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23 Febbraio 2007
Nabladue
Tempo di lettura: 4 minuti

L'ironia

Mi trovavo in una grande libreria con un amico. Di solito mi piace passare due ore circondato dai libri, sfogliarne qualcuno, leggere la presentazione e, se trovo qualcosa che mi colpisce, lo porto a casa con me.
Noto, nella classifica dei libri più venduti, che il primo posto è di Luciana Littizzetto. Mi avvicino incuriosito, indosso i guanti che mi proteggono da tutto ciò che è commerciale e lo apro a caso. A volte il caso è beffardo. Si parla di loffe. Leggo il piccolo racconto che, se non ricordo male, era la parodia della pubblicità di un profumo; sorrido e rimetto il libro al suo posto. Ho pensato che con le loffe mi possono far ridere anche i miei amici. Se mi devo rovinare gli occhi, preferisco farlo per qualcosa che non posso avere dalla vita quotidiana. O, in alternativa, se ho voglia di sparare qualche cavolata posso sempre andare della mia amica Almost30 , il cui blog è infestato dai commenti stupidi del sottoscritto.

ironia

ironia

La mia intenzione non è quella di accusare o criticare qualcuno:Luciana Littizzetto è una grande comica, ma ho dovuto trovare un modo stimolante per iniziare il post. Al contrario, voglio imbastire una difesa. I classici non sono necessariamente noiosi, i discorsi impegnati non sono necessariamente pesanti, mentre lo è quella parte di comicità facile ed inutile o offensiva.
Non sono un accademico e non mi piacciono le persone musone e seriose, ma non mi attira neanche chi non riesce mai ad uscire dai panni del comico.

Tra i diversi modi di strappare un sorriso alle persone, quello che apprezzo di più, è un certo tipo di ironia. L’ ironia che parla di cose importanti, in modo semplice e simpatico. Se non tutti sono d’accordo con me, dovranno comunque ammettere che, in questo caso, oltre alla risata, si porta a casa anche qualcosa in più.
La satira tende a colpire le persone. Il fine della comicità è quello di strappare un sorriso a qualunque costo, anche in modo volgare o di cattivo gusto. Non voglio giudicare chi lo fa, ma, in certe circostanze, lo trovo particolarmente noioso e pesante.
Non disprezzo né la satira, né la comicità, ma ritengo che l’ironia, usata in determinati ambiti e modi, possa essere più costruttiva rispetto alle prime due. Roberto Benigni con la lettura della Divina Commedia ha dimostrato che si può parlare di letteratura in modo divertente ed interessante. Se la letteratuta venisse insegnata in quel modo, andare a scuola sarebbe un piacere. Ovviamente, Benigni è un caso unico. Ma un pizzico di ironia in più, sarebbe importantissimo per il nostro sistema scolastico.

Roberto Benigni
Foto di Roberto Benigni

La filosofia non esclude il sorriso, pensare non rende tristi, aiuta. Mi viene sempre in mente il viso del Dalai Lama (che ho avuto la fortuna di vedere dal vivo), lontano dalle sue terre, dagli amici, privato della sua patria, capo di un popolo vittima dell’arroganza e della violenza, ma sempre col sorriso sulla bocca e pronto a scherzare.

ironia socratica
A questo punto, devo chiamare in aiuto ancora una volta il mio amico che si trova qui da me, in alto a destra.
Socrate era brutto. Aveva il naso schiacciato, le narici larghe, la fronte alta,gli occhi sporgenti e pochi capelli.
Era basso ed aveva una pancia importante. Inoltre, si curava e lavava poco.
A lui piaceva pensare, riflettere e ironizzare su se stesso e sugli altri.
Una volta Critobulo, un bellissimo uomo greco, lo invita a partecipare ad una gara di bellezza per prenderlo in giro. Socrate, affatto indispettito accetta.
Quando è il suo turno inizia a fare domande a Critobulo.
Che cos’è per te la bellezza?
Critobulo risponde …
Al termine dello scambio di battute, Critobulo è confuso e in difficoltà. Non riuscendo a dare una definizione plausibile di bellezza, arriva persino ad ammettere, nell'ilarità degli spettatori, che tra loro due,in realtà, quello bello è Socrate.

La famosa ironia socratica – dice Platone nella Repubblica. L’ironia è un' arma micidiale, se usata nei dovuti modi. Può essere sottile, fino a diventare quasi invisibile, o aperta e mordace.
Socrate, con la sua ironia, era una "torpedine marina" che intorpidiva tutti quelli che assumevano atteggiamenti professorali, cattedratici. Quelli troppo sicuri di loro stessi. Un' ironia indagatrice e pungente che spazzava via le illusioni costruite su certezze ostinate.
Un' ironia che faceva arrossire chi si riteneva sapiente, ma non lo era. Insomma, quale miglior cura contro l'arroganza e la presunzione?

