l'anziano è effettivamente lento.

Bias mainstream: Tendenza a conformarsi alle idee e alle opinioni popolari o "mainstream". Ad esempio, potresti cambiare le tue opinioni per adattarti a quelle della maggior parte delle persone nel tuo gruppo sociale.

Effetto dell'illusione di verità: La tendenza a credere che le informazioni siano vere perché sono familiari. Ad esempio, se senti ripetere una dichiarazione falsa molte volte, potresti iniziare a credere che sia vera.

Bias di traduzione: Si verifica quando il significato originale di un messaggio viene distorto o alterato durante la traduzione. Ad esempio, un'impresa internazionale potrebbe incontrare difficoltà se un messaggio di marketing viene tradotto in modo impreciso in un'altra lingua.

Bias degli aggettivi qualificativi: Questo bias si verifica quando gli aggettivi usati per descrivere un fenomeno influenzano la nostra percezione di esso. Ad esempio, un'azione potrebbe essere vista in modo diverso se viene descritta come "prudente" piuttosto che "timorosa".

Mudslinging ("fango"): Questa è una tattica usata in politica e in altre aree in cui qualcuno cerca di danneggiare la reputazione di un avversario rivelando informazioni negative o sgradevoli su di lui, indipendentemente dalla loro verità.

Mind reading ("lettura della mente"): Questo bias si verifica quando presumiamo di conoscere i pensieri, i sentimenti o le intenzioni di un'altra persona senza comunicazione diretta. Ad esempio, potresti pensare che il tuo amico sia arrabbiato con te perché non ti ha risposto al telefono, anche se ci sono molte possibili spiegazioni per il suo comportamento.

Photo bias: La tendenza a essere influenzati dalle immagini presentate insieme alle informazioni. Ad esempio, un articolo di notizie su un sospetto criminale potrebbe avere un impatto diverso a seconda se viene mostrata una foto del sospetto che sorride o che sembra minaccioso.

Availability Bias: Questo bias si verifica quando le persone giudicano la probabilità di un evento basandosi su quanto facilmente possono richiamare esempi simili dalla memoria. Ad esempio, dopo aver visto un incidente d'auto, potresti percepire la guida come più pericolosa perché l'incidente è fresco nella tua memoria.

Representative Bias: Questo bias si verifica quando le persone giudicano la probabilità di un evento basandosi su quanto esso assomiglia alla loro immagine mentale tipica di tali eventi, trascurando le informazioni sulla probabilità effettiva. Ad esempio, se pensi a un pilota di aereo, potresti immaginare un uomo anziché una donna, perché la figura del pilota maschio è più "rappresentativa" data la nostra percezione culturale.

Affect Bias: Questo bias descrive la tendenza delle persone a fare scelte basandosi sulle loro emozioni attuali, piuttosto che su un'analisi oggettiva. Ad esempio, potresti comprare un gelato perché sei di buon umore, anche se stai cercando di seguire una dieta.

Familiarity Bias: Questo bias si verifica quando le persone preferiscono le cose che conoscono a quelle che non conoscono. Ad esempio, potresti scegliere di investire in una società di cui hai già sentito parlare, piuttosto che in una che non conosci, anche se quest'ultima ha migliori prospettive di rendimento.

Satisficing Bias: Questo bias descrive la tendenza delle persone a prendere decisioni che sono "buone abbastanza" piuttosto che ottimali. Ad esempio, potresti accettare il primo lavoro che ti viene offerto, piuttosto che cercare una posizione che si adatta perfettamente alle tue abilità e ai tuoi interessi, perché il primo lavoro soddisfa i tuoi bisogni immediati.

Bias dei contenuti: Tendenza a favorire le informazioni che si adattano meglio ai nostri interessi e aspettative esistenti. Ad esempio, se sei un appassionato di sport, potresti prestare più attenzione alle notizie sportive rispetto alle notizie economiche.

Persistenza di un ricordo: Tendenza a ricordare eventi emotivamente carichi o traumatici, anche quando preferiremmo dimenticarli. Ad esempio, potresti continuare a ripensare a un incidente d'auto che hai avuto, anche se preferiresti dimenticarlo.

Effetto della modalità: Tendenza a rispondere a un sondaggio o a un questionario in modo diverso a seconda della modalità in cui viene somministrato (ad esempio, online, per telefono, di persona). Ad esempio, potresti essere più propenso a rivelare informazioni personali in un sondaggio online piuttosto che in un'intervista faccia a faccia.

Effetto dell'auto-produzione: Tendenza a ricordare meglio le informazioni che abbiamo generato noi stessi rispetto alle informazioni ricevute da altri. Ad esempio, potresti ricordare meglio le note che hai scritto per uno studio rispetto a quelle che hai letto in un libro di testo.

Effetto dell'umorismo: Tendenza a ricordare meglio le informazioni presentate in modo umoristico rispetto alle informazioni presentate in modo serio. Ad esempio, potresti ricordare meglio una lezione se l'insegnante ha incluso delle battute o delle storie divertenti.

Bias della coerenza: Tendenza a interpretare informazioni in modo da renderle coerenti con le nostre credenze o aspettative esistenti. Ad esempio, se credi che una determinata marca di automobili sia di alta qualità, potresti ignorare le recensioni negative e concentrarti solo su quelle positive.

 

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