(ironia platonica)

Platone, allievo e amico di Socrate, ha portato ad estreme conseguenze l’ ironia Socratica.
Come ha detto Goethe, chi riuscisse ad identificare cosa Platone ha detto in modo serio, semi-serio o completamente scherzoso renderebbe un grande tributo alla nostra cultura. Leggendo la Repubblica (ed altri dialoghi) si ha la sensazione di non capire il confine tra l’ironia e la realtà.
E l’ ironia è una delle caratteristiche più importanti della filosofia Platonica . Leggere Platone senza spirito ironico, è come mangiare la pasta senza condimento.
Oggi pensiamo al filosofo occidentale, come al professore pedante ed un po’ noioso.
Per esperienza personale, devo dire che un fondo di verità c’è. La pedanteria danneggia la filosofia. La filosofia nasce dall’ironia, è la sua anima. L’ironia è il sentimento del contrario. E la peculiarità del filosofo è lo spirito critico, verso se stesso e verso gli altri.
Il filosofo non ha paura delle contraddizioni. Le cerca, le ama.
Ma forse oggi non è più così: avete mai provato a contraddire un filosofo accademico un po’ saccente?

Niente a che vedere con il modo di interpretare la filosofia da parte di Socrate e Platone: dialogo aperto, ironia, amicizia e comunanza di intenti.

Il primo filosofo che si avvicina al professore serioso è Aristotele. Nelle sue opere c’è solo una vaga ombra dell’ ironia platonica . Gli argomenti sono esposti in forma pedante,complicata (anche quando non è necessario) e, in qualche circostanza, in modo poco chiaro. Nessun ricordo del teatro filosofico di Platone, dove vita, filosofia e pensiero s’intrecciano in un modo che forse non si ripeterà mai più nella storia.

E la stessa ironia ha permesso a Socrate e Platone di ribaltare il mondo, di vederlo sotto una luce diversa; mentre Aristotele e le persone pedanti, spesso, si fermano al luogo comune.

34 comments on “L'ironia”

  1. Come non essere d'accordo con te!

    Adoro passare le mie pause pranzo in libreria ... a percepire con tutti i 5 sensi quella cosa meravigliosa che sono i libri! E l'ironia, soprattutto verso se stessi, è una delle cose per cui vivere!

    Ciao

  2. Ordunque analizziamo il testo:

    "Ho pensato che con le loffe mi fanno spesso ridere anche i miei amici"

    Oddio ragazzi, ma andate a vedere uno spettacolo di cabaret se proprion dovete ridere... Ma è terribile tutto ciò!

    "se proprio mi devo rovinare gl'occhi preferisco farlo per qualcosa che non posso avere dalla vita quotidiana"

    Ma in quel modo non è la vista il senso che ti si rovina...

    "o in alternativa, se ho voglia di sparare qualche cavolata posso sempre andare della mia amica Almost"

    No dico... GRAZIE EH?! E che sono la tua spacciatrice ufficiale. Da oggi in poi ti farò pagare ogni votla che entri... Fa sempre piacere comunque constatare che gli altri considerino il tuo blog un blog di grande spessore...

    "il cui blog è infesato dai commenti stupidi del qui presente." Ah be', ti sei salvato con questa ammissione di colpa finale...

    Comunque ora analizzo meglio il tutto e poi ripasso

  3. ? Carogizzy: in pratica, ti piace fare l’amore con i libri…:)
    Ironia

    ?Almost: effettivamente era un po’ puzzolente il libro…

    Non fare finta di niente te l’ho detto tante volte, anche in pvt, che il tuo blog è nella categoria divertenti di spessore…

    Ne approfitto per segnalare un altro blog molto divertente che mi piace molto (guarda caso anche lì si parla di loffe)

    sporealvento

  4. Waaaah!

    Grazie nabla !

    Son flattata.

    Da stamattina che ho visto il tuo post, ma ci stavo pensando bene prima di spandere loffe satiriche.

    Infatti ho un comic-post flatulento in cantiere, ma mi hai colto con le mani in pasta e mi sono vergognata. Lo affino e poi lo mollo 😉

    Per il tuo post:

    "Satira, comicità ed ironia"

    Hm...

    Secondo me la frontiera è così sottile nel lessico collettivo, che si mette tutto nella stessa pentola.

    Ora, non c'è niente di più bello di un bel dizionario etimologico a portata di mano in cucina...

    Bravo ! Rimettiamo i puntini sulle i,

    con ironia.

    Sporalwind

  5. E tuttavia, la comicità ha degli standard di riferimento che è difficile accantonare. Il ricorso alla scurrilità o a situazioni nauseanti fa parte del "repertorio" dei comici. Ricordo qualche anno fa (mi pare) uno spettacolo di Dario Fo, in cui si parlava di un assedio culminato in un attacco lanciando feci con la catapulta. In apparenza sembrerebbe una cosa schifosa e gratuita. Non era affatto così. Specifico però che pur avendo in simpatia la Litizzetto non la sto paragonando a Dario Fo. Che mi pare anche più alto. 😉 Buona continuazione.

  6. In realtà l'ironia è molto di più di ciò che tui hai detto "quella che parla di cose importanti, in modo semplice e simpatico".

    L'ironia è il "sentimento del contrario".

    Lo diceva Pirandello che apre il suo saggio collegando etimologicante questo termine ad uno apparentemente opposto: malinconia.

    Non solo ma (cito da internet) Secondo Kierkegaard l'ironia si rivela come quella forma del discorso "la cui caratteristica è di dire l'opposto di quello che si pensa".

    E dal contrasto, dalla dicotomia che nasce la vera ironia... Facci caso: ora si fa ironia su le trentenni sole magari, si è sempre fatto dell'ironia su chi è brutto o sdentato... e così via (certo, l'ho semplificata parecchio).

    Io per esempio ironizzo spesso su una condizione lavorativa del giovane italiano a dir poco disastrosa.

    Il punto è questo: l'ironia è la forma più ricca di comicità che esista. E' una fonte inesauribile di energia per ridere sulle cose, per andare avanti col sorriso.

    Ed è per questo secondo me che si dice che è molto più difficile far ridere che far piangere: perché il comico, quello che usa l'ironia, è un equilibrista sempre in bilico su un filo che separa la comicità facile e banale, dall'offesa e dal cattivo gusto... E deve restare sempre in equilibrio su quel filo che gli indica la via giusta.

    A proposito: sai cosa diceva Pirandello del tuo amico Socrate... che era un vero umorista perchè possedeva quel "sentimento del contrario" di cui Pirandello fu un po' il padre.

    Aò... A Nabla!? E mo' dopo sto popò de arringa che me dici? 🙂

  7. ? fumblindog: anche le cose apparentemente schifose se fatte per trasmettere un’idea non sono affatto di cattivo gusto….

    ? Almost: di la verità, hai copiato dal libro del liceo eh?

    “è molto più difficile far ridere che far piangere:” per te, per me sarebbe più facile farti piangere…

    Facciamo i seri. Si l’ironia è molto ampia, infatti, io ho specificato quella che apprezzo di più.

    L'ironia è il "sentimento del contrario. Con questa definizione sembra che abbia solo una connotazione “distruttiva”, che effettivamente l’ironia ha, ma secondo me ha anche connotazione propositiva…

    P.S.

    Guarda che c’era prima il mio amico che il tuo Pirandello.

    Ciao!

  8. uh be' far piangere è facile: potresti sempre prendermi a calci nel mio regal deretano... fammi ridere invece, e di gusto! 😉

  9. e poi non mi sembra una definizione tanto distruttiva...

    anzi ci apre nuove possibilità: ci dice come sorridere se una cosa non è proprio come vorremmo..almeno così sembra a me

  10. Vero, sono pochi i comici che si distinguono dagli altri per il tipo di satira che fanno,ti lasciano qualcosa oltre a un sorriso sulla faccia. Il mio preferito è Benigni quando parla,semplicemente.

  11. Benigni è uno dei miei preferiti,

    rende divertente anche la Divina Commedia senza banalizzarla...

    grazie ti linko anch'io..,poi con calma passo...ciao

  12. condivido pienamente; d'altra parte, mi rendo conto che è molto difficile pensare davvero quando si è tristi. Per essere buoni pensatori, al contrario, occorre conquistarsi la serenità.

  13. io ad esempio sono monocromatico e tale voglio rimanere.

    lo stile è una scelta personale.

    credo anche che nessuno parli di superiorità del serio sul faceto. di certo, però, esistono delle circostanze che ti impongono ora l'uno ora l'altro tono.

    così come serietà non è sinonimo di tristezza. anche se spesso la testa rende tristi.

  14. ? riuriuchiu: “Per essere buoni pensatori, al contrario, occorre conquistarsi la serenità.” È quello che penso anche io.

    ? 1cherub: sono due modi diversi di essere…

    ? Almost: anche tu?

    Si lo sapevo. Forse perché far ridere è un modo per superare la propria depressione…

    Come volevasi dimostrare a me spesso mi prendono per ebete perché rido troppo.

    P.S.

    Domani sarò fuori per una microvacanza in montagna, torno nel tardo pomeriggio, ti affido il mio pensatoio, mi raccomando fai la seria! ciao

  15. Post intelligente. A questo punto ti invito a fare un "giro in giro" sul mio blog, premettendo che, oltre a "satireggiare" per puro diletto personale, non mi dispiacerebbe per nulla se dietro lo sberleffo e il sorriso qualcuno intravvedesse anche il flebile tentativo di far riflettere.
    Ciao.

  16. Disprezzo la falsa satira che nasconde solo feroci rancori PERSONALI, e ancor più disprezzo chi dà asilo a tale abominio. Di tutti i blog che ho visto, i peggiori sono proprio quelli che osano definirsi satirici, ma che lungi dall'essere intelligenti hanno un unico fine: quello di negare agli altri il diritto di esistere, solo per far schizzare il contatore alle stelle. E chi sono mai questi pasdaran che imperversano così tristemente per dire ciò che è bello e ciò che è brutto? Producessero almeno creazioni dell'ingegno, capirei. Invece nulla: lobotomia totale. Chissà come mai quando qualcuno satirizza loro, si danno da fare per distruggerlo. Sono capaci di scandalizzarsi se qualcuno pronuncia la parola "down", solo per chiamare i loro detrattori "storpi". Doppia morale. So di tipe che fanno le puritane, inveiscono contro la pornografia e nei loro blog parlano soltanto di cazzo e di sborra. Altre si reputano il Diavolo, mentre sono soltanto squallide agitatrici da parrocchietta. Segni dei tempi. Segni di decadenza della società. Sei proprio sicuro che non ci starebbe bene un novello Gengis Khan?

  17. Sono tornato::::

    ? Midsef: 🙂

    ? Almost: qui sono tutti seri…

    ? fardtimes: ti verrò a trovare presto, poi ti faccio sapere…

    ? Antares: io vedrei meglio un Socrate…

    CIAO!

  18. "Punctum tulit qui miscuit utile dulci" disse una volta Dante. E se ho scritto male torno in Arno a sciacquare i panni....anche se invece di sciacquarli sembra di scioglierli in acido....

    S

  19. Con le mie poche reminiscenze di latino non ce l’ho fatta a tradurla senza vocabolario…(prima o poi dovrò ripassarlo 🙂

    Trovo su wikipedia:

    Omne tulit punctum, qui miscuit utile dulci tradotta letteralmente, significa ha raggiunto la perfezione chi ha saputo unire l'utile al dilettevole

    massima di Orazio

    calzante e da me condivisa Grazie

  20. Io non lo sapevo tradurre ma ero fiducioso: Se non hai mai studiato il latino e puoi fartelo tradurre da altri, non indugiare e fattelo tradurre. 😛 Buona serata.

  21. Beh, la ruggine nel mio cervelletto abbonda di sicuro!!!!!! Cmq citazione inesatta a parte hai colto al volo il senso! Anyway la Littizzetto è uno spasso prima di addormentarsi. Ti fa addormentare con il sorriso sulle labbra.

    S

  22. Tra l'essere troppo seriosi e il fare i comici a tutto spiano ,ci vuole equilibrio..e l'ironia è questo equilibrio..Ironizzare è di quelle persone che hanno un cervello e lo sanno usare..L'ironico si rende simpatico ed accettabile..egli si stacca da tutto ciò che è negativo e si da alla creatività..L'ironia diverte chi la fa e chi ne è spettatore..Ridere di se stessi non lo fa più nessuno ..Beata ironia che fa gustare e vivere chi noi siamo!!

    Buona domenica... bacione.

  23. Il problema è che le persone cercano costanti mezzi per anestetizzare il proprio pensiero. Spengere il cervello permette di lenire quelle sofferenze che derivano dalla percezione di quanto la nostra vita spesso sia diversa da quello che vorremmo. Ovviamente tutto ciò è semplicemente un misero palliativo, che a lungo andare risulta anche deleterio (perché le persone si assuefanno alla loro condizione e non cercano di migliorarsi) ma questo sembra interessare a pochi.

  24. Interessante post, nabla. Concordo con quanto dici, anche se non capisco l'associazione che fai tra serio e noioso. I blog, i post impegnati, quando appunto scritti con intelligenza, servono a far pensare, ad offrire spunti di riflessione personale e di confronto. Poi l'essere 'noioso' per me è un concetto relativo. Infatti concordo quando dici che la comicità a volte è non solo noiosa ma anche pensate. Oltre ovviamente a non far ridere.

    L'ironia è quella che più apprezzo, che mi fa sorridere, ridere riflettere ma anche semplicemente distrarre.

    L'ironia per me è la comicità 'intelligente'.

    L'auto-ironia quella che più pratico 🙂 (quando sono dell'umore giusto, oggi no, piove).

    Spero di essermi spiegata, oggi non connetto molto 🙂

    Un bacio grande, buona settimana!

    Arien

  25. ? CosmicDance: ho constatato anch’ io che per molti il pensiero è un fardello da sopportare e cercano in tutti i modi come dici tu di anestetizzarlo senza considerare che l’uomo è tale proprio perché ha il pensiero ( cogito ergo sum )…

    ?Pachuca: grazie buona giornata anche a te

    ?Midsef: lo vorrei sapere anche io, ma qui nessuno si fa vivo?? vi assicuro che c’è chi lo pensa…

    ma dove sono finiti? mi fanno passare per bugiardo!

    DamadelSole: come ho detto, non sono io che faccio l’associazione purtroppo c’è chi la fa... ti sei spiegata benissimo…grazie

    CIAO!

  26. Ridere dei propri limiti per sdrammatizzarli e affrontarli come se non fossero il Dio in terra.

    E' difficile ma l'ambiente intorno ci aiuta poco, troppo cinismo anche nel prendersi in giro.

    La sana risata la faccio spesso con i più piccoli.

  27. Ecco! Faccio il lavativo qualche giorno ed ora devo faticare (ovvero, vincere la mia pigrizia formalizzata dalle leggi dell'universo) per collegare tutte le interessanti osservazioni.

    Soprattutto il dibattito con Almost, che di umorismo e ironia se ne intende parecchio.

    Grande Socrate, nell'episodio riportato oltre al suo avversario stronca le pretese di eccessiva generalizzazione e astrazione (insomma, un anti-metafisico alla Odifreddi ante litteram ^^).

    Anch'io, come Almost, sono "devoto" a Pirandello per la teorizzazione dell'umorismo...

    Pensando al commento di Riu, #27, direi che in effetti vivere in un pozzo di tristezza dà l'illusione di profondità (il pozzo, appunto), mentre in realtà non si riesce a guardare oltre le pareti...

    Ho sempre ammirato chi sa far ridere con intelligenza, perché è qualcuno che ha "una marcia in più" rispetto all'altrettanto intelligente ma carente di sorrisi.

    Ciao!

  28. Forse appartengo alla catagoria di chi fa (tenta di fare) blog comici, forse mi è capitato o mi capiterà di scivolare nella satira fine a se stessa e di essere inutilmente comico-facile, cioè tutte le cose che tu hai scritto.. Diciamo che uno ci prova, se non ci riesce...Pazienza.

    E quindi?

    E quindi ti dò ragione, sono d'accordo con te..E' sempre un problema di misura e di contenuti. Ci sono persone seriose che non capiscono nulla, finto comici volgari, così come persone profondissime che ti insegnano senza farti ridere e altri che ci riescono con l'ironia.

    Un sorriso, se posso...

    Mister X di Comicomix

  29. Caro Nabla, per confutare empiricamente il tuo post e la gara fra Cratibulo e Socrate.

    Sul metrò stamattina avevo come vicini un babbo, una mamma ed un figliolo ventenne.

    Erano bellissimi insieme.

    Voglio dire : erano brufolosi e conciati malissimo, ma si parlavano complici con felicità, mentre il babbo giocava con le mani del figlio, tessendo il discorso insieme.

    Belli, bellissimi !

    Sporalwind

  30. ? Comicox: allora ci siamo riusciti: la riconciliazione è avvenuta, blog seri e divertenti non sono poi così distanti…

    Mi sembra di aver capito dai commenti che sorriso e pensiero non si escludono, serietà e austerità non sono intelligenza…

    Mo ce vorrebbe ‘na battuta ma io nun so’ un comico purtroppo…Almost, Sporealvento, aiuto!!

    ? sporealvento: per ora vi risparmio un dibattito “serio” su “che cos’è la bellezza?”, per ora..…

    Prima o poi ve lo dovrete sorbire 🙂

    Ciao sorridente...

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